Energia, inflazione e crescita: perché il rischio macro resta elevato

di FTA Online News pubblicato:
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Secondo diverse simulazioni macroeconomiche, un prolungamento del conflitto in Medio Oriente potrebbe avere effetti molto significativi sull'economia europea, soprattutto attraverso l'aumento dei prezzi dell'energia.

Uno scenario di chiusura prolungata dello stretto di Hormuz potrebbe determinare un aumento dei prezzi di petrolio e gas fino al +133%, con conseguenze rilevanti per inflazione, crescita e competitività.

Per l'Italia l'impatto potrebbe essere particolarmente significativo: inflazione fino al 6%, PIL in contrazione fino al -0,7%, aumento della bolletta energetica delle imprese di circa 21 miliardi, aumento dell'incidenza dei costi energetici dal 4,9% al 7,6%, riduzione del potere d'acquisto delle famiglie, allentamento dell'occupazione, indebolimento dell'export.

Anche uno scenario meno estremo, con prezzi dell'energia in aumento del 60%, porterebbe comunque l'economia italiana in una fase di stagnazione.

In questo contesto il vero problema non è solo l'aumento del costo dell'energia, ma la ridotta capacità degli Stati di attenuarne gli effetti.

Nel breve periodo l'economia europea resta esposta alle dinamiche del mercato energetico globale, ecco un approfondimenti di questi temi https://www.ftaonline.com/energia-inflazione-crescita.html.

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