Bper, l’azione resta lontana dai livelli pre-cedola
pubblicato:Il titolo non ha ancora recuperato i 56 centesimi (il 4,59%) del dividendo staccato ai soci il 18 maggio scorso, ma le agenzie di rating confermano la sua patrimonializzazione e se la guidance non è da brivido, i fondamentali ci sono

L’8 settembre del 2023 il titolo di Bper, la ex Banca Popolare dell’Emilia Romagna già da tempo ascesa a gruppo nazionale, apriva la seduta a 2,60 euro esatti. Da allora il titolo ha registrato un balzo del 360% sui corsi di oggi, quindi altro che rally: valori più che quadruplicati in meno di tre anni.
Allunghi ben più recenti a quota 13,224 euro lo scorso 6 maggio hanno aggiornato lì i nuovi massimi storici del gruppo oggi guidato da Gianni Franco Papa, l’artefice della conquista della Banca Popolare di Sondrio, incorporata a inizio febbraio.
Bper, il primo trimestre con la Popolare di Sondrio
I dati del primo trimestre del 2026 sono scarsamente indicativi delle performance in quanto incorporano giustamente la Popolare di Sondrio che apporta quasi 270 milioni di margine d’interesse, 113 milioni di commissioni e 113 milioni di euro agli utili altrimenti in calo a 405 milioni, ma ormai oltre i 518 milioni in soli tre mesi nel consolidato del nuovo gruppo a cavallo tra l’Emilia e la Valtellina. Parlare per regioni però aveva già poco senso prima, i 2045 sportelli del gruppo aggregato (di cui poco meno di 500 made in Pop Sondrio) sono disseminati in tutti Italia, lo erano già prima della fusione con la valtellinese e dopo l’acquisizione dei 532 sportelli ceduti da Intesa Sanpaolo.
Era il 2020 e l’ad era Alessandro Vandelli che dichiarava la nascita di quel terzo polo bancario italiano che Piazza Affari sembra cercare ancora mentre gli istituti di credito si fondono, i bancari complessivi diminuiscono e i servizi a famiglie e imprese si moltiplicano, fino a quella precisazione del presidente dell’ABI (l’Associazione Bancaria Italiana), al suo ultimo mandato biennale, Antonio Patuelli: “La biodiversità delle banche è uno dei principali fattori di concorrenza nei territori”.
Nonostante la massiccia presenza francese nei nostri territori bancari forse gioverà ricordarlo, all’indomani di questa euforia di matrimoni che già architetta un merger tra Banca MPS e Banco BPM e pone (secondo DBRS) Bper soltanto al quinto posto della classifica del credito italiano.
Bper il ruolo di Unipol è importante, ma l'istituto resta una banca vera
Le contaminazioni sono naturali nell’industria, nella finanza e nella vita. Lo stesso deal tra Bper e Popolare di Sondrio è nato con la benedizione, se non proprio l’auspicio, di Unipol, il secondo colosso assicurativo italiano che non ha avuto paura di ribaltare il vecchio adagio italiano delle banche dentro le assicurazioni piuttosto del contrario.
Lo spaccato dei primi tre mesi 2026 della sola Bper mostra un margine d’interesse stabile a 819 milioni di euro contro commissioni nette da 568 milioni di cui solo 33,6 milioni (+27,4%) sono dal comparto assicurativo danni e protezione (dove Unipol eccelle) e altri 258,9 milioni sono di commissioni da attività bancaria tradizionale.
In altre parole nonostante il 20% quasi di Unipol che le ha consentito di rifare il board mettendo al vertice l’ex assicuratore Fabio Cerchiai (è stato anche ad di Generali) e l’amministratore delegato Gianni Franco Papa, il gruppo Bper anche con la Popolare di Sondrio dentro, resta una banca vera e non solo un taxi per le assicurazioni di Carlo Cimbri.
- •
Portafogli settimanali FTAOnline. Segnali operativi a scelta su: Etf azionario globale - Etf leva 3 long su azioni, bond, commodity, forex - Etf leva a 3 short su azioni, bond, commodity - Principali titoli del Ftse Mib - Titoli tecnologici USA del paniere Fang+ - Maggiori titoli dell’Eurostoxx 50 - Titoli del paniere Granolas (11 grandi aziende europee). Per avere maggiori informazioni ufficiostudi@ftaonline.com o +39 375 642 2515 anche via WhatsApp. Acquista il servizio a condizioni particolarmente vantaggiose a https://buy.stripe.com/9B63cugAx4Ycc7xdsj53O3n
Bper, guidance da fase di transizione, ma sempre generosa con i soci
Lo conferma anche la guidance che pure deve tenere conto del riassetto profondo in corso quest’anno. Il margine d’interesse copre nel trimestre e nell’anno pro-formato circa il 60% del giro d’affari del gruppo aggregato, mentre le commissioni tutte non arrivano al 40%
Quest’anno la guidance prevede margini d’interesse piatti o in crescita dell’1-3% (ma con i prossimi rialzi dei tassi della BCE le cose potrebbe andare meglio per loro su questo fronte), mentre per le commissioni è previsto un aumento del 4-6% (mid single digit), quindi in pratica ancora una volta sarà il fronte commissionale quello più dinamico.
Con un cost/income in calo dal 45,1% al 45% ci sarà un leggero miglioramento operativo, anche se poi c’è un balzo del costo del credito annualizzato da 27 punti base a meno di 40 punti base (questo il tetto posto dalla guidance 2026) e un cet 1 ratio in calo dal 14,8% del 2025 al 14,5% nel 2026, ma che tiene conto del nuovo buyback da 750 milioni di euro (il 3% del capitale sociale del gruppo). D’altronde l’ultima novità del gruppo è la decisione di MorningStar DBRS di alzare l’outlook da stabile a positivo, mantenendo un merito di credito BBB invidiabile per molti versi. Il collocamento con successo del Tier 1 da 500 milioni (AT1 perpetuo ma richiamabile da 26 settembre 2031) aveva d’altronde già confermato la fiducia del mercato e Fitch ha da poco migliorato il rating dei depositi da BBB+ ad A-.
Bper, il grafico a un bivio
Sul grafico però la situazione resta incerta ed è questo, quello del prezzo a Piazza Affari, un fattore da considerare con attenzione: lunedì 18 maggio il gruppo ha staccato un dividendo da ben 56 centesimi, pari al 4,59% dei 12,212 euro del venerdì precedenti, un dividend yield tra i più ricchi di Milano insomma, dal quale però i corsi non si sono ripresi, lasciando un ampio gap down che persiste. In area 11,82 euro circa si è anzi creata una resistenza statica che sbarra il passo alla media esponenziale a 50 sedute (oggi in transito a 11,85).
Dallo stacco del dividendo insomma il titolo registra una congestione e se la trendline in forza dai minimi del 7 aprile 2025 (il liberation day) è ancora a 11,18, se il titolo si dovesse mantenere sui corsi attuali a 11,572 euro (+0,7%) tra la fine del mese e l'inizio di luglio potrebbe incontrarla e decidere quindi più risolutamente se riprendere la via dei rialzi, magari ripuntando i massimi con qualche tappa, o cedere alle prese di beneficio dopo un rally di quasi due anni e mezzo.
![]()
Sui 2,35 miliardi di euro degli utili aggregati del 2025 si può calcolare però un multiplo P/E di circa 7x non particolarmente tirato, anzi. I fondamentali di Bper insomma, nonostante questa fase di consolidamento, rimangono.