Confinvest: ricavi e utili in calo nel 2023, ma si rivaluta il magazzino dell'oro fisico
pubblicato:Il Consiglio di Amministrazione di Confinvest, market dealer di oro fisico da investimento, PMI Innovativa quotata su Euronext Growth Milan e fondata nel 1983, ha approvato in data 19 marzo 2024 il progetto di Bilancio di Esercizio al 31 dicembre 2023, redatto secondo i Principi Contabili Internazionali (IAS/IFRS).
Roberto Spada, Presidente di CONFINVEST: "L'esercizio 2023 chiude con un fatturato pari a circa 41 milioni di euro e con un utile netto di 352.747 euro (484.695 euro prima delle imposte). Questo risultato riflette le mutate circostanze del mercato dell'oro da investimento rispetto all'esercizio precedente (2022), anno reso eccezionale per tutti gli operatori professionali in oro in quanto fortemente influenzato dal conflitto bellico in Ucraina e dalla situazione di instabilità dei mercati con conseguenti impatti positivi sul mercato dell'oro.
La normalizzazione degli eventi che hanno caratterizzato il 2022 e la poca oscillazione del prezzo dell'oro nella prima parte dell'anno 2023, parzialmente compensata dall'incremento del prezzo dell'oro nel secondo semestre 2023, hanno impattato sul leggero calo dei volumi scambiati dalla Società.
Certamente l'anno appena trascorso ha dato soddisfazioni importanti in termini di risultati, basti pensare che il superamento della soglia record di 40 milioni di euro di fatturato è stato raggiunto solo in altre due circostanze nella storia della Società (l'anno della Pandemia nel 2020, successivo alla quotazione in Borsa, e lo scorso anno per le dinamiche sopra descritte).
La critica situazione geopolitica, in particolare con il conflitto in Medio Oriente, l'incremento dei tassi d'interesse della Fed e le incertezze economiche degli Stati Uniti hanno giocato un ruolo fondamentale nel panorama mondiale del 2023, che ha spinto molti investitori a cercare rifugio nell'oro. Inoltre, il conseguente deprezzamento del dollaro, in un costante rapporto inversamente proporzionale al metallo prezioso, ha contribuito a consolidare la posizione dell'oro come bene rifugio.
E in questo momento favorevole per l'oro, soprattutto durante il secondo semestre 2023, Confinvest è riuscita a cogliere l'opportunità scaturita dalla situazione macro-economica, dimostrazione di come la Società, in qualsiasi situazione economica, riesca a mantenere la propria posizione sul mercato, grazie ad un ormai consolidato rapporto storico con la clientela. I volumi di vendita realizzati riflettono la fiducia dei nostri clienti nel nostro marchio e nella nostra reputazione come operatore professionale di oro da investimento.
La nostra capacità di fornire prodotti di alta qualità, insieme ad una serie di servizi accessori alla vendita di varia natura, ci ha permesso di consolidare la nostra posizione nel mercato e di attrarre nuovi clienti.
Con riferimento al mercato globale, le transazioni totali d'oro nel 2023 sono state pari a circa 4.899 tonnellate, segnando un aumento del 3% rispetto alle 4.741 tonnellate del 2022.
Nel mese di dicembre 2023, il prezzo ha raggiunto il suo massimo storico di 2.151 dollari l'oncia, registrando un aumento del 13% in un anno, consolidando ulteriormente la posizione dell'oro come uno degli asset più performanti nel panorama degli investimenti. Da segnalare inoltre che nei primi mesi del 2024 il prezzo dell'oro ha raggiunto nuovi livelli record, con un'eccezionale salita che l'ha portato a superare la soglia dei 2.170 dollari per oncia.
Oltre allo scenario di instabilità sopra descritto, un altro importante fattore che ha influito sulla crescita del prezzo dell'oro è stato il forte aumento degli acquisti d'oro da parte delle Banche Centrali che anche nel corso del 2023 hanno incrementato le loro riserve auree.
Le stime pubblicate dal World Gold Council indicano che le Banche Centrali hanno contribuito all'aumento dei prezzi dell'oro nell'ultimo anno con una percentuale compresa tra il 10% e il 15%. Come storicamente ormai accade, la società è riuscita a mantenere la marginalità a livelli soddisfacenti attraverso un'oculata gestione commerciale di acquisto e vendita (marginalità media del 5,6%).
Il fatturato registrato nell'esercizio, sostanzialmente in linea con quello realizzato nel 2022, si è conseguentemente riflesso a livello di EBITDA, positivo per 785 migliaia di Euro (872 mila Euro nel 2022).
La struttura patrimoniale societaria continua a rimanere molto solida e garantisce le risorse finanziarie per supportare le iniziative di sviluppo di business che si intendono portare avanti".
