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Enel in rosso: rumor su possibili cessioni. Ecco dove

di Edoardo Lopezpubblicato:

Enel sarebbe pronta a tirarsi fuori da due aree geografiche considerate "non core". I dettagli e la view degli analisti.

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La nuova settimana è partita con il piede sbagliato per Enel che nelle battute iniziali ha anche provato a salire, salvo tornare subito sui suoi passi.

Enel in rosso dopo il rally di venerdì

Non più tardi di venerdì scorso il titolo ha messo a segno un rally di oltre tre punti percentuali, ma oggi ha mostrato sin dai primi scambi un'incertezza che ha trovato conferma poco dopo.

Negli ultimi minuti Enel si presenta a 5,088 euro, a poca distanza dai minimi intraday, con un calo dell'1,34% e oltre 5,6 milioni di azioni trattate fino a ora, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 26 milioni.

Enel non aiutato dal rialzo dei tassi BTP

Il titolo risente della negativa intonazione del Ftse Mib e del settore utility, per nulla aiutato dall'andamento del mercato obbligazionario.

Lo Spread BTP-Bund torna ad allargarsi e sale dell'1,95% a 190,53 punti base ed è negativo anche il bilancio per i BTP che vedono un ritorno delle vendite, con seguente rialzo del rendimento a 10 anni che sale al 3,938%, con un incremento dell'1,43%.

Enel: rumor su possibili cessioni

Enel intanto finisce sotto la lente sulla scia delle indicazioni circolate sulla stampa già venerdì scorso. I quotidiani riportano articoli sulle possibili cessioni che il colosso elettrico potrebbe mettere in campo nel nuovo piano strategico, per il contenimento dell’indebitamento.

Diverse le ipotesi circolate che tra l’altro, come evidenziato da Equita SIM, non una novità poichè gli asset sono già stati indicati più volte come "non core" da Enel nel corso dei mesi passati e in occasione del precedente piano strategico.

Un'ipotesi riguarda la possibile uscita del gruppo dal Perù, che nel 2021 ha realizzato un Ebitda di 450 milioni di euro, con un rialzo del 32% nei primi 9 mesi del 2022.

In Perù Enel ha il 21% di market share nella generazione ed il 26% nei networks e l’ipotesi circolata è una valutazione di 5 miliardi di dollari, che implicherebbe circa 8,4 volte il multiplo enterprise value/Ebitda sul 2022.

La seconda cessione riguarda la Romania che nel 2021 ha realizzato un Ebitda di 153 milioni di euro, con una perdita di 72 milioni nel primo semestre del 2022 a causa degli interventi regolatori, che consta principalmente delle attività di distribuzione e di alcuni asset rinnovabili.

Il Sole 24 Ore riporta una possibile valutazione dell’assets di 1,3 miliardi di dollari, con possibile interessamento da parte dell'utility greca PPC.

Equita commenta le indiscrezioni su Enel

Secondo gli analisti di Equita SIM, le cessioni di cui parla la stampa rappresentano un'accelerazione nel programma di disinvestimento da queste aree, dalle quali Enel aveva già manifestato intenzione di uscire poichè considerate non core.

Si tratta inoltre di aree a basso potenziale di sviluppo per il quale, il disinvestimento è finalizzato sia alla riduzione del debito, sia al reinvestimento in aree a maggiore potenziale di sviluppo.

Nessuna modifica intanto al giudizio su Enel che per Equita SIM merita una raccomandazione "buy", con un prezzo obiettivo a 6,6 euro.

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