Borsa Italiana: Prysmian corre con il boom dell’AI, Ariston frena
pubblicato:Analisi tecnica e nuovi target price: Jefferies spinge ancora la società dei cavi, ma Ariston rallenta nuovamente

Ottima performance ieri per Prysmian: il titolo ha guadagnato il 3,58% a 154,65 euro. I prezzi hanno oscillato tra 150,90 e 155,95.
Prysmian continua a correre in Borsa e, soprattutto, continua a vedere aumentare i prezzi obiettivo da parte degli analisti. L'ultimo rialzo arriva da Jefferies, che ha portato il target price da 117 a 176 euro, ma ormai la lista delle banche d'affari che hanno rivisto al rialzo le proprie valutazioni è lunghissima.
Negli ultimi trenta giorni praticamente tutti i grandi nomi della finanza internazionale hanno alzato le stime: Bank of America vede il titolo a 175 euro, UBS a 175, JP Morgan a 172, HSBC a 170 e Deutsche Bank a 167 euro.
Solo pochi mesi fa molti di questi target erano inferiori di decine di euro. Quando si osserva una revisione così ampia e diffusa delle valutazioni, vale la pena fermarsi un attimo e chiedersi cosa stia cambiando davvero. La risposta è che il mercato non considera più Prysmian semplicemente come un produttore di cavi.
Sempre più investitori la stanno guardando come una delle società europee meglio posizionate per beneficiare indirettamente della rivoluzione dell'intelligenza artificiale.
Quando si parla di AI si pensa immediatamente a Nvidia, Microsoft, OpenAI, Alphabet o Amazon.
È normale: sono loro a sviluppare i modelli, i chip e le piattaforme che stanno trasformando il settore. Ma tutta questa potenza di calcolo non nasce dal nulla.
Per fare funzionare l'intelligenza artificiale servono enormi quantità di energia elettrica, collegamenti in fibra ottica sempre più veloci e infrastrutture capaci di trasportare dati a una velocità senza precedenti.
Ed è proprio qui che entra in gioco Prysmian. Ogni nuovo data center richiede chilometri di cavi elettrici, sistemi di distribuzione dell'energia, collegamenti in fibra ottica e reti sempre più sofisticate. Più cresce l'intelligenza artificiale, più cresce la necessità di costruire questa infrastruttura fisica.
In questo senso Prysmian sta diventando una sorta di "venditore di pale" durante una nuova corsa all'oro tecnologica. La definizione forse più efficace è arrivata da Deutsche Bank, secondo cui la società si trova all'incrocio di tre dei principali colli di bottiglia della rivoluzione AI: reti elettriche, collegamenti verso i data center e fibra ottica ad alta capacità.
Quest'ultimo aspetto sta diventando particolarmente interessante. L'esplosione dei modelli di intelligenza artificiale richiede infatti una quantità crescente di dati che devono viaggiare rapidamente tra server, data center e utenti finali. Questo sta facendo aumentare la domanda di fibra ottica e, in alcuni casi, anche i prezzi.
- •
Portafogli settimanali FTAOnline. Segnali operativi a scelta su: Etf azionario globale - Etf leva 3 long su azioni, bond, commodity, forex - Etf leva a 3 short su azioni, bond, commodity - Principali titoli del Ftse Mib - Titoli tecnologici USA del paniere Fang+ - Maggiori titoli dell’Eurostoxx 50 - Titoli del paniere Granolas (11 grandi aziende europee). Per avere maggiori informazioni ufficiostudi@ftaonline.com o +39 375 642 2515 anche via WhatsApp. Acquista il servizio a condizioni particolarmente vantaggiose a https://buy.stripe.com/9B63cugAx4Ycc7xdsj53O3n
Prysmian ha inoltre un vantaggio competitivo non trascurabile: è uno dei pochi grandi produttori con una presenza industriale significativa negli Stati Uniti, proprio nel mercato che sta investendo più di tutti nello sviluppo dell'AI.
Non è un caso che molti analisti parlino della possibilità di accordi pluriennali con gli hyperscaler americani, cioè i grandi operatori cloud come Microsoft, Amazon, Alphabet e Meta. E qui emerge un altro elemento interessante. Negli ultimi mesi abbiamo assistito a una vera escalation degli investimenti.
Alphabet ha annunciato la raccolta di 80 miliardi di dollari per finanziare nuove infrastrutture AI. Microsoft continua a investire decine di miliardi nei data center.
Amazon accelera sul cloud. Tutti stanno spendendo sempre di più. Ogni miliardo investito in nuovi data center genera domanda per una lunga catena di fornitori. Prysmian si trova esattamente all'interno di questa catena.
Probabilmente è questo il motivo per cui gli analisti continuano a rivedere al rialzo le stime di utili ed Ebitda. Jefferies, ad esempio, ha aumentato le previsioni sull'utile per azione fino al 29% per il 2028, un incremento che spiega buona parte del nuovo target price.
Naturalmente il titolo ha già corso molto e non sarebbe sorprendente assistere a fasi di consolidamento o prese di beneficio dopo una salita così intensa. Ma il punto centrale è un altro. Per anni Prysmian è stata vista come una solida azienda industriale legata alle infrastrutture energetiche e alle telecomunicazioni.
