BTP Valore al via: confronto su 100.000 euro tra titolo di Stato, conto deposito e polizza Ramo I
pubblicato:Sei anni: con il premio fedeltà il BTP si allinea (o supera) la polizza, ma la scelta dipende da liquidità e obiettivi

Arriva la nuova emissione del BTP Valore con durata 6 anni
Dal 2 al 6 marzo è in programma la nuova emissione del BTP Valore con durata 6 anni.
I tassi minimi garantiti saranno comunicati il 27 febbraio, ma già ora è possibile fare alcune simulazioni ipotetiche per capire come potrebbe collocarsi rispetto ad alternative molto utilizzate dai risparmiatori, come i conti deposito vincolati e le polizze vita di Ramo I.
Per rendere il confronto più significativo, immaginiamo un investimento di 100.000 euro e analizziamo due orizzonti temporali: uscita al quinto anno e mantenimento fino alla scadenza del sesto anno.
Scenario a cinque anni: il peso della fiscalità
Nel primo caso consideriamo un conto deposito vincolato con rendimento lordo annuo del 2,90%.
Applicando la tassazione al 26% sugli interessi e tenendo conto dell’imposta di bollo, il guadagno netto dopo cinque anni sarebbe pari a circa 9.724 euro.
Ipotizziamo ora che il BTP Valore offra un rendimento medio lordo del 2,90% nei primi cinque anni. A parità di tasso, cambia però la fiscalità: i titoli di Stato sono tassati al 12,5% e scontano un’imposta di bollo dello 0,2% annuo sul capitale.
In questo caso, ipotizzando una vendita al quinto anno a prezzo pari (cioè senza plusvalenze o minusvalenze), il guadagno netto salirebbe a circa 11.806 euro.
La differenza è significativa: quasi 2.100 euro in più a favore del BTP, dovuti principalmente alla tassazione più favorevole.
Va però ricordato che:
- •
vendendo prima della scadenza si perde il premio fedeltà dello 0,8% previsto per chi mantiene il titolo per tutti e sei gli anni;
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il prezzo di vendita potrebbe essere inferiore o superiore a 100, con impatto diretto sul rendimento effettivo.
Se introduciamo nel confronto una polizza vita di Ramo I con rendimento lordo ipotizzato del 2,68% e un bonus iniziale dell’1% sul capitale investito, il guadagno netto stimato a cinque anni arriverebbe a circa 13.369 euro su 100.000 euro investiti.
In questo scenario la polizza risulterebbe la soluzione più remunerativa, ma con caratteristiche molto diverse in termini di struttura, costi impliciti e liquidabilità.
Scenario a sei anni: entra in gioco il premio fedeltà
Nel secondo scenario ipotizziamo che il BTP venga mantenuto fino a scadenza. Supponiamo un rendimento lordo medio del 3,15% annuo e l’erogazione del premio finale dello 0,8% sul capitale nominale.
In questo caso il guadagno netto stimato sarebbe pari a circa 16.179 euro.
La polizza Ramo I, mantenendo le stesse ipotesi di rendimento (2,68% lordo + 1% bonus iniziale), arriverebbe a un guadagno netto di circa 16.072 euro nei sei anni.
Il confronto diventa quindi molto equilibrato: il premio fedeltà del BTP colma il vantaggio iniziale della polizza.
Non è solo una questione di rendimento
Se si guarda solo al numero finale, le differenze possono sembrare contenute. Ma la scelta tra questi strumenti non può essere ridotta a una classifica di rendimento.
Il conto deposito offre:
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capitale garantito,
- •
semplicità,
- •
nessuna volatilità di prezzo,
- •
ma una tassazione più elevata.
Il BTP Valore offre:
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tassazione agevolata,
- •
cedole crescenti nel tempo (meccanismo step-up),
- •
premio fedeltà a scadenza,
- •
ma rischio di oscillazione del prezzo se venduto prima dei sei anni.
La polizza Ramo I offre:
- •
stabilità del capitale,
- •
eventuali vantaggi successori,
- •
bonus iniziale,
- •
ma minore trasparenza nei costi e liquidabilità meno immediata.
Con un capitale di 100.000 euro, anche differenze percentuali apparentemente piccole si traducono in migliaia di euro.
Tuttavia il vero tema non è quale strumento renda di più in astratto, ma quale sia coerente con:
- •
l’orizzonte temporale reale dell’investitore,
- •
la necessità di liquidità,
- •
la propensione al rischio,
- •
la struttura complessiva del portafoglio.
Il BTP Valore può rappresentare una soluzione interessante per chi cerca rendimento moderato, fiscalità favorevole e un impegno temporale definito.
Ma la scelta corretta non nasce dal confronto di un singolo prodotto: nasce dalla costruzione di una strategia complessiva, dove ogni strumento ha un ruolo preciso.
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