Banche in recupero a Piazza Affari, i due casi di MPS e Banco BPM

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
5 min

Il credito veicola di nuovo il sentiment degli operatori, ma oggi è più costruttivo. MPS e Banco BPM sono però alle prese con casi di governance che influenzeranno i corsi e oggi si dovrebbe sapere quante azioni MPS andranno ai soci di Mediobanca

Banche in recupero a Piazza Affari, i due casi di MPS e Banco BPM

Gli acquisti poderosi di oggi sul settore del credito confermano l’ottimismo dei mercati dopo le parole di Donald Trump. In Iran sono stati raggiunti quasi tutti gli obiettivi, siamo avanti con il programma, tutto finirà molto presto, in estrema sintesi. Chiaramente sono indicazioni vaghe e un po’ dogmatiche, passibili di una prossima smentita nei fatti, ma oggi i mercati decidono di prenderla con ottimismo e, come le banche avevano veicolato le tensioni delle fasi più calde, oggi trasportano qualche spunto positivo sull’equity.

Così l’Euro Stoxx Banks recupera in queste ore il 4,17% e sono dello stesso ordine di grandezza le performance del Ftse Italia Banche: +4,37%
In contrasto con le normali relazioni intermarket in questi giorni in Europa e negli Stati Uniti hanno perso terreno sia i mercati azionari, che quelli obbligazionari, così oggi si risollevano entrambi e anche i titoli di Stato europei registrano forti acquisti con la conseguenza di un forte calo dei rendimenti che in teoria dovrebbe penalizzare le banche.

Stringendo il campo di osservazione sull’Italia e sui nostri istituti di credito è inevitabile notare che alcune delle più grandi banche del paniere principale, il Ftse MIB, sono a loro volta coinvolte in partite molto specifiche, diremmo tecniche se non fosse che potrebbero influenzare fortemente i prezzi delle banche interessate nei prossimi giorni.

Banche, il caso MPS-Mediobanca, oggi il concambio

Un caso è quello di MPS-Mediobanca.
C’è in campo una lista del cda per la prossima assemblea del 15 aprile, a sorpresa esclude l’attuale amministratore delegato Luigi Lovaglio ritenuto l’artefice del rilancio della banca senese e della conquista di Piazzetta Cuccia, in lizza per l’incarico di prossimo amministratore delegato ci sono tre nomi.
In ordine Fabrizio Palermo, Corrado Passera e Carlo Vivaldi. Solo due hanno un curriculum strettamente bancario e la BCE che ha già approvato il piano industriale di integrazione con Mediobanca dello stesso Lovaglio ha, con due recenti lettere, chiaramente segnalato che controlla il dossier da vicino.
La prossima assemblea sarà un banco di prova fondamentale per la Legge Capitali del governo che sulle liste del cda prevede un voto assembleare nome per nome, si vedrà chi vincerà tra i tre, ma sicuramente non mancheranno in confronti informali in questi giorni.

Fra questi interrogativi si svolgono oggi il consiglio di amministrazione di MPS e di Mediobanca per approvare il piano di integrazione delle due banche e soprattutto il concambio che stabilirà quante azioni di MPS riceveranno gli attuali soci terzi rimasti in Mediobanca.

Verosimilmente si saprà a mercato chiuso, ma non ci sono certezze. Qualche osservatore ha segnalato che il recente concambio di 2,53 azioni MPS per ogni azione Mediobanca è meno verosimile data l’evoluzione dei prezzi nelle ultime settimane. MF riporta un’opinione di analisti tra 2,35 e 2,40 azioni MPS per ogni Mediobanca.

Ai corsi attuali di MPS (+4,03% a € 7,372) e di Mediobanca (+5,04% a € 16,16) il concambio sarebbe di circa 2,19. Si vedrà.

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Banco BPM, un’altra questione di cda che influenzerà i prezzi

Un’altra questione di governance molto all’attenzione della cronaca finanziaria delle ultime settimane è quella del Banco BPM. La banca di Piazza Meda che è riuscita a resistere all’attacco di Unicredit con il discusso impiego del golden power del governo a breve rinnoverà i vertici, verosimilmente con delle riconferme.

Anche il Banco BPM ha recentemente revisionato lo Statuto nell’ambito delle previsioni sull’amministrazione dell’istituto e ha ottenuto il via libera della BCE sulle modifiche.
Così lo scorso 3 marzo il consiglio di amministrazione ha votato all’unanimità la propria lista che sarà presentata agli azionisti all’assemblea del prossimo 16 aprile 2026. Sì il giorno dopo dell’assemblea senese.

La lista del cda dovrebbe essere anche in questo caso chiaramente vincente, ma in questo caso c’è un forte segnale di continuità. In MPS resta capolista l’attuale presidente Nicola Maione, ma ci sono diverse indicazioni e appunto in discontinuità sull’amministratore delegato.

In Banco BPM, invece vengono riproposti al vertice il presidente Massimo Tononi, l’amministratore delegato Giuseppe Castagna, il vice-presidente Maurizio Camoli e molti altri membri dell’attuale consiglio.  

Verosimilmente saranno in gran parte riconfermati, anche con la nuova votazione nome per nome imposta dalla Legge Capitali e con il nuovo Statuto che assegnerà da 3 a 6 posti in consiglio alle minoranze (ma cancella la riserva per gli azionisti-dipendenti).

Il viatico più importante è giunto ancora ieri dall’azionista di riferimento, il Credit Agricole che controlla il 20,1% e ha ottenuto dalla BCE il diritto a salire fino al 29,9% della banca milanese. In particolare Hugues Brasseur, amministratore delegato di Credit Agricole Italia, ha dichiarato a Radiocor di essere in favore del riconfermo dei vertici del Banco BPM.
La Banque Verte, che vanta in Italia una presenza sempre più ampia presenterà comunque una propria lista, ma sarà “realmente una lista di appoggio per il futuro della banca”, niente scossoni al vertice insomma. Almeno per ora. In definitiva a Piazza Meda c’è decisamente più chiarezza che a Piazza Salimbeni.

Intanto anche l'azione del Banco BPM oggi recupera e, con un corposo rialzo del 2,86%, torna a quota 11,685 euro.

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