Dow Jones sui massimi, ma la rottura non arriva: lavoro forte, Fed in pausa

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
3 min

Curva che si appiattisce e Treasury in rialzo: sopra 50.500 possibile nuova accelerazione, sotto 49.700 rischio consolidamento

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Il Dow Jones archivia la terza seduta consecutiva senza riuscire a superare con decisione il lato alto del canale rialzista che accompagna il movimento dai minimi di agosto 2025.

I prezzi hanno tentato nuovamente l’allungo oltre area 50.300–50.500 punti, registrando anche un nuovo massimo storico intraday, ma in chiusura hanno mostrato difficoltà a consolidare la rottura.

Il messaggio tecnico è chiaro: il trend primario resta rialzista, ma in prossimità della parte superiore del canale l’inerzia si sta attenuando. In queste fasi, spesso il mercato ha bisogno di un catalizzatore forte per estendere il movimento. E questa volta il catalizzatore è arrivato dal mercato del lavoro americano.


Il mercato del lavoro sorprende

A gennaio l’economia statunitense ha creato 130.000 nuovi posti di lavoro, ben oltre le attese di 55.000.
Il tasso di disoccupazione è sceso al 4,3% dal 4,4%, mentre le retribuzioni orarie sono aumentate dello 0,4% su base mensile (contro lo 0,3% stimato) e del 3,7% su base annua.

Un dato che conferma:

  • Economia resiliente

  • Pressioni salariali ancora presenti

  • Mercato del lavoro meno fragile di quanto temuto

È vero che le revisioni di novembre e dicembre sono state negative (–17.000 posti complessivi), ma il quadro generale suggerisce una stabilizzazione più che un deterioramento.


Implicazioni per la Fed

Numeri di questo tipo rafforzano l’idea che la Federal Reserve possa permettersi di restare in pausa più a lungo, come già indicato da Jerome Powell.

Un mercato del lavoro che regge significa:

  • Minore urgenza di tagli ai tassi

  • Rischio inflattivo non completamente spento

  • Rendimenti in risalita

Infatti i Treasury a breve termine sono saliti di circa 6 punti base, con curva che si appiattisce in modalità “bear flattening”. L’asta decennale è risultata debole, segnale di minore appetito per duration a questi livelli.

Il dollaro si rafforza e l’euro scende verso 1,1860, con minimo a 1,1832.


Powell vs Trump

Donald Trump ha commentato con entusiasmo i dati, ribadendo che gli Stati Uniti dovrebbero pagare tassi molto più bassi sul debito pubblico. Tuttavia, paradossalmente, dati macro solidi rendono meno probabile un taglio immediato dei tassi.

Il messaggio implicito è che Powell, più che “sprovveduto”, sta semplicemente seguendo i numeri.


Lettura tecnica del Dow Jones

Dal punto di vista grafico:

  • Il trend resta saldamente rialzista

  • La media mobile breve continua a sostenere i prezzi

  • Il canale crescente è intatto

Ma:

  • Tre tentativi falliti di breakout indeboliscono la spinta

  • Area 50.500 è la vera soglia di accelerazione

  • Sotto 49.700 si aprirebbe spazio per una fase di consolidamento più profonda

Se il Dow riuscisse a consolidare sopra 50.500, il target tecnico proietterebbe un’estensione di almeno 1.000–1.200 punti. In caso contrario, potremmo assistere a una fase di riassorbimento della tensione rialzista.


Conclusione

Il mercato si trova in una zona “di equilibrio instabile”:

  • Macro forte → sostiene l’economia

  • Macro forte → ritarda i tagli Fed

  • Tassi più alti → comprimono le valutazioni

Il Dow resta in trend positivo, ma la mancata rottura del canale segnala che la strada verso nuovi massimi strutturali potrebbe non essere lineare.

La vera domanda ora è:
il mercato preferisce una Fed accomodante o un’economia solida?

Perché al momento sembra non poter avere entrambe le cose nello stesso momento.

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