Nasdaq 100 respinto dal 61,8% di Fibonacci: il rimbalzo si trasforma in crollo
pubblicato:Massimi allineati con il top di ottobre per il Nasdaq 100 e test millimetrico della resistenza chiave: la tecnica non perdona. Ora il rischio è la riattivazione del trend ribassista. I livelli decisivi nelle prossime sedute

Nvidia batte le stime ma Wall Street vende: il mercato vuole “perfezione”, non solo crescita
Nonostante risultati trimestrali superiori alle attese, le azioni Nvidia scendono oltre il 5% nei primi scambi, trascinando al ribasso l’intero comparto dei semiconduttori e un Nasdaq già sotto pressione.
Numeri record, ma non basta più
Nel quarto trimestre fiscale Nvidia ha registrato ricavi per 68,13 miliardi di dollari, in crescita del 73% su base annua, con un utile netto in aumento del 94%.
Anche l’EPS ha superato le stime, mentre la guidance per il trimestre in corso si è posizionata ben sopra il consenso, con uno scarto positivo tra i più ampi degli ultimi due anni.
Eppure il titolo ha reagito in calo, arrivando a perdere oltre il 5% a 185,64 dollari nelle prime battute. Una dinamica che riflette un cambiamento di clima: dopo 14 trimestri consecutivi di “beat”, il mercato non si accontenta più di risultati eccellenti. Vuole sorprese straordinarie.
Come osservato da un analista di HSBC, pur in presenza di un classico schema “beat-and-raise” e di un management fortemente rialzista sull’AI, “non sono emerse nuove narrazioni”. E in una fase dominata dalle aspettative, la mancanza di una nuova storia può pesare più dei numeri.
Il sell-off si estende ai semiconduttori
La debolezza non si è limitata a Nvidia. L’intero settore ha accusato il colpo:
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Applied Materials -5,3%
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Broadcom -5,2%
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Lam Research -5%
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Philadelphia Semiconductor Index -3%
Wall Street ha aperto in deciso ribasso, con il Nasdaq 100 in calo del 2% e lo S&P 500 sotto l’1%. Il Dow Jones ha contenuto le perdite, ma il settore tecnologico resta l’anello debole.
La nuova fase del ciclo AI
Il contesto attuale è diverso rispetto alle precedenti ondate di volatilità. Se in passato il timore era una “bolla” da eccesso di spesa in AI, oggi il mercato teme una redistribuzione dei benefici.
L’esplosione di Nvidia è finanziata da investimenti massicci dei big tech – Alphabet, Microsoft, Amazon, Meta – che stanno aumentando la spesa in conto capitale, comprimendo però il free cash flow.
Secondo le stime di consenso, alcune di queste società potrebbero registrare un calo significativo della generazione di cassa nel 2025, con Amazon attesa persino in territorio negativo.
Parallelamente cresce il timore che l’AI possa destabilizzare interi settori, in particolare il software. Non a caso, Microsoft è in calo a doppia cifra da inizio anno, Amazon arretra, mentre i titoli software hanno subito forti pressioni nelle ultime settimane, alimentate anche da narrative virali e scenari distopici circolati online.
Jensen Huang tra leadership e prudenza
In questo scenario, Nvidia si trova in una posizione paradossale: è il principale beneficiario della corsa all’AI, ma non può permettersi che il resto dell’ecosistema si indebolisca troppo.
Il CEO Jensen Huang ha ribadito che il computing basato sull’intelligenza artificiale “non tornerà indietro” e che la domanda resta strutturalmente solida. Ha anche definito “illogica” l’idea che l’AI sostituirà completamente il software, segnalando una visione più equilibrata rispetto alle interpretazioni più estreme del mercato.
Per Nvidia, un mondo in cui solo lei guadagna mentre i clienti si indeboliscono non sarebbe sostenibile nel lungo periodo.
Cina, geopolitica e incertezze commerciali
Sul fronte internazionale, la guidance non include ricavi dalla Cina, nonostante l’approvazione per spedizioni limitate delle GPU H200. L’incertezza sulle esportazioni resta quindi un fattore di rischio.
Intanto l’amministrazione statunitense si prepara a formalizzare una tariffa del 15% “ove appropriato”, mentre il dazio globale del 10% è già in vigore. La dimensione geopolitica continua quindi a intrecciarsi con il ciclo tecnologico.
La vera questione: aspettative troppo alte?
Nvidia oggi genera in un solo trimestre più ricavi di molte società chip in un intero anno. Ma la capitalizzazione vicina ai 5 trilioni di dollari impone standard sempre più elevati.
Il mercato non valuta più la crescita assoluta, ma la velocità dell’accelerazione. E quando le aspettative diventano estreme, anche numeri record possono apparire insufficienti.
In sintesi, non è un problema di fondamentali. È un problema di aspettative. E in questa fase del ciclo AI, la differenza tra eccellente e “non abbastanza eccellente” può valere miliardi di capitalizzazione in poche ore.
Nasdaq 100 respinto dal 61,8% di Fibonacci: il rimbalzo si trasforma in crollo
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Quello che è successo sul Nasdaq 100 non è casuale. È tecnica pura.
I massimi di ieri hanno toccato in modo quasi millimetrico il 61,8% di ritracciamento del ribasso partito dal top del 28 gennaio.
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Il 61,8% non è un numero qualsiasi: è il livello di Fibonacci che più spesso separa un semplice rimbalzo tecnico dalla ripresa del trend rialzista. Quando un mercato si ferma esattamente lì — e per di più in coincidenza con massimi precedenti (30 ottobre 2025) — significa che l’area è caricata di ordini.
Cosa ci dice il grafico
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Il recupero è stato violento e veloce.
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Il test del 61,8% è avvenuto senza una vera fase di consolidamento.
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L’area coincide con una resistenza statica precedente.
Questo crea una confluenza tecnica molto forte: Fibonacci + massimi precedenti + memoria di mercato.
Quando un rimbalzo si esaurisce esattamente su un livello di ritracciamento chiave, spesso significa che il movimento era solo correttivo. E infatti oggi il mercato sta crollando.
Perché la reazione è così aggressiva?
Perché sopra il 61,8% si sarebbe aperto spazio per un ritorno verso i massimi assoluti. Molti operatori erano probabilmente posizionati per una rottura. Il mancato breakout genera:
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liquidazioni rapide
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stop-loss in cascata
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vendita di chi era entrato sul recupero
Il risultato è accelerazione ribassista.
Livelli da monitorare ora
Se la bocciatura del 61,8% verrà confermata in chiusura:
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Primo target: area 25.000
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Sotto: ritorno verso 24.650/24.600
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Pericolo maggiore: riattivazione del trend ribassista di breve
In sintesi: il mercato ha fatto esattamente quello che la tecnica suggeriva potesse fare. Ha testato la resistenza chiave e l’ha respinta.
Ora la domanda non è se il livello fosse importante — lo era — ma se questo rifiuto segna l’inizio di una nuova gamba ribassista o solo uno shake-out prima di un secondo attacco.
Il comportamento nelle prossime 2-3 sedute sarà decisivo.
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