David Rossi, la famiglia non accetta "il rischio di condanna sommaria" dopo le accuse a Mussari e Ceccherelli
pubblicato:L'avvocato della famiglia di David Rossi: "Le risultanze della Commissione siano indagate da una Procura della Repubblica"

Massimo Giletti lo aveva anticipato dal 18 ottobre: Gianluca Vinci, deputato di Fratelli d'Italia che presiede la Commissione d'Inchiesta sulla morte di David Rossi, nel corso di una conferenza stampa di lunedì 19 ottobre avrebbe fatto i nomi di persone presumibilmente coinvolte nel presunto omicidio del capo della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena. Così è stato: Vinci ha accusato Giuseppe Mussari, ex presidente del MPS, di essere il mandante dell'azione intimidatoria; Gabriele Ceccherelli, nome altisonante nella storia del calcio fiorentino, avrebbe invece reclutato le persone che avrebbero dovuto intimidire il manager. Accuse, queste, che i diretti interessati hanno già respinto, ma dalle quali si dissocia anche la famiglia di David Rossi, che preferisce la via della cautela.
Le rivelazioni di Gianluca Vinci
I presunti mandanti del presunto omicidio
Lunedì 19 ottobre, alle 10:30, i deputati della Commissione Parlamentare d'Inchiesta sulla morte di David Rossi si sono riuniti a Palazzo San Macuto di fronte all'Ufficio di Presidenza, come riportato sull'agenda. Gianluca Vinci, presidente della Commissione, ha confermato le indiscrezioni di Massimo Giletti, con le dovute precisazioni.
Vinci ha riferito:
In base agli elementi acquisiti dalla Commissione nelle vicende che hanno portato alla morte di David Rossi sarebbero coinvolti, con ruoli diversi, Giuseppe Mussari, quale mandante di un'azione di intimidazione che inizialmente non avrebbe dovuto portare alla morte di David Rossi, e Gabriele Ceccherelli, quale soggetto che avrebbe organizzato e scelto le persone, al momento non ancora individuate, da coinvolgere nella fase esecutiva nei confronti di Rossi pur rimanendo egli stesso all'esterno di Palazzo Salimbeni.
La precisazione: "Non c'era volontà di ucciderlo, ma di intimidirlo"
Abbiamo parlato di "precisazioni" in quanto lo stesso Vinci, ribadiamo, ha riferito che l'operazione "non avrebbe dovuto portare alla morte di David Rossi", dunque si potrebbe parlare - in questo contesto - di una situazione sfuggita di mano, o meglio "di un errore nell'esecuzione di quanto richiesto". Lo ha ribadito sempre Vinci durante la conferenza stampa: "Quello che a noi risulta è che non c'era una volontà di uccidere Rossi, ma di intimidirlo".
Le fonti
Chi ha fornito ai commissari le informazioni che hanno portato a queste ipotesi? Vinci e i suoi colleghi le hanno acquisite "parlando con detenuti", i cui nomi non verranno rivelati per "garantire loro la sicurezza". Dunque le prime ipotesi sul movente "da ricercare negli affari interni alla Monte dei Paschi di Siena e quindi a un possibile legame con la 'ndrangheta". E ora? "Abbiamo deciso di trasmettere gli atti. Invieremo tutta la documentazione alla Procura. L'autorità giudiziaria saprà come muoversi". Infine, "daremo l'opportunità a Mussari e Ceccherelli di difendersi in un interrogatorio" e precisa che "non si tratta di soggetti indagati".
Le repliche di Mussari e Ceccherelli
Come anticipato, Mussari e Ceccherelli hanno già replicato a queste ipotesi, dopo il video pubblicato da Massimo Giletti sui social domenica 18 ottobre. L'ex presidente ha usato parole come "follia e calunnia" durante un intervento telefonico al Tg1, e ha annunciato azioni legali contro chi avrebbe rivelato il suo nome e chi avrebbe ripreso la notizia.
La replica di Ceccherelli è arrivata lunedì 19 ottobre: "Non so niente, non conosco nessuno di questa vicenda, l'unica volta che sono stato a Siena è stato per comprare un paio di scarpe, non ho nulla a che fare con questa vicenda".
La cautela della famiglia di David Rossi
La notizia è arrivata, inevitabilmente, anche ai familiari dell'ex capo della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena. Attraverso il loro avvocato Carmelo Miceli "esprimono il proprio sgomento per le notizie recentemente diffuse in merito alla presunta individuazione dei mandanti e degli esecutori della vicenda".
Quindi "non si può in alcun modo accettare il rischio di una condanna sommaria e mediatica", per questo motivo "le risultanze della Commissione siano indagate da una Procura della Repubblica, nel pieno rispetto del contraddittorio e dei diritti di tutte le parti coinvolte".
Poi conclude:
La famiglia non si accontenta di verità proclamate attraverso i media, pretende un processo giusto, secondo i principi sanciti dall'art. 111 della Costituzione, nel quale esercitare pienamente le proprie prerogative di persone offese, affinché sia solo un'aula giudiziaria a individuare e condannare i veri responsabili dell'omicidio.
La morte di David Rossi
Il 6 marzo 2013 David Rossi, capo della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena, morì precipitando dalla finestra del suo ufficio. Dopo due inchieste della Procura di Siena archiviate come suicidio, il caso cambiò direzione grazie ai lavori della Commissione parlamentare guidata da Gianluca Vinci.
Nel 2026 arrivò una svolta fondamentale: le perizie del Ris stabilirono che Rossi fu aggredito nel suo studio da almeno due persone e sospeso nel vuoto prima di cadere. La Procura senese ha quindi riaperto le indagini per omicidio, con gli accertamenti tuttora in corso sul drammatico evento.