Banco BPM, l'ex ministro Siniscalco guida la lista del Credit Agricole

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
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La Banque Verte, primo azionista con oltre il 20%, presenta una lista di minoranza e non mette in discussione i vertici Tononi e Castagna. Ma i nomi dei suoi indipendenti sono strategici in vari ambiti industriali

Banco BPM, l'ex ministro Siniscalco guida la lista del Credit Agricole

Nel primo pomeriggio anche il Banco BPM cede alle vendite moderate che prevalgono a Piazza Affari: il titolo della Banca di Piazza Meda segna un calo dello 0,39% a 11,615 euro che incorpora uno svantaggio di oltre sette punti percentuali sui corsi precedenti lo scoppio del nuovo conflitto in Irana.

Ma la banca è all'attenzione a Milano per la scadenza dei termini per la presentazione delle liste per il rinnovo del cda in calendario per la prossima assemblea del 16 aprile.

Il Credit Agricole aveva già fatto sapere che avrebbe presentato dei candidati ha confermato che non si pone in contrasto con il consiglio di amministrazione uscente (che a sua volta ha presentato la propria lista).

Banco BPM, la lista di minoranza del socio forte

Ieri 23 marzo la Banque Verte, forte del 20,73% del capitale del Banco BPM, ha presentato una lista di minoranza composta di 7 nomi d’eccezione che confermano comunque la volontà di entrare nella cabina di regia dell’istituto guidato da Giuseppe Castagna.

Il Credit Agricole, che in Italia è guidato dal presidente Giampiero Maioli e dall’amministratore delegato Hugues Brasseur, ha accompagnato la presentazione della lista con precisazioni e indicazioni preziose per gli osservatori che vogliano decifrare le future mosse del Banco BPM dopo la conquista di Anima e la barriera offerta dal golden power alle mire di Unicredit.

Il quadro complesso che si sta delineando passa sicuramente dal rafforzamento dei business diversi da quello tradizionale del margine d’interesse, ma ha chiaramente un baricentro rilevante nel ruolo di azionista di peso della banca francese.

Dopo la resistenza a Unicredit, spalleggiata in qualche modo dal golden power del governo, sarebbe naturale chiedersi se il Credit Agricole non voglia di più, spingendosi magari all’integrazione di Piazza Meda, dopo le conquiste in Italia di grandi realtà come Cariparma, delle Casse di Risparmio di Rimini, Cesena e San Miniato, del quotato Credito Valtellinese, spesso in un ruolo di banca a supporto del sistema creditizio italiano e dei suoi riassetti, ma con un profilo in costante sviluppo nel Bel Paese.

La comunicazione al mercato, che accompagna la lista della Banque Verte, chiarisce che il gruppo francese appoggerà i piani di creazione di valore di Banco BPM, ma non ha intenzione di prenderne il controllo direttamente e di cambiarne i vertici gestionali con i quali, anzi, c’è piena sintonia.

Per questo la lista non comprende dei nomi per i ruoli apicali di presidente e amministratore delegato, che restano sostanzialmente affidati a Massimo Tononi e Giuseppe Castagna, capilista in continuità nell’elenco presentato dallo stesso consiglio uscente.

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Banco BPM, da Siniscalco a de Courtois, una lista di manager strategici

E’ un segnale di continuità al tempo stesso forte e necessario per rassicurare il mercato sulle intenzioni della banca francese in questa epoca di vivace riassetto del panorama bancario e finanziario italiano.

La lista del Credit Agricole comunque si fa notare già dai primi nomi. In vetta c’è Domenico Siniscalco, attualmente è vicepresidente e senior advisor di Morgan Stanley (incarico che cesserà il 31 marzo 2026), consigliere non esecutivo di Reply: si candida come consigliere indipendente.
Ha guidato dal 2006 al 2023 Morgan Stanley nell’area EMEA ed è stato direttore generale del Tesoro italiano e ministro dell’Economia e della Finanza dal luglio 2004 al settembre 2005 (nei governi Berlusconi II e III). È un manager molto noto e di riconosciuta competenza ed esperienza insomma, evidentemente anche in quel settore del risparmio e dell’investment banking che Banco BPM vuole rafforzare.

L’altro grosso nome della lista del Credit Agricole è quello di Frederic de Courtois, un nome nel settore delle assicurazioni. Nel 2016 Philippe Donnet insediatosi come nuovo CEO di Generali, dopo un percorso in Axa, lo strappò alla compagnia francese le cui attività de Courtois guidava in Italia.
Il direttore generale del Leone di Trieste de Courtois lasciò però la compagnia italiana nel gennaio 2021, dopo aver seguito il riassetto internazionale e le cessioni del gruppo.
Dopo pochi mesi, a sorpresa secondo alcuni osservatori, il manager è tornato in sella ad Axa con l’incarico di deputy CEO, cinque mesi fa ha annunciato l’intenzione di lasciare il colosso assicurativo francese nell’ambito di un riassetto manageriale complessivo della compagnia che vedeva le sue deleghe (finance, strategy, underwriting, risk and technology) passare a Guillaume Borie.

Negli ultimi anni Banco BPM ha fortemente rivisto l’assetto del proprio business della bancassurance che si fonda dal 2023 su una partnership importante proprio con il Credit Agricole, che controlla il 65% di PiùVera Assicurazioni ed è subentrata in pratica a una precedente alleanza con Cattolica.
Un nome forte come quello di de Courtois sembra indicare che i legami nella bancassurance, che vanno dalla distribuzione agli sportelli alla protezione dei finanziamenti personali di Agos, sono destinati a rafforzarsi.

Altri nomi di peso sono quelli di Rossella Leidi, una manager di grande esperienza nel settore finanziario, dell’investment banking e del wealth management, e di Alessio Foletti, esperto di credito e risk management con esperienze, tra l’altro, in Credit Agricole come chief lending officer e con ruoli in opassato anche in BNP Paribas e Intesa Sanpaolo (entrambi i manager sono indipendenti).

Ci sono poi Nicoletta Mastropietro, già manager di Bain & Co, A2A, Leonardo e Iccrea; Antonio Tullio (noto legale e docente di diritto privato con diverse esperienze in ambito bancario da Carisbo alla Popolare di Ravenna); Ivana Bonnet-Zivcevic, già manager in passato di illimity, CDOQ, CA Indosuez Wealth Management Italy (gruppo Credit Agricole) e dello stesso Credit Agricole. 

Tutti manager insomma di grande esperienza in aree strategiche per il Banco BPM. Il Credit Agricole non intende assumere il controllo del gruppo, ma probabilmente ha intenzione di sviluppare ancora collaborazioni industriali importanti.