Panama al centro della nuova guerra delle infrastrutture globali
pubblicato:La revoca dei porti a CK Hutchison riapre la sfida USA–Cina sul Canale di Panama

La decisione della Corte Suprema di Panama di revocare la concessione per la gestione dei porti di Balboa (Pacifico) e Cristóbal (Atlantico) alla società di Hong Kong CK Hutchison Holdings non è solo un fatto giuridico o commerciale.
È un evento che riporta il Canale di Panama al centro di una partita geopolitica globale, in cui si intrecciano storia, commercio, sicurezza e competizione strategica tra Stati Uniti e Cina.
Una storia lunga più di un secolo
Il Canale di Panama nasce come progetto geopolitico prima ancora che ingegneristico. All’inizio del Novecento gli Stati Uniti ottengono il controllo dell’area, sostengono l’indipendenza di Panama dalla Colombia e avviano i lavori che porteranno, nel 1914, all’apertura di una delle infrastrutture più strategiche del mondo.
Per decenni il Canale resta sotto controllo statunitense, fino ai Trattati Torrijos–Carter del 1977, che avviano il processo di restituzione a Panama, completato nel 1999.
Da allora, formalmente, il Canale è panamense. Ma la sua gestione e, soprattutto, quella dei porti di accesso, è diventata nel tempo terreno di competizione tra grandi gruppi globali.
Perché il Canale è così strategico oggi
Dal Canale di Panama transita circa un terzo del traffico mondiale di merci, e circa il 20% di questo traffico riguarda prodotti Made in China. In appena una decina di ore, le navi possono passare dall’Atlantico al Pacifico, riducendo drasticamente tempi e costi logistici.
In un mondo segnato da:
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tensioni geopolitiche,
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ridefinizione delle catene del valore,
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competizione tra grandi blocchi economici,
controllare – o anche solo influenzare – questo snodo significa avere una leva enorme sul commercio globale.
La sentenza e lo scontro USA–Cina
La Corte Suprema panamense ha dichiarato incostituzionale il rinnovo automatico venticinquennale della concessione a CK Hutchison, basandosi su un audit che ha evidenziato irregolarità fiscali e procedurali.
Negli Stati Uniti, la decisione è stata accolta come una vittoria politica. Esponenti del Congresso hanno parlato apertamente di “espulsione dell’influenza cinese dal Canale”.
È un chiaro assist alle posizioni dell’amministrazione guidata da Donald Trump, che ha più volte dichiarato di voler ridurre la presenza cinese nelle infrastrutture strategiche dell’emisfero occidentale.
Da Pechino e da Hong Kong, la reazione è stata durissima: la sentenza è stata definita “priva di fondamento”, con il timore che Panama stia diventando un nuovo fronte della competizione tra grandi potenze.
BlackRock e il nuovo equilibrio
Sul piano industriale e finanziario, la revoca della licenza apre scenari immediati. BlackRock, insieme al gruppo armatoriale di Gianluigi Aponte (MSC), era già in trattativa per acquisire da CK Hutchison un ampio portafoglio di asset portuali globali, inclusi quelli panamensi.
Con la concessione annullata, l’ingresso di operatori occidentali diventa politicamente più semplice e strategicamente gradito a Washington. Nel frattempo, Panama ha annunciato nuove gare miliardarie per la costruzione di altri porti e di un gasdotto, segnale che il Paese intende rafforzare il proprio ruolo come hub logistico ed energetico.
Implicazioni economiche e geopolitiche
Questa vicenda mostra tre elementi chiave:
- 1.
La fine della neutralità infrastrutturale
Le grandi infrastrutture non sono più “neutrali”: porti, canali e reti logistiche diventano strumenti di potere geopolitico. - 2.
La pressione sulle catene globali del valore
Qualunque incertezza sul Canale di Panama ha effetti immediati su costi di trasporto, inflazione importata e strategie di reshoring o friend-shoring. - 3.
Panama come attore, non solo come territorio
La sentenza segnala la volontà di Panama di riaffermare la propria sovranità economica, evitando che asset strategici producano benefici fiscali e politici limitati per il Paese.
Conclusione
Il Canale di Panama torna a essere ciò che è sempre stato: un barometro degli equilibri globali.
La revoca della concessione a CK Hutchison non è un semplice atto legale, ma il riflesso di una competizione più ampia tra Stati Uniti e Cina per il controllo dei nodi critici del commercio mondiale.
In questo contesto, finanza, politica e logistica si fondono, e ogni decisione locale produce onde lunghe sull’economia globale.
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