Borsa Italiana, il ricorso che incoraggia Italgas, nuovi allunghi di Ferrari
pubblicato:Le azioni della società delle reti gas a una prova importante. La casa di Maranello continua a correre dopo i risultati

Seduta brillante per Italgas, che mercoledì ha messo a segno un rialzo del 3,55% chiudendo a 10,80 euro, dopo aver oscillato tra 10,48 e 10,87 euro. A sostenere il titolo è stata soprattutto la notizia dell’esito favorevole del ricorso al Tar in merito alla maxi gara da oltre 400 milioni di euro per la distribuzione del gas nell’Atem Trento.
La gara, del valore complessivo di 410 milioni di euro, era stata aggiudicata a metà gennaio a Novareti (gruppo Dolomiti Energia) con un punteggio di 91,249 su 100, contro i 90,976 ottenuti da Italgas: uno scarto inferiore a mezzo punto.
Proprio l’esiguità della differenza aveva spinto Italgas a chiedere accesso completo alla documentazione presentata dalla concorrente vincitrice. Tuttavia, una parte degli atti era stata inizialmente oscurata dalla Provincia di Trento, stazione appaltante della procedura, inducendo il gruppo a presentare ricorso al tribunale amministrativo.
Con due sentenze appena pubblicate, il Tar ha accolto integralmente le richieste di Italgas, disponendo l’accesso completo ai documenti richiesti. La società potrà ora visionare la nota illustrativa al piano industriale dell’aggiudicataria, i dettagli sull’unbundling contabile, le informazioni relative a partnership e collaborazioni e il documento sull’analisi costi-benefici.
Parallelamente, i giudici hanno respinto le istanze di Novareti volte a ottenere l’oscuramento totale della propria offerta, ritenendo illegittima una chiusura completa all’accesso agli atti. Bocciata anche la richiesta della stessa Novareti di consultare l’analisi costi-benefici dell’offerta di Italgas.
Le decisioni del Tar rafforzano quindi la posizione di Italgas, che ora dispone di tutti gli strumenti per valutare un’eventuale impugnazione del provvedimento di aggiudicazione. Resta comunque aperta per Novareti la possibilità di presentare appello al Consiglio di Stato, mantenendo il dossier ancora in una fase potenzialmente contenziosa.
Sul fronte degli analisti, Barclays ha rivisto al rialzo i target price su diverse utility italiane: Enel da 9,3 a 10 euro (rating overweight), Italgas da 7,8 a 9,7 euro ed Terna da 8,2 a 8,8 euro (entrambi con giudizio equal weight). Secondo gli esperti, le utility europee dovrebbero tornare a sovraperformare nel 2026, sostenute da solidi trend macro e da un vero e proprio “superciclo” di investimenti infrastrutturali.
In questo contesto, il recupero di Italgas si inserisce in un quadro più ampio di rinnovato interesse per il comparto regolato, percepito come difensivo ma allo stesso tempo capace di beneficiare di investimenti strutturali e visibilità sui flussi di cassa. La vicenda dell’Atem Trento rappresenta ora un elemento chiave da monitorare, sia sul piano legale sia per le possibili implicazioni strategiche nel mercato della distribuzione del gas.
Italgas, prezzi al test di importanti resistenze
Il grafico di Italgas racconta una storia piuttosto chiara: il trend di fondo resta positivo, ma il titolo è arrivato in una zona tecnica che richiede una decisione del mercato.
Dopo la progressione molto ordinata avviata in autunno, sostenuta da una media mobile esponenziale a 50 giorni in costante salita (oggi poco sotto area 10 euro), il titolo ha consolidato senza mai compromettere davvero l’impostazione rialzista. La correzione di gennaio è stata fisiologica, contenuta e soprattutto rispettosa dei principali livelli tecnici: nessuna rottura strutturale, solo prese di beneficio dopo un movimento molto lineare.
