Ferretti sulla soglia critica di 2,60 euro: trimestrale decisiva per la domanda

di FTA Online News pubblicato:
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Attesi i conti del terzo trimestre. Equita stima ricavi da 268 milioni e mantiene un giudizio hold con prezzo obiettivo a 3,40 euro

Ferretti sulla soglia critica di 2,60 euro: trimestrale decisiva per la domanda
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Seduta moderatamente negativa per Ferretti, che chiude giovedì a 2,65 euro, in calo dello 0,82%, dopo avere oscillato tra 2,584 e 2,76 euro.

L’attenzione si sposta ora sui risultati del terzo trimestre, in calendario il 27 ottobre.
Il dato più importante non sarà probabilmente il fatturato, ma l’andamento della raccolta ordini dopo la forte debolezza registrata nella prima metà dell’anno.

Atteso un recupero degli ordini

Nel primo semestre Ferretti ha raccolto ordini per 341 milioni di euro, in calo del 27% rispetto all’anno precedente, con un rapporto book-to-bill vicino a 0,6 volte.

Il dato indica che per ogni euro di ricavi sono entrati soltanto circa 60 centesimi di nuovi ordini, una dinamica che, se prolungata, determina una progressiva riduzione del portafoglio e della visibilità sui risultati futuri.

Per il terzo trimestre Equita stima un order intake di 301 milioni di euro, sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente e in netto miglioramento sequenziale.
Il recupero dovrebbe essere sostenuto soprattutto dal comparto Composite in Europa, anche grazie ai saloni nautici di Cannes, Monaco e Genova e alle nuove iniziative commerciali.

Dovrebbe invece proseguire la debolezza nel Made-to-Measure, penalizzato anche da una base di confronto impegnativa, e nei Super Yacht, segmento nel quale Equita non incorpora nuovi ordini nel trimestre.
Anche con il miglioramento previsto, il book-to-bill dei primi nove mesi salirebbe soltanto a circa 0,75 volte.
Il portafoglio ordini continuerebbe quindi a ridursi, lasciando limitata visibilità sul ritorno alla crescita atteso nel 2027.

Ricavi stabili, margini in flessione

Equita prevede per il terzo trimestre:

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    ricavi escluso il pre-owned pari a 268 milioni di euro, in crescita dello 0,5%;

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    EBITDA adjusted di 41 milioni, in calo del 4%;

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    margine EBITDA in contrazione di circa 80 punti base;

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    utile netto adjusted di 16,5 milioni, in diminuzione del 6%; posizione finanziaria netta positiva per 68 milioni, rispetto a 95 milioni a fine giugno e 111 milioni a fine 2025.

La riduzione della cassa rifletterebbe soprattutto l’assorbimento stagionale del capitale circolante in preparazione della stagione commerciale statunitense.

La flessione della redditività sarebbe invece legata a un mix meno favorevole, con un contributo maggiore del Composite e inferiore del Made-to-Measure, oltre all’estensione di un anno della garanzia sulle imbarcazioni in vetroresina, che comporta maggiori accantonamenti operativi.

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Guidance confermabile, ma senza ampio margine

La guidance 2026 di Ferretti indica:

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    ricavi escluso il pre-owned compresi tra 1,20 e 1,24 miliardi di euro;

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    EBITDA adjusted tra 186 e 197 milioni.

Equita stima ricavi per 1,189 miliardi, leggermente inferiori al limite basso della guidance, ed EBITDA adjusted per 189 milioni, all’interno dell’intervallo indicato dalla società.
Il consensus si colloca rispettivamente a 1,204 miliardi e 191 milioni.

Le previsioni sul conto economico del terzo trimestre appaiono quindi coerenti con le attuali stime annuali. Il vero elemento discriminante sarà il messaggio del management sulla domanda e sulla possibilità di riportare il book-to-bill almeno verso quota uno.

Equita mantiene il giudizio hold e il target price a 3,40 euro, valore che rispetto alla chiusura di 2,65 implica un potenziale teorico di circa il 28%.

Analisi tecnica: doppio minimo ancora da confermare

Dal punto di vista grafico, Ferretti sta verificando l’area 2,58-2,60 euro, supporto di medio-lungo periodo già importante tra maggio e agosto 2025.

La reazione da questa fascia ha permesso di ipotizzare la formazione di un doppio minimo, ma la figura non è ancora completa.

Per confermarla servirà il superamento di 2,80 euro, livello che rappresenta la linea del collo della configurazione. Oltre 2,80 euro il titolo potrebbe tentare un recupero verso 2,95-3 euro e successivamente nell’area 3,10-3,15 euro.

Una chiusura sotto 2,58-2,60 euro annullerebbe invece il tentativo di stabilizzazione e aprirebbe spazio verso 2,50 euro, quindi nell’area 2,35-2,40 euro.

Ferretti si trova quindi davanti a un doppio passaggio decisivo: sul piano industriale deve dimostrare che la raccolta ordini sta tornando verso livelli compatibili con la crescita; sul grafico deve difendere 2,60 e superare 2,80 euro per costruire un’inversione credibile.

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