Principali risultati al 31 dicembre 2023
L'esercizio 2023 ha registrato un leggero decremento del fatturato che si è attestato comunque a 40,6 milioni di Euro (terzo fatturato record per la storia della Società) rispetto all'esercizio 2022, attestatosi a 43,1 milioni di Euro. La riduzione (-5,9%) è principalmente ascrivibile ad un effetto volumi provocato dalla ridotta volatilità che il prezzo dell'oro ha avuto soprattutto durante il primo semestre 2023, in controtendenza rispetto a quanto successo nello scorso esercizio (anno eccezionale sotto questo profilo), nel quale il prezzo dell'oro era stato caratterizzato da una forte oscillazione nel primo semestre principalmente imputabile allo scoppio del conflitto in Ucraina e all'inflazione in costante crescita, che avevano stimolato l'interesse della clientela per tutto l'anno (spingendo quindi i risparmiatori a cercare sicurezza nell'oro fisico – bene rifugio per eccellenza) e avevano favorito la crescita del volume di affari.
Questo calo è stato parzialmente compensato nel secondo semestre 2023, grazie ad un incremento dei volumi rispetto al secondo semestre del 2022.
Inoltre il forte aumento d'acquisto d'oro da parte delle Banche Centrali (che hanno proseguito nel 2023 con una politica di accumulo di oro fisico), unita all'inflazione galoppante e alla continua situazione di instabilità geopolitica mondiale, hanno spinto i risparmiatori a cercare sicurezza nell'oro fisico – abitualmente considerato come un rifugio nei momenti di tensioni internazionali.
I ricavi relativi ai servizi di intermediazione ed investimento in oro fisico sottoforma di monete d'oro (sterline, marenghi, krugerrand, dollari USA, corone, ecc.) rappresentano il 55% del fatturato, mentre i ricavi relativi ai servizi di intermediazione ed investimento in oro fisico sottoforma di lingotti d'oro certificati dalla LBMA rappresentano il 45%. Il canale diretto rappresenta il 78% dei ricavi.
Il canale bancario rappresenta il 10% dei ricavi, mentre i canali e-commerce e Conto Lingotto® contribuiscono con una quota pari al 12%.
Il Primo Margine si attesta a 2,29 milioni di euro, rispetto a 2,80 milioni di euro nel 2022; esso costituisce la vera proxy del fatturato di un market dealer in oro e rappresenta il saldo netto del transato, comprensivo dell'effetto della variazione del magazzino .
Il Margine Operativo Lordo (EBITDA) si attesta a 0,78 milioni di euro, rispetto 0,87 milioni di euro nel 2022.
Il Margine Operativo Netto (EBIT) si attesta a 0,56 milioni di euro, rispetto a 0,64 milioni di euro nel 2022, dopo ammortamenti e svalutazioni per 224 migliaia di euro (229 migliaia di euro nel 2022) principalmente attribuibili all'ammortamento della piattaforma tecnologica andata in produzione nel corso del 2020.
Il Risultato ante imposte (EBT) è pari a 0,48 milioni di euro, rispetto a 0,63 milioni di euro nel 2022, dopo oneri finanziari per 77 migliaia di euro (16 migliaia di euro nel 2022).
L'Utile Netto si attesta a 0,35 milioni di euro, rispetto a 0,45 milioni di euro nel 2022, con un effetto fiscale per 132 migliaia di euro (172 migliaia di euro nel 2022).
Le Rimanenze costituiscono il magazzino di oro fisico, assicurato con una primaria compagnia assicurativa internazionale e depositato presso un istituto bancario: il valore di mercato, calcolato ai prezzi spot del circuito LBMA al 31 dicembre 2022 (59,98 euro al grammo) è pari a 6,05 milioni di euro. Il valore contabile a FIFO è pari a 5,83 milioni di euro.
L'oro fisico è un asset importante per Confinvest sia per un supporto strategico commerciale che come buffer di liquidità qualora la Società necessiti di risorse per finanziare operazioni commerciali di acquisto.
La Posizione Finanziaria Netta è cash negative per 1,32 milioni di euro; la variazione rispetto al 31 dicembre 2022 (cash negative per 0,13 milioni di euro) è principalmente attribuibile all'incremento del valore delle scorte di magazzino per circa 1,1 milioni di euro.
L'aumento dei valori di magazzino è dovuto alle dinamiche di mercato che hanno portato la società ad avere una più consistente posizione di magazzino a fine anno, anche in funzione di alcune operazioni di acquisto da clienti nelle ultime settimane del 2023, dato che la volatilità del mercato dell'oro ha stimolato la clientela a compiere operazioni entro fine anno.
Considerando che l'oro è immediatamente liquidabile, la Posizione Finanziaria Netta adjusted, calcolata come somma algebrica della Posizione Finanziaria Netta e del valore della componente liquida del Magazzino Monete d'Oro , presenta un saldo positivo di 4,43 milioni di euro, in aumento rispetto a 4,22 milioni di euro al 31 dicembre 2022.
