Il 17enne della banda della minicar di Roma piange davanti agli inquirenti: "Non ho più dormito, tremavo"

di Luca Mastinu pubblicato:
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Il 17enne in lacrime: "Ho iniziato a tremare" dopo le notizie su Iacopini. La madre dell'amico: "Non sono mostri"

Il 17enne della banda della minicar di Roma piange davanti agli inquirenti: "Non ho più dormito, tremavo"

Un 17enne e un 16enne. La banda della minicar, che il 4 e il 5 ottobre ha seminato il panico in due quartieri di Roma, ha ora due nomi e due volti. Il primo è figlio di un carabiniere ed è il conducente dell'Aixam Gto Emotion, il secondo è il passeggero che colpiva le vittime, e che ha colpito anche l'attore Davide Iacopini che oggi lotta tra la vita e la morte. Il 17enne, incalzato dagli inquirenti, è scoppiato in lacrime: "Non ho più dormito, ho iniziato a tremare, mi dispiace".

Il 17enne in lacrime: "Non ho più dormito"

"Dopo la storia dell’attore abbiamo deciso di fermarci", ha spiegato al pm il 17enne, conducente della minicar e interrogato mercoledì 14 ottobre. Dei due minorenni della banda di Monteverde e Testaccio, scrive il Corriere della Sera, è quello più impaurito. Dopo l'interrogatorio ha abbracciato la madre e hanno pianto insieme.

E ha pianto, il figlio del carabiniere, anche mentre ripercorreva le "bravate" poste in essere il 4 e il 5 ottobre. Dopo aver colpito l'attore Davide Iacopini, ha raccontato di "non aver più dormito" e di aver "cominciato a tremare". Poi gli scappa un "mi dispiace".

L'indagine per tentato omicidio

Il racconto di quanto successo a Davide Iacopini il 5 ottobre arriva dai diretti interessati. O meglio, dal 16enne, autore materiale delle aggressioni. Nel verbale si legge che "ci siamo affiancati a uno in monopattino: gli ho tolto la mano dal manubrio e il signore deve essere caduto. Ho letto sul giornale che si chiamava Iacopini Davide. La scarpa l’ho persa non perché gli ho dato un calcio, poi sono tornato a prenderla. Ho aperto lo sportello per controllare se il signore fosse caduto e ho perso la scarpa".

Iacopini, ora, si trova ricoverato all'ospedale San Camillo dopo due interventi chirurgici alla testa. Le sue condizioni sono stabili, ma restano gravi. Ai due minorenni sono stati contestati i reati di tentato omicidio e lesioni, ma non si esclude che la loro posizione possa aggravarsi. Il 16enne, tuttavia, davanti ai pm ha manifestato freddezza, perdendosi spesso con lo sguardo nel vuoto o rivolto al muro. Entrambi convengono sul movente: "Perché l’abbiamo fatto? Per scherzo, per gioco, per divertimento. Ci stavamo annoiando".

Il ruolo delle madri nella banda della minicar

Sarebbero state proprio le madri a spingere i figli a recarsi in caserma e confessare. La mamma del 16enne, ovvero l'autore degli attacchi, dopo il ferimento di Iacopini ha notato che il figlio stava male, vomitava e non dormiva, piangeva e non riusciva a parlare. Quindi la donna avrebbe chiamato la madre del 17enne, e insieme hanno iniziato a monitorare i movimenti dei figli.

Fino a quando sono arrivati i carabinieri. Oggi la madre del 16enne difende il figlio dall'etichetta di mostro e spiega che questi ragazzi "sono figli della società di oggi, dei cellulari, dei social", riferisce a Repubblica. Ora l'incartamento è passato alla Procura dei Minorenni di Roma, che continuerà a condurre le indagini.

La ricostruzione dei fatti

La ricostruzione degli attacchi con la minicar arriva dai diretti interessati. Il 16enne, sempre seduto sul lato passeggero, davanti ai pm ha messo in ordine tutti gli eventi. A partire dal 4 ottobre: "Abbiamo iniziato a girare alle 21:30 fino all'una di notte, ho perso il berretto a Ponte Testaccio". Poi la prima "bravata": "Ho urlato a un signore in bici e lui ci ha rincorso, ma non è caduto".

C'è, poi, un'altra aggressione precedente, quando un signore è stato colpito con un tubo di plastica in via dei Quattro Venti. Nella stessa notte - il 4 ottobre - altri due giovani vengono presi di mira dalla banda, che li colpisce per poi darsi alla fuga. Arriviamo, ora, al 5 ottobre: in via San Pancrazio, nel quartiere Monteverde, viene colpita una 27enne che sta pedalando con la sua bicicletta. Il 16enne si sporge, la spinge e la ragazza rovina a terra.

Poi l'attacco a Iacopini: "La sera successiva ci siamo affiancati a uno in monopattino, abbiamo tolto la mano dal manubrio e il signore deve essere caduto". Dopo aver appreso la notizia del ferimento grave, dicono, si sono fermati.

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Informazioni sull'autore:

Luca Mastinu
Luca Mastinu

Respira, vive e muore di cronaca nera. Nel 2016 scopre il fact-checking e si innamora dell'informazione. Nel 2018 si tuffa nel giornalismo musicale con Optimagazine, dal 2021 si occupa di cronaca su Virgilio Notizie. Dal 2026 collabora con FTA con i quotidiani approfondimenti sulla nera. Podcaster, racconta il true crime con Stoner. Divora libri di inchiesta. Classe 1983, caffeinomane sardo con disturbi d'ansia.