Nelle ultime sedute Italgas è tornata a spingere verso l’alto, riportandosi in area 10,80–10,90 euro, cioè a ridosso dei massimi di gennaio (10,84) e del top di mercoledì a 10,87. È qui che si gioca la partita di breve periodo. Questa fascia rappresenta una resistenza importante: non solo perché coincide con i precedenti massimi, ma perché delimita il confine tra semplice consolidamento e nuova accelerazione rialzista.
Se il titolo riuscisse a superare in modo deciso area 10,85–10,90 euro, il segnale sarebbe chiaro: la pausa delle ultime settimane verrebbe archiviata come fase di accumulazione e si aprirebbe spazio per un’estensione verso 11,50 euro, con un possibile secondo obiettivo in area 11,90–12 euro. In altre parole, il mercato tornerebbe a prezzare una nuova gamba di trend.
Al contrario, un’incapacità di rompere questi livelli, accompagnata da un ritorno sotto 10,60 euro, inizierebbe a indebolire il quadro di breve termine. Non sarebbe ancora un’inversione strutturale – perché il vero supporto dinamico resta in area 9,85–10 euro, dove passa la media a 50 giorni – ma aumenterebbe il rischio di una fase correttiva più ampia.
In sintesi, Italgas non è in una situazione di debolezza, anzi: la struttura primaria resta rialzista. Tuttavia, il titolo è arrivato su un livello tecnico chiave. La rottura dei massimi recenti potrebbe riattivare con decisione il trend; in caso contrario, potremmo assistere a un nuovo periodo di consolidamento prima del prossimo movimento direzionale.
Ferrari: dopo i risultati, le promozioni degli analisti incoraggiano gli acquisti
Ferrari miglior titolo del FTSE Mib ieri con un rialzo del 4% dopo che Deutsche Bank e RBC hanno incrementato il prezzo obiettivo rispettivamente da 450 a 460 euro con raccomandazione "Buy" confermata, Deutsche Bank e da 415 a 430 euro RBC. Il titolo ha fatto registrare un corposo rialzo nelle ultime due sedute di scambi dopo la presentazione dei risultati preliminari 2025.
Nei 12 mesi Ferrari ha registrato ricavi netti per 7,15 miliardi di euro (+7% rispetto al 2024), un EBITDA di 2,77 miliardi (+8% su anno), un utile operativo di 2,11 miliardi (+12% su anno) ed un utile netto di 1,6 miliardi. Il Free cash flow industriale è aumentato del 50% a 1,54 miliardi.
Per il 2026 Ferrari prevede di raggiungere circa 7,5 miliardi di ricavi con un margine dell'EBITDA del 39%.
Ferrari, segnali incoraggianti sul grafico
Graficamente il rialzo di ieri ha confermato i progressi del giorno precedente spingendo le quotazioni al di sopra di quota 310, primo riferimento grafico di rilievo nello scenario di breve periodo.
Il superamento della media mobile esponenziale a 50 sedute, avvenuto ieri proprio attorno a 310, rappresenta un ulteriore elemento di fiducia per le prospettive di recupero del titolo, che ora si trova a confrontarsi con gli ostacoli in area 325, dove troviamo i massimi fatti registrare a cavallo tra dicembre e gennaio ed il 50% di ritracciamento della discesa dal picco di novembre.
Oltre tali riferimenti le tensioni si allenterebbero ulteriormente ed il titolo potrebbe procedere alla copertura dei gap down lasciati aperti nei mesi precedenti a 337,20 e 351,60. Obiettivo successivo sul picco di novembre a 377,50.
Il ritorno al di sotto di quota 305, invece, rappresenterebbe un primo segnale da non sottovalutare, che inizierebbe a segnalare il rischio di esaurimento della reazione.
Solo la successiva violazione di quota 292, tuttavia, porrebbe nuovamente il titolo in una situazione scomoda, aprendo alla ripresa del trend ribassista dell'ultima anno che potrebbe condurre al raggiungimento di nuovi minimi di periodo.
Comments
Loading comments...