Bruxelles rinvia il divieto definitivo sul greggio russo mentre aumentano le tensioni internazionali

di FTA Online News pubblicato:
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Il tema energetico torna ad essere uno dei principali fattori di incertezza per i mercati globali.

L'Europa si trova nuovamente in una posizione complessa: da un lato il rialzo dei prezzi del petrolio, alimentato dalle tensioni in Medio Oriente e dal rischio di interruzioni dell'offerta globale; dall'altro la necessità strategica di ridurre in modo permanente la dipendenza energetica dalla Russia.

Secondo le ultime indicazioni provenienti da Bruxelles, la Commissione europea non presenterà più il 15 aprile la proposta legislativa per vietare definitivamente le importazioni di petrolio russo, inizialmente prevista nell'agenda normativa.

La misura non è stata cancellata, ma rinviata a causa degli sviluppi geopolitici in corso, che rendono particolarmente delicato il contesto energetico internazionale.

L'obiettivo del provvedimento resta comunque chiaro: sancire a livello normativo l'eliminazione completa delle importazioni di greggio russo entro il 2027, rendendo strutturale una scelta strategica già avviata dopo l'invasione dell'Ucraina nel 2022.

La normativa avrebbe valore anche in caso di futura revoca delle sanzioni, evitando un possibile ritorno alla dipendenza energetica da Mosca.

Dal punto di vista pratico, l'impatto immediato sulle forniture sarebbe limitato: nel quarto trimestre del 2025 l'Unione europea ha importato solo circa l'1% del petrolio dalla Russia, segnale di come il processo di diversificazione sia già in fase avanzata.

Le sanzioni sul petrolio russo trasportato via mare hanno infatti ridotto drasticamente i flussi, lasciando solo alcuni Paesi – in particolare Ungheria e Slovacchia – ancora parzialmente dipendenti dalle forniture via oleodotto.

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