Banche e risiko, si prepara il riassetto e passa anche per Delfin

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
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La holding degli eredi Del Vecchio ha fatto e disfatto i piani di Lovaglio, ora potrebbe liquidare due soci e semplificare. Fra prese di beneficio e attriti intanto il credito italiano si ridimensiona a Piazza Affari

Banche e risiko, si prepara il riassetto e passa anche per Delfin

Banche ancora deboli a Piazza Affari e non solo. L’orientamento al ribasso è di nuovo una comune europea in queste ore: Euro Stoxx -0,73% e Ftse Italia Banche -0,73%

Allo stesso tempo si registrano forti acquisti sui titoli di Stato: il rendimento del BTP decennale italiano torna al 4,44% con un calo di 13 punti base che farà piacere al ministro Giancarlo Giorgetti a poche ore dall’annuncio dei rendimenti minimi dei nuovi BTP Valore.

La vulgata sul Doom Loop tra titoli di Stato e banche che abbiamo già approfondito sembra quindi smentita anche oggi, almeno parzialmente.

Banche, meno risiko e più prese di beneficio

La coralità dei movimenti in queste sedute mette in forse, però, anche l’impatto del risiko bancario italiano sulle quotazioni del credito. L’Euro Stoxx Banks sta mettendo sotto pressione i supporti di giugno e si moltiplica il numero degli osservatori che banalmente ritengono che le banche abbiano già dato abbastanza e sia arrivato il momento di vendere e portare a casa i profitti.

Uno scenario non proprio favorevole in Italia, visto il peso del bancario a Piazza Affari.

Il risiko bancario ha sostenuto e rilanciato i prezzi ma perde appeal speculativo ogni giorno che passa, almeno sui dossier più corposi. La battaglia tra l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo (+0,41%) Carlo Messina e l’ad di Banca MPS (+0,3%) Luigi Lovaglio sembra già finita.

A deciderla ancora una volta Delfin: la holding degli eredi Del Vecchio aveva rimesso in sella Lovaglio qualche mese fa, ma dopo l’ultimo rilancio di Intesa lo ha rapidamente precipitato.
Anche queste sono, in fondo, prese di beneficio, più che comprensibili.

Così il riassetto globale della finanza italiana in corso ormai da più di due anni diventa un po’ questione di famiglia, un po’ questione di circostanze.

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Delfin, i rumors sul riassetto

Quando hai il 32,4% di EssilorLuxottica, che perde in un anno più del 50% (come ha ricordato di recente Leonardo Maria Del Vecchio), e il 28,11% di Covivio, che ha perso un altro 30%, guardi il resto del portafoglio.
Lì gli 8 eredi trovano i pilastri di Piazza Affari ed enormi plusvalenze potenziali: il 17,53% di MPS, il 10% di Generali, il 2,7% di Unicredit. Praticamente c’è la cabina di regia della finanza italiana (manca soltanto Intesa), titoli che hanno guadagnato in un anno il 54%, il 24% e il 22% rispettivamente… voi che fareste?

A più di 4 anni dalla scomparsa del fondatore di Luxottica, in molti in questa famiglia divisa tra i figli di tre mogli e non solo, vorrebbero voltare pagina e prendere la propria strada.

Il Sole 24 Ore di stamane rende conto degli equilibri dinamici della holding da 40 miliardi di euro e conferma quanto sta emergendo negli ultimi giorni: l’attacco di Leonardo Maria Del Vecchio al presidente della holding Francesco Milleri è fallito, ma questi si è indebolito in favore dell’amministratore delegato Romolo Bardin che guadagna potere di mediazione tra i litigiosi soci. Il redde rationem si avvicina.

Così non stupiscono le fonti accreditate del Corriere della Sera che ipotizzano un riacquisto fino al 25% di Delfin da parte della holding.

Significherebbe un’operazione da poco meno di 10 miliardi di euro per la quale ci sarebbero già confronti con quattro banche tutte interessate: Crédit Agricole, il maggiore azionista di Banco BPM che potrebbe integrare Piazza Meda subito dopo il prossimo 29 ottobre secondo alcuni rumors; Intesa Sanpaolo, Delfin potrebbe salire al 3,9% se aderisse – come ha preannunciato – all’offerta della banca guidata da Carlo Messina su MPS; Bnp Paribas, la più grande banca europea attiva in Italia con BNL è tra i protagonisti del credito italiano nonostante abbia mantenuto un profilo basso in questa fase; Citigroup, la banca americana è da marzo advisor di Leonardo Maria del Vecchio proprio per il dossier Delfin.

Entro marzo si dovrebbe decidere di questa operazione che potrebbe semplificare il quadro non poco. Ma i punti interrogativi non mancano.

Forse qualcuno verrà sciolto il prossimo 29 ottobre a Siena, quando la bocciatura del piano Lovaglio potrebbe ridisegnare completamente gli assetti, portando Mediobanca in pancia a Intesa e approdando a uno spezzatino di MPS: metà dentro Intesa, il resto in Bper via Unipol. Banca Monte dei Paschi rinascerebbe senza la S.

I soci forti di Rocca Salimbeni, fino al 33% tra Delfin, Caltagirone, Benetton e Praude si sono già espressi. Intesa deciderebbe i destini di Generali, vera posta per molti della partita.

Luigi Lovaglio ha almeno strappato un rilancio a Intesa Sanpaolo, chi sa se gli azionisti gliene saranno grati mentre venderanno i titoli per portare a casa i profitti.
Il disegno del manager si sfalda completamente. Il terzo polo adesso potrebbe passare Unipol e Bper.

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Giovanni Digiacomo
Giovanni Digiacomo

Giornalista professionista con oltre venti anni di esperienza in ambito economico e finanziario. Supporta il notiziario economico-finanziario di FTA Online News con lanci, commenti, approfondimenti, analisi e interviste sui principali mercati e le più importanti asset class. Ha seguito per il sito di Borsa Italiana tematiche finanziarie come la crisi del debito sovrano europeo e la diffusione delle criptovalute. Si occupa di sostenibilità e innovazione per il Quinto Ampliamento e per il Journal di Message Group.