Buzzi accelera grazie a valutazioni attraenti, Stellantis punta sul SUV elettrico
pubblicato:Opinioni positive degli analisti su Buzzi, indiscrezioni su un possibile accordo con Leapmotor per Stellantis

Il forte rialzo registrato da Buzzi, che ha chiuso la seduta con un progresso del 7,93% a 46,98 euro, rappresenta un segnale di reazione dopo la fase di debolezza osservata dall’inizio dell’anno.
Portafogli settimanali FTAOnline. Segnali operativi a scelta su: Etf azionario globale - Etf leva 3 long su azioni, bond, commodity, forex - Etf leva a 3 short su azioni, bond, commodity - Principali titoli del Ftse Mib - Titoli tecnologici USA del paniere Fang+ - Maggiori titoli dell’Eurostoxx 50 - Titoli del paniere Granolas (11 grandi aziende europee). Per avere maggiori informazioni ufficiostudi@ftaonline.com o +39 375 642 2515 anche via WhatsApp. Acquista il servizio a condizioni particolarmente vantaggiose a https://buy.stripe.com/9B63cugAx4Ycc7xdsj53O3n
I prezzi hanno oscillato tra 45,70 e 47,70 euro, mostrando un ritorno di interesse da parte degli investitori su un titolo che, nonostante il recente recupero, resta ancora in calo di circa il 17% da inizio 2026, in linea con l’andamento del comparto europeo dei materiali da costruzione.
Analisti positivi su Buzzi
Il movimento positivo è stato sostenuto soprattutto dalle valutazioni espresse dagli analisti, che continuano a indicare prezzi obiettivo sensibilmente superiori alle quotazioni attuali. Equita Sim conferma la raccomandazione buy con target price a 55 euro, pur avendo ridotto leggermente le stime di fatturato per il periodo 2026-2028.
Anche Mediobanca Research mantiene una valutazione prudente ma con prezzo obiettivo a 52 euro, mentre Citi ha ridotto il target a 50 euro mantenendo giudizio neutral. Berenberg, infine, conferma rating hold con prezzo obiettivo sempre a 50 euro, pur evidenziando un leggero miglioramento delle previsioni sugli utili per azione nel medio periodo.
Buzzi a sconto rispetto ai principali competitor europei
Il consenso degli analisti evidenzia quindi un quadro abbastanza chiaro: pur in presenza di una revisione moderata al ribasso delle stime sugli utili, il titolo tratta ancora a sconto rispetto ai fondamentali e rispetto ai principali competitor europei. Secondo gli esperti, questo sconto appare difficilmente giustificabile alla luce di alcuni elementi strutturali favorevoli, tra cui la forte esposizione agli investimenti infrastrutturali sia in Europa sia negli Stati Uniti.
In un contesto macroeconomico caratterizzato da crescita moderata e maggiore selettività negli investimenti, la spesa pubblica in infrastrutture continua infatti a rappresentare uno degli strumenti principali di politica economica, risultando generalmente più resiliente rispetto al comparto residenziale.
Esposizione sulla Germania e solidità patrimoniale
Un altro elemento rilevante riguarda l’esposizione alla Germania, che rappresenta circa il 12% dell’EBITDA del gruppo e offre una leva importante su un possibile recupero ciclico sostenuto da politiche fiscali più espansive. A ciò si aggiunge una struttura finanziaria particolarmente solida, con una posizione di cassa netta superiore a 1 miliardo di euro e stimata intorno al 17% della capitalizzazione di mercato nel 2026.
Questa solidità patrimoniale garantisce una significativa flessibilità strategica, consentendo alla società di aumentare gli investimenti produttivi, soprattutto negli Stati Uniti, sostenere progetti legati alla riduzione delle emissioni in Europa e valutare eventuali operazioni di fusione e acquisizione, oltre a migliorare la remunerazione degli azionisti attraverso il riacquisto e l’annullamento di azioni proprie.
Occhio allo scenario geopolitico nel breve
Nel breve periodo, gli analisti sottolineano una certa cautela legata all’incertezza del contesto macroeconomico e geopolitico, fattori che potrebbero limitare lo slancio degli utili nel 2026. Tuttavia, il quadro di medio periodo resta costruttivo grazie alla qualità del portafoglio attività, alla solidità del bilancio e alla buona esposizione a segmenti di mercato che potrebbero beneficiare di politiche fiscali espansive.
Il recente rimbalzo del titolo potrebbe quindi riflettere un progressivo riequilibrio delle valutazioni dopo la correzione dei mesi precedenti, con il mercato che sembra iniziare a riconoscere un profilo rischio-rendimento più interessante rispetto a quello incorporato nelle quotazioni di inizio anno.
L'analisi del grafico di Buzzi
Dal punto di vista tecnico, Buzzi ha fornito un segnale costruttivo superando una doppia resistenza particolarmente rilevante in area 46,20 euro. Questo livello coincide infatti sia con il 38,2% di ritracciamento di Fibonacci del ribasso partito dal massimo di gennaio a 54,75 euro, sia con la linea superiore del canale discendente che ha accompagnato la fase correttiva degli ultimi mesi.
