Il vero problema del caro energia: gli Stati hanno sempre meno margini fiscali

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
3 min

Tassi più alti rendono molto più costoso finanziare nuovi aiuti a famiglie e imprese

Il vero problema del caro energia: gli Stati hanno sempre meno margini fiscali
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Gran parte delle risorse disponibili sono già state usate

Il vero problema del caro energia – soprattutto per l’Italia ma più in generale per tutta l’Europa – è che oggi gli Stati hanno molto meno spazio fiscale per contrastarne gli effetti rispetto al passato.

Negli ultimi anni i governi hanno già utilizzato gran parte delle risorse disponibili per fronteggiare tre shock consecutivi:

  1. 1.

    pandemia

  2. 2.

    crisi energetica del 2022

  3. 3.

    rallentamento economico globale

Durante la crisi energetica successiva all’invasione dell’Ucraina, i Paesi europei hanno introdotto misure straordinarie per contenere l’impatto sui bilanci di famiglie e imprese: bonus energia, crediti d’imposta, riduzione delle accise sui carburanti, price cap sul gas e trasferimenti diretti.

Secondo diverse stime, il costo complessivo degli interventi europei ha superato 500 miliardi di dollari, contribuendo però ad aumentare significativamente il debito pubblico.

Il debito globale ha superato i 100.000 miliardi di dollari

Oggi la situazione è diversa. Il debito globale ha superato i 100.000 miliardi di dollari, mentre i tassi di interesse sono molto più elevati rispetto al periodo 2020-2021. Questo significa che ogni nuovo euro di deficit ha un costo maggiore per le finanze pubbliche.

Negli ultimi 15 anni i governi hanno spesso reagito agli shock economici aumentando la spesa pubblica senza preoccuparsi troppo del debito. Oggi però questo approccio è più difficile da sostenere:

  • i mercati obbligazionari sono più sensibili al rischio fiscale

  • i rendimenti dei titoli di Stato sono più elevati

  • l’inflazione limita la possibilità di politiche monetarie molto espansive

  • il debito accumulato negli anni precedenti riduce i margini di intervento

I rendimenti dei titoli di Stato sono cresciuti

In Europa, ad esempio, i rendimenti dei titoli di Stato sono tornati sui livelli più elevati degli ultimi anni, mentre lo spread italiano resta sensibile all’evoluzione del quadro macroeconomico.

Il vero problema del caro energia: gli Stati hanno sempre meno margini fiscali

In questo contesto, ogni intervento pubblico per calmierare il costo dell’energia comporta un trade-off sempre più evidente: sostenere la crescita oggi significa aumentare il debito domani.

Ed è proprio questo vincolo fiscale che rende il nuovo shock energetico potenzialmente più pericoloso rispetto a quello del 2022.

Ma c’è un ulteriore elemento che complica il quadro: una parte crescente delle risorse pubbliche è oggi destinata alla difesa.

Ed è questo il tema del secondo articolo https://www.ftaonline.com/spesa-difesa-politiche-espansive.html.

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Informazioni sull'autore:

Alessandro Magagnoli
Alessandro Magagnoli

Nato nel 1966, mi sono laureato a Londra in economia applicata presso la University of East London nel luglio 1991, per poi conseguire un Master of Science nella stessa disciplina al Queen Mary and Westfield College nell'agosto 1992. La mia passione per l'analisi tecnica è nata nel 1992, e nel maggio 1993 ho ottenuto il diploma in Technical Analysis rilasciato dalla Society of Technical Analysis (STA). Ho insegnato nei dipartimenti di econometria all'Università Bicocca e all'Università Cattolica.