Soft landing a portata di mano, ma la Fed frena l’entusiasmo
pubblicato:Lavoro stabile e consumatori forti ritardano i tagli dei tassi: la politica monetaria resta prudente

Inflazione più fredda, economia ancora calda: la Fed è davvero vicina al “soft landing”?
Venerdì i mercati hanno accolto con favore il dato sull’inflazione statunitense di gennaio: l’indice dei prezzi al consumo è salito del 2,4% su base annua, sotto le attese del 2,5% e in ulteriore rallentamento rispetto al mese precedente.
Un numero che riporta l’inflazione decisamente più vicina al target della Federal Reserve del 2% che non al 3% e che ha immediatamente riacceso le aspettative di almeno due tagli dei tassi nel corso dell’anno.
Il dato arriva pochi giorni dopo un report sul lavoro sorprendentemente robusto: disoccupazione al 4,3% e circa 130.000 nuovi posti di lavoro.
La Fed, intanto, mantiene i tassi nel corridoio 3,50%-3,75%.
Ed è proprio questa combinazione — inflazione in calo ma economia solida — a rendere la situazione più interessante che rassicurante.
Il sogno del soft landing è più vicino…
Guardando i principali indicatori macro, l’economia americana appare nella condizione migliore dall’era pre-pandemica:
- •
inflazione in discesa
- •
crescita ancora positiva
- •
mercato del lavoro stabile
Il cosiddetto soft landing — ridurre l’inflazione senza recessione — che fino a pochi anni fa molti economisti consideravano impossibile, oggi appare plausibile.
Anche l’inflazione “core” è scesa al 2,5%, minimo dal 2021. Inoltre il rallentamento è stato aiutato dal calo di benzina e auto usate, due componenti simbolo del caro vita percepito dalle famiglie.
Ma qui arriva il punto cruciale: una fotografia non è una sentenza.
…ma la Fed non può ancora dichiarare vittoria
La banca centrale guarda soprattutto alla propria misura preferita di inflazione, ancora vicina al 3%, quindi ben sopra il target.
Il rischio non è tanto una nuova fiammata inflattiva, quanto uno scenario molto più insidioso: inflazione che si blocca sopra il 2%.
Il problema principale oggi sono i servizi:
- •
affitti in rallentamento ✔️
- •
servizi core ancora rigidi ❗
- •
beni influenzati dai dazi in accelerazione ❗
Senza contare che molte aziende nel 2025 hanno assorbito i costi tariffari e ora iniziano a trasferirli sui consumatori.
Per questo diversi membri Fed restano cauti: il lavoro non è finito.
Il mercato del lavoro è forte… o fragile?
In apparenza è solido: pochi licenziamenti e disoccupazione stabile.
Ma sotto la superficie emergono crepe:
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crescita occupazionale media 2025: circa 15.000 posti/mese
- •
nuovi impieghi concentrati quasi solo in sanità e istruzione
- •
equilibrio sostenuto più da mancate assunzioni che da vera espansione
In pratica il mercato del lavoro non accelera, ma nemmeno crolla.
Un equilibrio delicato che potrebbe rompersi facilmente.
Ad esempio:
- •
eventuali correzioni azionarie potrebbero ridurre i consumi
- •
la rivoluzione dell’intelligenza artificiale potrebbe forzare ristrutturazioni aziendali
Il paradosso dei consumatori: forza che aiuta la crescita ma blocca i tassi
Le famiglie restano finanziariamente solide grazie alla ricchezza accumulata negli anni di rialzi di borsa.
Questo sostiene la crescita… ma rende difficile riportare l’inflazione al 2%.
In altre parole:
- •
consumatori forti → economia forte ✔️
- •
economia forte → inflazione appiccicosa ❗
Politica fiscale e AI: i nuovi fattori decisivi
Due elementi stanno diventando centrali:
1) Spesa pubblica e ciclo elettorale
Con le elezioni di midterm, è probabile una politica fiscale espansiva e maggiore prudenza sui dazi.
2) Investimenti nell’intelligenza artificiale
L’AI ha contribuito per quasi 1 punto percentuale alla crescita e potrebbe farlo ancora.
Ma ridefinirà vincitori e perdenti, influenzando occupazione e margini.
Cosa significa per i tassi
Il mercato vede già il percorso:
- •
niente tagli immediati
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primo allentamento possibile a metà anno
- •
ciclo lento e graduale
La Fed non teme più l’inflazione in accelerazione.
Teme qualcosa di diverso: un’inflazione che non scende abbastanza.
Conclusione
L’economia americana è probabilmente più vicina al soft landing che in qualunque momento dal 2021.
Ma non è ancora arrivata.
Inflazione in calo + lavoro stabile = equilibrio positivo
Inflazione sopra il target + consumi forti = equilibrio fragile
Il risultato è un contesto tipico di fine ciclo monetario: non recessione, non espansione piena, ma atterraggio controllato con turbolenze.
La vera domanda ora non è più se la Fed taglierà i tassi.
È quanto velocemente potrà permettersi di farlo senza riaccendere l’inflazione.
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