Coniugi decapitati a Mirandola, il grido di una parente verso il figlio: "Alla fine l'ha fatto", cosa sappiamo

di Luca Mastinu pubblicato:
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Le teste disposte in due bacinelle accanto ai corpi, il figlio con gli abiti sporchi di sangue intento a fissare il vuoto, il passato turbolento e i servizi sociali: cosa sappiamo del massacro di Mirandola

Coniugi decapitati a Mirandola, il grido di una parente verso il figlio: "Alla fine l'ha fatto", cosa sappiamo

In via Imperiale 10, a Mirandola (Modena), una coppia è stata massacrata e decapitata. Pietro Ferdinando Casari aveva 83 anni, Vincenza Giannini 74. All'interno dell'abitazione, una casa colonica a ridosso dell'area industriale, la squadra mobile ha trovato il figlio della donna, Daniele Tavoni (52 anni), seduto sul divano non molto distante dai corpi straziati. L'uomo è stato sottoposto a fermo e ascoltato per tutta la notte dagli inquirenti della Squadra Mobile, agli ordini di Mario Paternoster, ma non ha proferito parola. Secondo le indiscrezioni, tra Tavoni e i due coniugi vi sarebbero state liti frequenti legati a motivazioni economiche. Una parente delle vittime, accorsa in via Imperiale non appena ha appreso la notizia, ha gridato: "Alla fine l'ha fatto".

Coniugi decapitati in casa a Mirandola, la ricostruzione

La segnalazione e la scoperta della mattanza

I fatti risalgono a giovedì 15 ottobre. Nel pomeriggio, una vicina di Pietro Ferdinando Casari e Vincenza Giannini si è allarmata perché non ha incontrato la coppia per la consueta passeggiata con il cane. In via Imperiale 10, quindi, sono arrivati gli agenti delle Volanti e della Squadra Mobile. All'interno dell'abitazione dei coniugi hanno trovato il teatro di una mattanza. I corpi di Casari e Giannini erano massacrati, legati e decapitati.

Il fermo del figlio, Daniele Tavoni

Sul divano accanto all'ingresso, invece, c'era il figlio della donna, Daniele Tavoni, con gli abiti sporchi di sangue e lo sguardo perso nel vuoto. I sospetti si sono subito concentrati sul 52enne, che è stato ascoltato per tutta la notte dalla Squadra Mobile. L'uomo non ha risposto alle domande ed è stato fermato. Ora si trova in carcere.

Una parente: "Alla fine l'ha fatto!"

Come riporta Il Resto del Carlino, una volta diffusa la notizia all'esterno dell'abitazione degli orrori si è radunata una folla di curiosi. C'erano anche ex colleghi della coppia, amici e parenti. Tra questi c'era una donna, che all'indirizzo del figlio ha urlato: "Alla fine l'ha fatto!".

Le indagini sul massacro di via Imperiale

La macchina investigativa

Una volta rinvenuti i corpi, all'interno dell'abitazione sono intervenuti i sanitari del 118 insieme agli agenti delle Volanti guidate da Enrico Cestari, la Squadra Mobile di Paternoster, il pm di turno Mario Niccolini. Erano presenti, inoltre, gli agenti della Polizia Scientifica per gli opportuni rilievi.

Infine, in via Imperiale 10 è stata mandata l'équipe di Medicina Legale coordinata da Sara Mantovani e un veterinario: all'interno dell'abitazione, infatti, erano presenti un cane di grossa taglia e alcuni gatti, che sono subito stati affidati alle cure del soccorso per animali.

I coniugi colpiti anche dopo la morte

Secondo una prima ispezione cadaverica, chi ha ucciso Pietro Ferdinando Casari e Vincenza Giannini si sarebbe accanito sui corpi anche dopo il decesso. I colpi sono stati inferti con un coltello, mentre le teste sarebbero state staccate con una mannaia. Fonti investigative riferiscono che le teste, inoltre, erano state riposte in due bacinelle, accanto ai corpi.

L'appartamento era a soqquadro, in un dedalo di sangue e oggetti sparsi sul pavimento, come se tra le vittime e il responsabile della mattanza vi sia stata una violenta colluttazione.

Il figlio seguito dai servizi sociali

Tavoni abitava nella porta accanto e da tempo era seguito dai servizi sociali del Comune di Mirandola per via di problemi economici. Ma non solo. Si fa riferimento, inoltre, a problemi psicologici. Il Resto del Carlino riporta che gli era stato diagnosticato un disturbo psicotico, ma aveva interrotto le cure che riceveva in una struttura psichiatrica.

C'è, infine, un dettaglio inquietante: intorno alle 19:30 un'amica della donna ha ricevuto un messaggio dalla sua utenza. "Stasera sono fuori a cena, ci sentiamo più avanti", ma a quell'ora Vincenza Giannini era già morta.

In un comunicato stampa diffuso dal Comune di Mirandola, la sindaca Letizia Budri invita ad esprimere "vicinanza e rispetto, evitando ogni ricostruzione prematura" e parla di "una tragedia che ci scuote profondamente e ci lascia sgomenti". Per il momento, infatti, non esiste conferma sulle responsabilità del figlio e gli investigatori sono ancora al lavoro per ricostruire i fatti e individuare il movente.

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Informazioni sull'autore:

Luca Mastinu
Luca Mastinu

Respira, vive e muore di cronaca nera. Nel 2016 scopre il fact-checking e si innamora dell'informazione. Nel 2018 si tuffa nel giornalismo musicale con Optimagazine, dal 2021 si occupa di cronaca su Virgilio Notizie. Dal 2026 collabora con FTA con i quotidiani approfondimenti sulla nera. Podcaster, racconta il true crime con Stoner. Divora libri di inchiesta. Classe 1983, caffeinomane sardo con disturbi d'ansia.