La rottura di queste resistenze suggerisce che il movimento ribassista avviato dai top di inizio anno potrebbe aver esaurito gran parte della sua spinta, aprendo la strada a un possibile recupero più ampio. Il canale discendente può infatti essere interpretato come una normale fase di consolidamento all’interno di una struttura di medio periodo ancora costruttiva.
I massimi intraday a 47,70 euro hanno però incontrato una resistenza dinamica importante rappresentata dalla media mobile esponenziale a 100 giorni, livello che ha temporaneamente frenato l’avanzata dei prezzi. Il comportamento delle quotazioni in prossimità di questa media sarà quindi determinante per valutare la forza del rimbalzo in atto.
Un elemento tecnico particolarmente significativo è rappresentato dalla tenuta del supporto in area 41 euro, dove i minimi di marzo a 40,96 euro si sono appoggiati sui minimi dello scorso agosto a 40,20 euro. Questa coincidenza rafforza la valenza del livello come supporto di medio periodo e suggerisce la presenza di un’area di domanda strutturale.
Dal punto di vista prospettico, il superamento di 47,90 euro rappresenterebbe una conferma del miglioramento del quadro tecnico, con possibili estensioni verso 50 euro in prima battuta e successivamente verso 51,50 euro, livelli coerenti con i principali target derivanti dalla struttura del movimento correttivo.
Al contrario, un ritorno sotto 46 euro riporterebbe cautela nel breve termine, con primo supporto significativo in area 43,50 euro. Solo la violazione di quest’ultimo livello riaprirebbe il rischio di una nuova fase di debolezza più pronunciata.
Nel complesso, il quadro tecnico evidenzia segnali di stabilizzazione dopo la correzione degli ultimi mesi, con i prezzi che stanno tentando di costruire una base da cui sviluppare un recupero graduale, coerente anche con valutazioni fondamentali che continuano a indicare margini di upside rispetto alle quotazioni attuali.
Sul canale Telegram Econotrade Insights troverai gli aggiornamenti sull'andamento dei mercati, segnali operativi e commenti esclusivi per gestire i prossimi movimenti, richiedi la tua prova gratuita scrivendo a info@ftaonline.com
Stellantis, focus su trattative con Leapmotor per SUV elettrico
Rialzo attorno ai 6 punti percentuali ieri per Stellantis, dopo le indiscrezioni di stampa secondo cui il gruppo starebbe trattando con Leapmotor lo sviluppo congiunto di un SUV elettrico a marchio Opel con tecnologia della casa automobilistica cinese da realizzare nello stabilimento Stellantis di Saragozza, in Spagna. L'operazione permetterebbe al gruppo italofrancese di disporre, con tempi e costi ridotti, di un nuovo modello elettrico.
Segnali incoraggianti dai mercati USA e Italia
Le indicazioni provenienti dal primo trimestre 2026 mostrano un miglioramento del quadro operativo negli Stati Uniti, dove le immatricolazioni sono cresciute del 4% su base annua, in controtendenza rispetto a un mercato complessivamente in contrazione.
Anche il mercato italiano evidenzia segnali di miglioramento grazie ai nuovi modelli Fiat e Citroen, mentre l'inclusione di Leapmotor ha permesso al gruppo di sovraperformare il mercato domestico. Resta invece più debole la dinamica in Francia, dove Stellantis continua a sottoperformare il mercato nonostante alcuni segnali di recupero su specifici brand.
Le opinioni di Akros, Intesa ed Equita
Gli analisti mantengono un atteggiamento complessivamente costruttivo sul titolo. Banca Akros ha confermato rating buy con target price a 10 euro, anche Intesa Sanpaolo ed Equita evidenziano segnali di miglioramento dei volumi attesi a partire dal secondo trimestre, pur sottolineando come l'evoluzione del contesto geopolitico possa rappresentare un elemento di rischio per la domanda globale di auto.
Quadro grafico di Stellantis in miglioramento
Con il rialzo di ieri i prezzi hanno oltrepassato la media esponenziale a 50 sedute, riportandosi sui livelli di fine febbraio. La reazione dai bottom del 23 marzo a 5,306 euro è stata importante, ma non è ancora sufficiente per garantire un recupero più duraturo da parte del titolo. Il gap up lasciato aperto ieri a 6,6140 potrebbe esser coperto già nella seduta odierna, con i corsi che dovranno comunque mantenersi al di sopra di 6,50 in chiusura di seduta per conservare l'abbrivio delle ultime settimane.
Il confronto con la linea di tendenza che guida il ribasso da dicembre, attaccata ieri senza successo a 6,80 circa, rappresenta l'altro aspetto chiave dello scenario tecnico di brevissimo: oltre 6,80 probabile un allungo verso 7,30, preludio all'avvio della copertura dell'ampio gap lasciato aperto lo scorso 6 febbraio a 8,1270. Sotto 6,50 invece rischio di un ritorno in tempi rapidi in area 6,00.