Anticipazioni Lo Stato delle Cose del 19 ottobre: lo scoop su David Rossi, il caso Garlasco e tanto altro

di Luca Mastinu pubblicato:
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Massimo Giletti sgancia la bomba su David Rossi, ma viene minacciato di querela: cosa succederà questa sera a Lo Stato delle Cose

Anticipazioni Lo Stato delle Cose del 19 ottobre: lo scoop su David Rossi, il caso Garlasco e tanto altro

Lunedì 19 ottobre ritorna in prima serata su Rai 3 Lo Stato delle Cose. In un'anticipazione pubblicata domenica 18, il conduttore Massimo Giletti ha annunciato clamorose novità sulla morte di David Rossi. La Commissione Parlamentare d'Inchiesta avrebbe il nome del presunto mandante dell'omicidio. In scaletta ci sarà anche il caso Garlasco, con le cinque consulenze depositate dalla difesa di Andrea Sempio che potrebbero smontare l'impianto accusatorio. Infine, la malasanità in Sicilia e le presunte infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici a Palermo.

Il mandante della morte di David Rossi

L'annuncio di Massimo Giletti

Come anticipato, domenica 18 ottobre Massimo Giletti, " class="link">in un video pubblicato sui social, ha annunciato che oggi, lunedì 19 ottobre, il presidente della Commissione d'Inchiesta sulla morte di David Rossi, Gianluca Vinci, annuncerà da Palazzo San Macuto il nome del possibile mandante della morte del responsabile della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena durante una conferenza stampa. Nel video, Giletti ha fatto nome e cognome del diretto interessato.

La replica

La replica del diretto interessato non si è fatta attendere. Raggiunto al telefono dal Tg1, ha riferito: "È una follia e una calunnia, non smentisco niente. È una calunnia e una follia", e ha aggiunto: "Agirò giudizialmente nei confronti di chi l'ha pronunciata e di chi oserà ripeterla".

Lo stesso, ha riferito al Tg1 di non essere mai stato convocato né ascoltato dalla Commissione, e ha continuato: "Non ho intenzione di entrare nel merito di una follia e di una calunnia. Io denuncio la calunnia e querelo per diffamazione".

La morte di David Rossi, i fatti

I fatti risalgono al 6 marzo 2013. David Rossi, capo della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena - allora colpito dal noto scandalo finanziario - morì dopo essere precipitato dalla finestra del suo studio al terzo piano della sede dell'istituto di credito. La sua morte fu ripresa da una videocamera di sorveglianza, che lo inquadrò mentre rovinava al suolo e rimaneva a terra agonizzante per venti interminabili minuti.

Dall'ipotesi del suicidio alla pista dell'omicidio: le due commissioni e le tre inchieste

Le prime due inchieste della Procura di Siena furono archiviate come suicidio: Rossi si sarebbe tolto la vita perché temeva di finire nei guai nell'inchiesta sul Monte dei Paschi, o di essere incastrato nella vicenda. Nel 2021 fu istituita una prima Commissione Bicamerale d'Inchiesta, presieduta Pierantonio Zanettin (Fratelli d'Italia), ma le cose cambiarono nel 2025, quando una seconda Commissione, stavolta monocamerale, presieduta da Gianluca Vinci (sempre di Fratelli d'Italia) accolse una relazione che escludeva l'ipotesi del suicidio.

La svolta è arrivata nel 2026, quando una perizia del Ris ha stabilito che David Rossi fu tenuto sospeso dalla finestra a scopo intimidatorio per poi essere lasciato precipitare. In più, è stato stabilito che il capo della comunicazione fu aggredito nel suo ufficio da almeno due uomini, come testimoniano le lesioni riscontrate sul volto durante l'autopsia. Al lavoro della Commissione di Vinci, quindi, si è unito quello della Procura di Siena, che ha aperto un nuovo fascicolo con l'ipotesi di omicidio. I lavori della Commissione e degli inquirenti sono tuttora in corso. Tutti i resonconti delle audizioni della Commissione sono disponibili e consultabili sul sito istituzionale della Camera dei Deputati.

A Lo Stato delle Cose il caso Garlasco

Le cinque consulenze della difesa di Andrea Sempio

Giovedì 15 ottobre la difesa di Andrea Sempio, rappresentata da Angela Taccia e Liborio Cataliotti, ha depositato le cinque consulenze formulate nel corso degli incontri con il pool difensivo a Roma. Secondo i legali, i documenti conterrebbero tutti i dati che potrebbero smontare l'impianto accusatorio dei pm di Pavia.

L'impronta a pallini

Uno dei punti trattati nelle consulenze riguarda l'impronta a pallini isolata sulla scena del delitto di Garlasco. Nella relazione, come riporta Adnkronos e come siamo in grado di verificare, si legge che "sono state individuate complessivamente 25 tracce (o gruppi di tracce) riconducibili a un'unica tipologia di suola con disegno a 'tasselli ovali/circolari' (o a 'pallini')", e inoltre: "L'acquisizione tridimensionale dei campioni e la sovrapposizione digitale con la 'traccia 6' (sul pavimento del bagno, ndr) e con il modello prototipato in scala hanno permesso di verificare che l'impronta della scena del crimine presenta una maggiore corrispondenza dimensionale con la taglia 40 piuttosto che con la taglia 42". Dati, questi, che scagionerebbero sia Andrea Sempio che Alberto Stasi, che indossano rispettivamente la taglia 44 e la taglia 42.

L'attesa, ora, è tutta sulla decisione sull'eventuale rinvio a giudizio di Andrea Sempio, che recentemente ha affidato a Quarto Grado il suo sfogo sulla vicenda: "Non vivo più", ha detto.

Le altre anticipazioni: le infiltrazioni mafiose nelle imprese di pulizia in Sicilia

Nel frattempo, sono in corso le indagini sulle presunte infiltrazioni mafiose tra le imprese di pulizia impegnate negli ospedali di Palermo. Secondo le ultime novità scoperte dagli inquirenti, al tribunale civile di Palermo, la multinazionale delle pulizie Dussmann impiegherebbe diversi parenti del boss Salvo Genova: la nipote Rosalia, i pronipoti Francesco e Gaspare (quest'ultimo filmato con lo zio mafioso) e un altro nipote, Antonino, ex manager della ditta poi assolto dall'accusa di mafia.

Vicende analoghe emergono all'ospedale Cervello con la ditta Rekeep, subentrata proprio a Dussmann, che conta tra i dipendenti la figlia e il genero del boss, oltre al capomafia Fausto Seidita. L'inchiesta evidenzia una diffusa parentopoli utilizzata per sostenere il welfare delle famiglie dei detenuti.

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Informazioni sull'autore:

Luca Mastinu
Luca Mastinu

Respira, vive e muore di cronaca nera. Nel 2016 scopre il fact-checking e si innamora dell'informazione. Nel 2018 si tuffa nel giornalismo musicale con Optimagazine, dal 2021 si occupa di cronaca su Virgilio Notizie. Dal 2026 collabora con FTA con i quotidiani approfondimenti sulla nera. Podcaster, racconta il true crime con Stoner. Divora libri di inchiesta. Classe 1983, caffeinomane sardo con disturbi d'ansia.