Prezzi, inflazione al 4,2% a settembre, boom dell’energia
pubblicato:L’impatto sul carrello è limitato, ma potrebbe non durare. Le associazioni dei consumatori chiedono un intervento al governo

Stamattina sulla rete stradale italiana la media nazionale dei prezzi della benzina per il self era di 2,034 euro per litro, l’11,4% in più dei valori di fine febbraio.
Per il diesel si registravano 2,256 €/l, con un rialzo del 26% sul dato di prima della crisi iraniana.
Alle 11 l’ennesimo allarme dell’ISTAT sui prezzi (nel tono compassato dell’Istituto Nazionale di Statistica) stupisce pochi osservatori, ma non desta per questo meno preoccupazione.
Inflazione, l’energia accende i rincari, ma l’impatto sul carrello per ora è limitato
L’inflazione generale italiana è balzata dal 3,3% di agosto al 4,2% (indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi), il consensus degli analisti era poco più giù, al 4,1%
Ancora una volta a trascinare al rialzo i prezzi contribuisce in maniera decisiva la spesa energetica che balza del 22,6% rispetto ai prezzi del settembre 2026, con un’inflazione acquisita nei 9 mesi dell’11,6 per cento.
L’inflazione dei servizi cresce del 2,6 per cento.
Accelerano anche i prezzi alimentari (+1,7%) con una spinta dalla componente non lavorata (+5,5%).
Il cosiddetto “carrello della spesa”, che include alimentari e beni per la pulizia e la manutenzione della casa oltre a igiene personale e bellezza, aumenta dell’1,5%, più dello 0,9% precedente.
Importante ancora una volta rilevare che l’inflazione di fondo, quella depurata dei prezzi dell’energia e degli alimentari non lavorati, aumenta dell’1,6% e conferma quindi un ‘effetto contagio’ ancora limitato sugli scaffali del supermarket.
La mancanza di effetti di secondo impatto sui beni non influenzati dalla componente più volatile dell’energia o degli alimentari freschi è un buon segnale, ma è messa a rischio dalle proteste montanti nell’autotrasporto, che minacciano un autunno caldo anche per la spesa delle famiglie. Anche per questo il governo nelle ultime ore è corso ai ripari con una convocazione degli autotrasportatori il prossimo 27 ottobre.
Prezzi, le associazioni dei consumatori temono una stangata
Codacons calcola che un’inflazione al 4,2% potrebbe tradursi, a parità di consumi delle famiglie, in una stangata da 1.389 euro per la famiglia tipo e da 1.918 euro per un nucleo con due figli. Ovviamente è dai prezzi del gas e dell’elettricità che giungono le minacce maggiori.
Assoutenti teme un nuovo salasso dalle bollette e chiede subito un intervento del governo a sostegno di famiglie e imprese: le leve a disposizione potrebbero essere degli interventi sull’IVA e sugli oneri di sistema, oltreché una proroga del Servizio a Tutele Graduali per tutto il 2027.
L’Adusbef fa un elenco impietoso dei beni più comuni soggetti a gravi rincari a settembre: carciofi +28% a/a, fragole +27,2% a/a, pomodori +19,3%, cavolfiori e broccoli +18,7%, piselli +18,3%, asparagi +15,8%, insalata +13,1%, zucchine +12,6%, peperoni +12,1%, melanzane +9,2%. Rincarano anche gli alimentari di origine animale, sottolinea l’associazione: uova +7,3%, carne ovina +7,2% e carne bovina +6,4%.