Donna trovata morta a Scandicci, perché si parla ancora del Mostro di Firenze

di Luca Mastinu pubblicato:
3 min

Nella provincia di Firenze ritorna lo spettro del Mostro: a Scandicci è stata trovata una donna decapitata

Donna trovata morta a Scandicci, perché si parla ancora del Mostro di Firenze
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Il fantasma del Mostro di Firenze si aggira ancora per l'hinterland del capoluogo toscano. Il 18 febbraio una donna è stata trovata morta a Scandicci: gli indumenti ancora sul corpo, un cane a vegliare sul cadavere e, soprattutto, un macabro dettaglio: la vittima è stata decapitata.

Mentre scriviamo le indagini sono ancora in corso, ma è già presente un non troppo tacito riferimento ai fatti che sconvolsero l'Italia dal 1974 (o dal 1968, a seconda delle teorie) al 1985, ovvero i delitti del Mostro. A inquietare sono vari dettagli: l'efferatezza dell'omicidio, l'area in cui è stato trovato il corpo e il fatto che nella realtà le varie inchieste non sono state in grado di dare un volto e un nome al serial killer delle coppie.

La donna trovata morta a Scandicci

Intorno alle 13 del 18 febbraio un senzatetto ha lanciato l'allarme: nei pressi di un casolare in disuso e murato era presente il corpo decapitato di una donna. Il cadavere si trovava nell'area in cui sorge l'ex Cnr, territorio del demanio comunale destinato alla costruzione di un parco pubblico.

Una zona, quella dell'ex Cnr, spesso oggetto di sopralluoghi da parte delle forze dell'ordine per l'incuria e il degrado che dominano, ma anche per la presenza di persone senza fissa dimora. Accanto al corpo della vittima era presente un cane, quasi in atteggiamento di veglia. La Procura di Firenze, rappresentata dal pm Alessandra Falcone, ha aperto un fascicolo per omicidio volontario. Dalle prime fasi delle indagini è emerso che la vittima sarebbe una 44enne di origine tedesca, anche lei senza fissa dimora.

L'arma del delitto non è stata trovata. Durante i rilievi, tuttavia, sarebbe stato rinvenuto un machete che gli inquirenti hanno sequestrato. Chi indaga ha disposto l'autopsia.

I sospetti

Senza un movente e senza testimonianze, per il momento, l'indirizzo delle indagini è complesso. Tuttavia, secondo l'edizione locale del Corriere della Sera martedì 17 sarebbe tornato in libertà un uomo che era stato sottoposto a Tso a seguito delle ripetute segnalazioni sui suoi comportamenti aggressivi.

Non si esclude che il delitto si sia consumato negli ambienti della tossicodipendenza e della prostituzione. C'è da stabilire, infine, se l'omicidio abbia avuto luogo proprio in quel punto dell'ex Cnr o se i resti vi siano stati trasportati dopo l'uccisione. Ancora, l'autopsia farà chiarezza sulla data e l'ora della morte.

Perché si pensa al Mostro di Firenze

Come ricorda Carmen Gueye nel suo Il Mostro di Firenze ritorna dal futuro (2023, Arduino Sacco Editore), dopo il 1981 in Toscana era diventato quasi un tormentone il nomignolo "Cicci il mostro di Scandicci", probabilmente una strategia adottata dagli autoctoni per contrastare la paura. Perché questa filastrocca era nata da un fatto di sangue.

Nella notte tra il 6 e il 7 giugno 1981 a Mosciano, frazione di Scandicci, furono uccisi Carmela Di Nuccio (21 anni, pugliese di Nardò) e Giovanni Foggi (30 anni, di Pontassieve). La coppia si era appartata a bordo della Fiat Ritmo di Foggi, in un'area di campagna in cui le coppiette erano solite cercare intimità. Foggi fu raggiunto da tre colpi di pistola, Di Nuccio da cinque pallottole. La ragazza fu trascinata fuori dall'auto e le fu asportato il pube con tre fendenti.

Erano passati 7 anni dal 14 settembre 1974, quando a Sagginale di Borgo San Lorenzo (Firenze) furono uccisi Pasquale Gentilcore e Susanna Cambi. Il duplice delitto di Scandicci fu il secondo attribuito al Mostro di Firenze, o il terzo secondo la teoria della pista sarda che individua nella morte di Barbara Locci e Antonio Lo Bianco, avvenuta a Signa nel 1968, il primo passo della scia di sangue del Mostro.

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