Banche di nuovo sotto pressione in Europa mentre le vendite colpiscono i titoli di Stato

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
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L’Euro Stoxx Banks cede il 2,07% e anche a Piazza Affari il credito arretra

Banche di nuovo sotto pressione in Europa mentre le vendite colpiscono i titoli di Stato
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Banche di nuovo sotto pressione in Italia e in Europa in questo nuovo avvio di ottava borsistica all’insegna dell’incertezza.

Il copione rischia di essere quello dell’ultima settimana, quando il mercato del debito sovrano europeo ha subito forti vendite e il comparto del credito europeo si è incaricato di veicolare il clima di avversione al rischio sul sovereign sui listini azionari.

Vendite diffuse sulle banche europee

La scorsa settimana le maggiori banche statunitensi hanno mostrato risultati solidi, ma contrastanti. Gli analisti della francese J. SAFRA SARASIN hanno posto l’accento sulla solidità del margine d’interesse e sugli utili per azione in crescita superiore alle attese, ma in calo sul trimestre precedente.

In Europa in queste ore l’Euro Stoxx Banks cede l’2,07% e torna a 285 punti, a un soffio dai 283 dei massimi di febbraio, un supporto statico particolarmente rilevante.

Le prime due banche del paniere sono le spagnole Santander (-1,76%), che non approfitta dei passi avanti sull’infrastruttura AI compiuti con le tecnologie Nvidia, e il BBVA (-2,33%): entrambe presenteranno i dati del terzo trimestre il prossimo 29 ottobre.

In calo anche gli istituti di credito italiani

In questo contesto non sorprendono quindi le vendite anche sull’italiana Unicredit che cede il 2,51%

Il titolo della banca di Piazza Gae Aulenti aveva registrato una buona seduta alla fine della scorsa settimana dopo il via libera della BCE su Commerzbank, ora si lavora al consolidamento delle quote e ai prossimi passaggi.
Secondo il quotidiano MF, Unicredit valuterebbe un trasferimento significativo del rischio (srt) collegato a mutui tedeschi di famiglie per circa 1 miliardo di euro, stesso ammontare e modello di operazione per crediti verso PMI ceche, ma se si guarda il grafico dei prezzi della banca si nota una fase di correzione rilevante parallela a quella generale del comparto bancario, ma con livelli già ampiamente al di sotto dei top dello scorso marzo.

Va però ricordato che il rally di Unicredit degli ultimi anni è uno dei più rilevanti in assoluto e, come anticipato, i movimenti bancari al ribasso delle ultime sedute sono abbastanza coordinati.

Il Ftse Italia Banche segna un pesante ribasso del 2,18% in queste ore e ha appena violato i massimi di febbraio.
Le pressioni ribassiste sembrano abbastanza indiscriminate: Intesa perde il 2,07%, Bper il 2,08%, Banco BPM il 2,68% e Banca MPS -1,75%
Anche la Fondazione MPS valuta per la riunione del 23 ottobre l’adesione all’opas lanciata da Intesa sulla banca senese, quote minimali (intorno allo 0,2%), ma fortemente simboliche.
Pure il fondo Goldstan Capital, che ha qualcosa di più dell’1% di MPS, ha annunciato il via libera al conferimento all’opas: la scadenza chiave è sempre l’assemblea del 29 ottobre di MPS che dovrebbe bocciare le proposte dell’attuale management per soddisfare le richieste di Intesa.

Anche l’Antitrust ha autorizzato il controllo esclusivo di fatto di Bper da parte di Unipol (-2,06%) e le vendite oggi non risparmiano Generali (-2,06%).

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Tensioni parallele sui titoli di Stato

Inevitabile notare la crescita della narrazione sul legame tra i titoli di Stato e i grandi detentori (banche e assicurazioni), nonostante le diverse analisi di segno opposto emerse anche da parte dei regolatori.
Anche oggi le pressioni in vendita colpiscono i maggiori titoli del debito pubblico europeo e rialzano i rendimenti.

L’OAT francese segna un rendimento in crescita di ben 11 punti base al 4,90%: i video delle proteste e della rivolta hanno fatto il giro del mondo nel week end, il ministro dell’Interno Laurent Nunez ha ammesso di aver perso il controllo in alcune città e ha avanzato le proprie dimissioni, respinte dal presidente Emmanuel Macron. Cresce il timore di una nuova crisi politica che complichi il già accidentatissimo percorso di taglio della spesa pubblica e riduzione del deficit.

In Italia giova poco la decisione venerdì di MorningStar DBRS di confermare il rating A (low) con trend stabile: l’agenzia sottolinea la resistenza della nostra economia, nonostante il quadro generale sfidante e il leggero peggioramento atteso dal governo nel 2027 e nel 2028. In queste ore il rendimento del BTP segna un rialzo di 9 punti base al 4,56% Lo spread sul Bund è a 112 punti base.
Anche in Italia le proteste nel weekend hanno accresciuto le tensioni, anche se il quadro è molto diverso da quello francese e oggi parte il collocamento dei nuovi BTP Valore e BTP Valore Insieme.

Comunque sia anche oggi le vendite su titoli di Stato e banche prevalgono e, se anche è nella natura del credito un carattere prociclico capace di amplificare le oscillazioni del mercato, è difficile trascurare una pressione parallela su entrambi i fronti.

In tutta Europa prevalgono oggi le vendite su entrambi i settori, basti notare anche i cali di BNP Paribas (-2,4%), ING (-1,46%) e Deutsche Bank (-1,66%).

 

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Giovanni Digiacomo
Giovanni Digiacomo

Giornalista professionista con oltre venti anni di esperienza in ambito economico e finanziario. Supporta il notiziario economico-finanziario di FTA Online News con lanci, commenti, approfondimenti, analisi e interviste sui principali mercati e le più importanti asset class. Ha seguito per il sito di Borsa Italiana tematiche finanziarie come la crisi del debito sovrano europeo e la diffusione delle criptovalute. Si occupa di sostenibilità e innovazione per il Quinto Ampliamento e per il Journal di Message Group.