Oggi il mercato inizia a considerarla una componente essenziale della nuova economia dell'intelligenza artificiale. E quando cambia la narrativa che accompagna un'azienda, spesso cambia anche il multiplo che gli investitori sono disposti a pagare. È esattamente quello che sembra stia accadendo a Prysmian.
Prysmian, comportamento ancora costruttivo del titolo
Dal punto di vista tecnico, il comportamento di Prysmian continua a essere estremamente costruttivo.
Dopo l'impressionante accelerazione registrata tra aprile e maggio, che ha portato il titolo da poco meno di 100 euro fino ai massimi storici in area 158 euro, i prezzi hanno smesso di correre e hanno iniziato una fase di consolidamento.
Si tratta di una dinamica assolutamente fisiologica. Dopo un rialzo così verticale era inevitabile una pausa per consentire al mercato di assorbire i guadagni accumulati e permettere agli investitori di valutare le nuove prospettive fondamentali del gruppo.
La fase laterale delle ultime settimane ha assunto la forma di un pennant rialzista, una figura di continuazione che spesso compare dopo movimenti molto forti. In pratica il mercato sta comprimendo progressivamente la volatilità all'interno di un triangolo delimitato da massimi decrescenti e minimi crescenti.
L'aspetto più interessante è che questa figura si sta sviluppando molto vicino ai massimi storici, segnale che le prese di beneficio stanno trovando rapidamente compratori disposti ad accumulare posizioni.
Finché i prezzi fossero rimasti all'interno del pennant il mercato sarebbe restato in una fase di attesa. Tuttavia, la rottura ieri della trend line superiore della figura, a 152 euro, ha fornito un nuovo segnale di forza e conferma la ripresa del movimento rialzista principale. In questo scenario il primo obiettivo grafico si colloca in area 175 euro, livello che peraltro coincide con molti dei nuovi target price indicati recentemente da Jefferies, Bank of America e UBS. Un
eventuale superamento di quella soglia aprirebbe poi spazio verso il secondo target teorico della figura, individuabile in area 190-191 euro.
Al contrario, soltanto una discesa sotto la base del pennant, a 145 circa, metterebbe temporaneamente in discussione questo scenario positivo. Anche in quel caso, tuttavia, si tratterebbe probabilmente di una semplice correzione all'interno di un trend primario che continua a essere saldamente rialzista.
La sensazione è che il mercato stia progressivamente rivalutando Prysmian non più come una tradizionale società industriale, ma come uno dei principali beneficiari indiretti degli investimenti legati all'intelligenza artificiale, ai data center e alle infrastrutture energetiche.
E finché questa narrativa resterà dominante, ogni consolidamento potrebbe trasformarsi in una nuova occasione di accumulazione piuttosto che nell'inizio di una fase ribassista.
Ariston, la reazione dura poco
Accenno di reazione da parte di Ariston in avvio di ottava, ma il rialzo è durato poco. Barclays ha deciso di migliorare la raccomandazione sul titolo da "Underweight" a "Equalweight" e di incrementare il presso obiettivo da 3,10 a 3,30 euro. La decisione arriva poche settimane dopo quella intrapresa dalla stessa banca di affari inglese che si era espressa appunto con un "underweight" sul titolo, preoccupata dall'incertezza strutturale del mercato e dal rischio di eventuali acquisizioni da parte di Ariston, che potrebbero avere effetto diluitivo sui profitti.
La scorsa settimana invece Intesa Sanpaolo aveva confermato la raccomandazione "Buy" su Ariston, riducendo tuttavia il prezzo obiettivo da 5,00 a 4,70 euro. Gli analisti hanno ridotto le stime di utile per azione 2026 e 2027 dopo i risultati trimestrali leggermente al di sotto delle attese.
Nei primi tre mesi del 2026 il gruppo ha fatto registrare Ricavi netti pari a 656 milioni, in crescita dell'1,2% rispetto al primo trimestre 2025, in linea con le attese. L'EBIT adjusted è stato pari a 34 milioni con il margine al 5,2% nonostante i maggiori costi legati al conflitto in Medio Oriente. In crescita l'indebitamento netto a 671 milioni rispetto ai 574 di fine 2025 mentre la Guidance 2026 è stata confermata.
Ariston, mancano ancora sul grafico segnali di ripresa convincenti
Dal grafico del titolo non emergono particolari elementi positivi, i prezzi si trovano in prossimità dei minimi storici, con il supporto in area 3,10 che è riuscito per il momento a frenare il ribasso degli ultimi mesi, come accaduto anche a gennaio 2025. I prezzi hanno coperto in avvio di ottava il gap down che si era aperto nelle scorse settimane a 3,44 euro, ma non hanno inviato segnali di risveglio convincenti.
Il superamento di quota 3,50 rappresenterebbe una prima indicazione in favore di un rimbalzo più ampio, con ostacolo successivo sulla media esponenziale a 50 sedute ora a 3,70 circa.
Ma i massimi di febbraio sono stati raggiunti in area 5,70, dunque molto distanti dai livelli attuali ed il cammino per ribaltare la struttura negativa di fondo del titolo appare tutt'altro che semplice.
In tale ottica solo il superamento delle resistenze presenti tra 4,10 e 4,25 euro offrirebbe qualche garanzia in più, creando i presupposti per una risalita più duratura. Sotto 3,10 invece nuove conferme per la continuità del trend ribassista degli ultimi mesi ed obiettivi a 2,70 circa.