Il Patrimonio Netto è pari a 6,19 milioni di euro, rispetto a 6,52 milioni di euro al 31 dicembre 2022, principalmente per effetto combinato di segno opposto dato dal risultato d'esercizio e dalla distribuzione del dividendo deliberato nel corso del 2023.
Proposta di destinazione dell'utile d'esercizio
Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di proporre all'Assemblea degli Azionisti la destinazione dell'Utile netto d'esercizio, pari ad Euro 352.747, a "Riserva legale" fino al raggiungimento del limite di cui all'articolo 2430 del c.c., per Euro 1.000 e a "Riserva Straordinaria" per Euro 351.747.
Evoluzione prevedibile della gestione
L'andamento del mercato dell'oro da investimento (e in generale delle materie prime) resta imprevedibile. Tuttavia, i dati degli ultimi anni mostrano un trend decisamente positivo. I diversi eventi geopolitici che hanno travolto tutto il mondo hanno messo in evidenza il valore dell'oro come bene di rifugio dai periodi d'incertezza. In questi momenti gli investitori sono corsi al riparo cercando un asset che mettesse al sicuro i propri risparmi e molti hanno deciso di farlo investendo nel metallo giallo.
Lo scorso anno, le transazioni totali d'oro sono state pari a circa 4.899 tonnellate, segnando un aumento del 3% rispetto alle 4.741 tonnellate del 2022. Nel dicembre 2023, il prezzo ha raggiunto il suo massimo storico di 2.151 dollari l'oncia, registrando un aumento del 13% in un anno.
Questo incremento, come descritto in precedenza, è stato trainato dalla tensione generata dalla guerra tra Russia e Ucraina, dal conflitto tra Israele e Hamas e dal rallentamento dell'economia cinese.
Secondo alcuni analisti del World Gold Council, tali fattori potrebbero continuare a sostenere l'aumento dei prezzi dell'oro anche nel 2024. Dati confermati nei primi mesi del 2024 in cui il prezzo dell'oro ha raggiunto nuovi livelli record, con un'eccezionale salita che l'ha portato a superare la soglia dei 2.170 dollari per oncia.
Secondo alcuni analisti tecnici, il recente record di prezzo potrebbe non essere un evento isolato e a differenza dei picchi precedenti, in cui il prezzo dell'oro superava i 2.000 dollari durante periodi di acuta tensione internazionale per poi scendere rapidamente, questa volta l'incremento sembra avere basi più solide.
Tuttavia, guardando al recente passato (nello specifico a quanto accaduto nel 2020, nel 2022 e nella seconda parte dell'esercizio 2023 che all'opposto del 2021 e della prima parte del 2023, hanno segnato un eccezionale aumento dei prezzi di mercato e di volumi), il trend dell'oro suggerisce cautela nell'esprimere delle previsioni sul prezzo per il futuro, seppur il mercato dell'oro appaia comunque un settore verso il quale permane un costante interesse a prescindere dagli elementi di turbolenza che stanno contraddistinguendo la situazione globale.
Si ricorda che l'attività aziendale riguarda l'intermediazione del bene e non la produzione dello stesso, per cui l'andamento dei prezzi dell'oro è solo una componente valutativa.
Come di consueto, l'intenzione del management è quella di mantenere la marginalità a livelli soddisfacenti attraverso un'oculata gestione commerciale di acquisto e vendita.
Informazioni sui fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell'esercizio
Non si rilevano ulteriori fatti di rilievo avvenuti dopo il 31 dicembre 2023 rispetto a quanto illustrato nella lettera per gli azionisti, fatta eccezione per quanto già eventualmente indicato nel contesto della relazione di gestione, il tutto nonostante l'instabilità geopolitica ed economica derivante dal conflitto che sta interessando Russia ed Ucraina e quello in Medio Oriente. Con riferimento all'emergenza COVID-19, la Società sta continuando a monitorare le attività e applicando le policies di gestione del lavoro in linea con quanto previsto dai DPCM e dalle linee guida emanati dal Governo e dal Ministero della Salute.
Nonostante la Società ed il management abbiano gestito al meglio la crisi del COVID, allo stato attuale non è possibile prevedere le dinamiche future dell'emergenza COVID-19 e quali impatti possa avere sull'operatività della Società e sui risultati della stessa.
Convocazione di Assemblea Ordinaria
Il Consiglio ha deliberato di convocare l'Assemblea Ordinaria per il 22 aprile 2024 in prima convocazione e, occorrendo, per il 24 aprile 2024 in seconda convocazione. A tal proposito si rimanda alla Relazione Illustrativa del Consiglio di Amministrazione sui punti all'ordine del giorno dell'Assemblea e alla relativa documentazione che sarà messa a disposizione del pubblico presso la sede sociale e sul sito www.confinvest.it, sezione Investors/Assemblee, nei termini previsti dalla normativa vigente.
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