De’ Longhi accelera dopo il deal sul Professional: superata la resistenza a 43,40 euro

di FTA Online News pubblicato:
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Positivi gli analisti grazie alla maggiore esposizione a un'area a maggiore redditività. Superate sul grafico resistenze significative

De’ Longhi accelera dopo il deal sul Professional: superata la resistenza a 43,40 euro

De’ Longhi termina la seduta di venerdì a 43,68 euro, in rialzo del 4,40%, dopo avere oscillato tra 41,90 e 44,22 euro.

Il mercato ha accolto favorevolmente l’acquisizione di un ulteriore 26% del business professionale, operazione che porta la partecipazione del gruppo dal 61,5% all’88%.
La mossa era stata anticipata più volte dal management, ma viene comunque considerata positivamente dagli analisti perché consente di utilizzare parte della liquidità per aumentare l’esposizione verso l’area a maggiore crescita e redditività.

Il business professionale diventa sempre più importante

La divisione Professional comprende attività caratterizzate da prospettive di crescita superiori rispetto al mercato tradizionale degli elettrodomestici. Secondo le stime di Equita Sim, entro il 2027 potrebbe arrivare a rappresentare quasi il 30% dell’utile complessivo del gruppo.

Gli azionisti storici e il management della divisione hanno mantenuto una partecipazione del 12%, accompagnata da opzioni di uscita esercitabili nel 2028 o nel 2029. La scelta può essere interpretata come un segnale di fiducia nelle ulteriori opportunità di sviluppo del business.

L’operazione presenta tre vantaggi principali:

- aumenta l’esposizione di De’ Longhi verso l’attività con le migliori prospettive;

- impiega parte della cassa disponibile in un asset già conosciuto e integrato;

- lascia aperte eventuali opzioni strategiche future, tra cui uno spin-off o una quotazione autonoma della divisione.

Equita stima un miglioramento dell’utile a elevata singola cifra

Equita Sim ha confermato la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 45 euro. Gli analisti ritengono che la valutazione pagata sia favorevole e stimano che l’acquisizione possa determinare, a parità delle altre condizioni, un incremento dell’utile per azione 2027 nell’ordine di una percentuale a elevata singola cifra.

Il target di Equita risulta ormai vicino alle quotazioni raggiunte venerdì. La valutazione positiva riguarda quindi soprattutto la qualità industriale dell’operazione e il miglioramento prospettico degli utili, più che un ampio potenziale immediato rispetto al prezzo corrente.

Intesa Sanpaolo vede un aumento dell’EPS del 9%

Anche Intesa Sanpaolo ha confermato il giudizio buy, con un target price di 51 euro.

Secondo gli analisti, l’operazione potrebbe aumentare l’utile per azione 2027 di circa il 9%, migliorando contemporaneamente l’allocazione del capitale e rendendo più evidente il valore della divisione Professional. Rispetto alla chiusura di venerdì, il prezzo obiettivo di Intesa individua un potenziale teorico vicino al 17%.

Banca Akros alza il target a 54 euro

Banca Akros ha aumentato il prezzo obiettivo da 50 a 54 euro, confermando la raccomandazione buy. Gli analisti si aspettano che il terzo trimestre abbia mostrato una nuova performance positiva, sostenuta ancora una volta dal business professionale.

Per questa divisione viene stimata una crescita dei ricavi vicina al 14%, sensibilmente superiore a quella attesa per le attività più tradizionali del gruppo.

Il target a 54 euro è il più elevato tra quelli indicati e incorpora un potenziale teorico superiore al 23% rispetto alla chiusura di venerdì.

Più prudente Mediobanca Research, che ha comunque rivisto il prezzo obiettivo da 37 a 40 euro, mantenendo il rating neutral. In questo caso la valutazione resta inferiore alle quotazioni correnti, segnalando come una parte dei benefici dell’operazione possa essere già incorporata nel prezzo.

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Analisi tecnica: rotti contemporaneamente due canali rialzisti

Il rialzo di venerdì assume un significato particolare dal punto di vista grafico.

De’ Longhi ha superato in una sola seduta la parte superiore di due distinti canali rialzisti di lungo periodo, convergenti proprio nell’area 43,30-43,40 euro.

Il primo canale accompagna il movimento crescente sviluppato dai minimi dell’autunno 2022.

Il secondo, più inclinato, descrive l’accelerazione partita dai minimi della primavera 2025.

La coincidenza delle due trendline rende la resistenza particolarmente significativa. Il massimo a 44,22 euro dimostra che il titolo è riuscito a spingersi con decisione oltre entrambe, mentre la chiusura a 43,68 è rimasta sopra la zona di breakout. La rottura dovrà tuttavia essere confermata nelle prossime sedute.

Dopo un’accelerazione così rapida non si può escludere un ritorno verso 43,30-43,40 euro, che rappresenterebbe un normale pullback sulle trendline appena superate. Se questa fascia riuscisse a trasformarsi in supporto, il segnale rialzista ne uscirebbe rafforzato.

Gli obiettivi oltre 43,40 euro

La conferma del breakout potrebbe aprire una nuova fase di accelerazione, anche perché al di sopra dei massimi di venerdì rimangono pochi riferimenti grafici ravvicinati.

I primi obiettivi possono essere individuati a:

- 44,20-44,30 euro, massimo della seduta e prima verifica immediata;

- 45-46 euro, prima area obiettivo dopo il breakout;

- 48 euro, possibile livello intermedio;

- 50-51 euro, obiettivo successivo e area vicina al target di Intesa Sanpaolo;

- 54 euro, scenario più ambizioso, coincidente con il nuovo target di Banca Akros.

Il superamento di due canali non implica automaticamente il raggiungimento di questi livelli, ma segnala che il ritmo del rialzo potrebbe diventare più rapido rispetto a quello osservato negli ultimi mesi.

I supporti da difendere

Il primo sostegno coincide ora con la vecchia resistenza a 43,30-43,40 euro.

Una temporanea discesa verso questa fascia non comprometterebbe il quadro, purché seguita da una reazione.

Sotto tale livello diventerebbero importanti:

- 41,90-42 euro, minimo della seduta e prima area di contenimento;

- 41-41,30 euro, zona dei precedenti massimi;

- 39,50-40 euro, base dell’ultima accelerazione.

Un ritorno stabile sotto 41 euro ridimensionerebbe il significato della rottura e farebbe aumentare il rischio di un falso breakout. La perdita di area 39,50-40 comprometterebbe invece la struttura rialzista di breve periodo.

Un breakout da confermare, ma dal potenziale rilevante

Il rialzo di De’ Longhi non deriva soltanto dall’aumento dei target price.

L’operazione sulla divisione Professional modifica concretamente la composizione futura degli utili del gruppo, aumentando il peso dell’attività caratterizzata dalle migliori prospettive.

La reazione tecnica è stata altrettanto significativa: il titolo ha superato contemporaneamente due resistenze dinamiche di lungo periodo.
La conferma sopra 43,30-43,40 euro potrebbe quindi aprire spazi di crescita considerevoli.

Prima sarà però necessario consolidare il breakout e superare il massimo di venerdì a 44,22 euro.

Solo allora il mercato potrà puntare con maggiore convinzione verso 46 euro e successivamente verso l’area 50-51 euro.

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