Borse europee negative in avvio, pesano tensioni in Medio Oriente. In crescita i rendimenti obbligazionari

di FTA Online News pubblicato:
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Apertura negativa per l'indice Euro Stoxx 50 (-0,3%). Segno meno anche per il Dax di Francoforte (-0,5%) ed il Cac40 di Parigi (-0,1%). In leggero rialzo il Ftse100 di Londra (+0,05%) e l'Ibex35 di Madrid (+0,1%).

Focus sul Medio Oriente; Donald Trump ha escluso che ci possa essere una proroga alla tregua (molto fragile) di 60 giorni con l'Iran terminata lunedì e ha anzi minacciato nuovi interventi militari contro l'Oman. A gettare benzina sul fuoco contribuisce Israele che smentisce Washington su un possibile passo indietro a Gaza e continua a portare avanti l'offensiva contro Hezbollah in Libano.

Ripresi anche gli attacchi contro le navi in transito nello Stretto di Hormuz.

In crescita i rendimenti obbligazionari (quelli dei titoli di Stato Usa a 30 anni hanno raggiunto il livello più alto dal 2007).

Il Brent (petrolio) si mantiene sopra la soglia dei 90 dollari al barile (a 91,04 dollari, +0,19%).

L'oro perde terreno a 4.455,15 dollari l'oncia (-0,41%).

Vendite sui titoli del comparto dei semiconduttori (Infineon -2,3%, STM -2%, Asml Holding -1,5%). Positivo il settore energetico.

Tra gli altri titoli in evidenza H&M +3%. Citigroup ha alzato il target price sulle azioni del gruppo d'abbigliamento a 171 corone da 158 corone.

Sul fronte macroeconomico in Gran Bretagna il tasso di disoccupazione, secondo quanto comunicato dall'Office for National Statistics (Ons, l'ente statistico di Londra), nei tre mesi allo scorso 30 giugno resta ancora invariato sul 4,9% dei due precedenti periodi (5,0% nel primo trimestre). Il dato si confronta con il 4,8% del consensus e con il 4,7% di un anno prima. In luglio intanto le richieste di sussidi di disoccupazione sono calate a sorpresa di 11.000 unità, contro le 6.400 della lettura finale di giugno (1.300 il rialzo di maggio) e la crescita di 16.500 richieste attesa dagli economisti.

I salari medi nei tre mesi allo scorso 30 giugno crescono del 4,1% annuo contro il 4,4% dei tre precedenti periodi (3,9% in dicembre-febbraio) e il 4,0% del consensus. L'indice dei salari al netto dei bonus sale invece del 3,5% annuo, contro il 3,4% atteso dagli economisti per una lettura invariata rispetto a gennaio-marzo, febbraio-aprile e marzo-maggio (3,6% nei tre mesi al 28 febbraio).

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