Telecom Italia rimbalza da 5,50 euro, ma il recupero resta ancora fragile

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
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Il comparto delle Telecom beneficia dei risultati superiori alle attese di Ericsson, mentre TIM prova a stabilizzarsi dopo il violento ribasso delle ultime settimane

Telecom Italia rimbalza da 5,50 euro, ma il recupero resta ancora fragile

Tra i titoli che hanno tentato oggi di evitare un vero crollo di Piazza Affari figura Telecom Italia, in rialzo di circa l’1,92%.

Il comparto europeo delle telecomunicazioni beneficia dei risultati di Ericsson, che ha riportato ricavi trimestrali superiori alle attese e fornito indicazioni favorevoli per il quarto trimestre.

TIM prova così a reagire dopo il violento ribasso che ha portato le quotazioni dai massimi estivi superiori a 8 euro fino all’area 5,50 euro.

Area 5,50 prova a frenare la discesa

Il grafico mostra un primo tentativo di stabilizzazione intorno a 5,50-5,55 euro, dove sono comparsi acquisti dopo la forte accelerazione ribassista di ottobre.

La reazione rappresenta un segnale incoraggiante nel brevissimo termine, ma non è ancora sufficiente per parlare di inversione.

Il titolo resta infatti molto distante dalla media mobile esponenziale a 100 giorni, passante in area 7,08 euro, e non ha ancora costruito una base sufficientemente ampia.

Per confermare il rimbalzo, TIM dovrebbe superare inizialmente 5,75-5,80 euro e successivamente riportarsi sopra 6 euro. Oltre questa soglia aumenterebbero le possibilità di un recupero verso 6,40-6,70 euro.

Sul lato opposto, una nuova discesa sotto 5,50 euro renderebbe probabile il test del supporto a 5,08 euro. La sua violazione aprirebbe spazio verso 4,35 euro, successivo sostegno significativo.

Poste Italiane resta sullo sfondo

Sul titolo continua inoltre a pesare, in termini sia positivi sia di incertezza, il rapporto con Poste Italiane.

Le possibili sinergie industriali e commerciali, in particolare nelle telecomunicazioni e nella distribuzione dei servizi, possono rappresentare un catalizzatore.

Allo stesso tempo, il mercato deve ancora comprendere quale sarà l’assetto definitivo della collaborazione, quali benefici economici potrà generare e quali conseguenze avrà sugli equilibri azionari e sulla governance.

Il rialzo della seduta va quindi interpretato come un primo tentativo di reazione, favorito anche dal miglioramento del sentiment sul comparto.

La strada verso un recupero strutturato resta però lunga: solo il superamento di 5,80-6 euro permetterebbe di ridurre il rischio che il movimento attuale sia un semplice rimbalzo tecnico.

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Informazioni sull'autore:

Alessandro Magagnoli
Alessandro Magagnoli

Nato nel 1966, mi sono laureato a Londra in economia applicata presso la University of East London nel luglio 1991, per poi conseguire un Master of Science nella stessa disciplina al Queen Mary and Westfield College nell'agosto 1992. La mia passione per l'analisi tecnica è nata nel 1992, e nel maggio 1993 ho ottenuto il diploma in Technical Analysis rilasciato dalla Society of Technical Analysis (STA). Ho insegnato nei dipartimenti di econometria all'Università Bicocca e all'Università Cattolica.