Enel, il nuovo piano spinge l'azione al rialzo

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
5 min

Il gruppo indica una crescita dei dividendi e dell'utile per azione del 6% l'anno e investimenti in crescita di 10 miliardi sul piano precedente. Non fa paura il nuovo Decreto Energia

Enel, il nuovo piano spinge l'azione al rialzo

Scatta Enel a Piazza Affari con il nuovo piano industriale e recupera il terreno perduto nelle ultime sedute con le incertezze sugli impatti del nuovo Decreto Energia del governo italiano.
L’azione del colosso energetico italiano segna nel primo pomeriggio un rally del 6,52% a 9,674 euro e si riporta sulla chiusura di giovedì 12 febbraio. Dopo i dati preliminari 2025 annunciati a inizio mese, il gruppo oggi alza ancora l’asticella e soprattutto rassicura il mercato con obiettivi ancora ambiziosi sul fronte della remunerazione degli azionisti e degli investimenti.

Dopo i 15 miliardi di euro distribuiti agli azionisti tra dividendi e buyback nel periodo tra 2022 e 2025, Enel intende insomma restare un punto di riferimento per gli azionisti di lungo periodo.

Enel, utile per azione e dividendi attesi in crescita del 6% l’anno

Enel punta ad accrescere l’utile per azione (EPS) dagli € 0,69 previsti a fine 2025 al range tra € 0,80 ed € 0,82 nel 2028: nel midpoint significa una crescita media del 6% circa l’anno. Per il 2026 è atteso un eps tra € 0,72 ed € 0,74, quindi è probabile che venga battuto il consensus degli analisti raccolto da S&P Market Intelligence a € 0,72.

A corollario di queste prospettive confermate in crescita giunge la proposta di un dividendo da € 0,49 per la prossima assemblea. Il management adesso afferma che, sulla scorta della crescita attesa dell’utile per azione, anche il dividendo per azione è previsto in crescita media annuale (CAGR) del 6% nel periodo tra il 2025 e il 2028. È questo uno dei punti angolari del nuovo piano e viene affiancato dalla redistribuzione di valore agli azionisti tramite l’acquisto di titoli propri.

Così, nell'ambito del buyback da 3,5 miliardi di euro (o massimi 500 milioni di azioni proprie) approvato lo scorso maggio, oggi Enel si presenta al Capital Markets Day 2026 con la proposta di buyback da 1 miliardo di euro (150 milioni di azioni) entro il prossimo 31 luglio 2026, pari all’1,48% del capitale dell’azienda.
Acquisti che si aggiungono al miliardo di euro investito in titoli propri tra l'agosto e il dicembre 2025.
Giova in questo contesto ricordare che Enel ha posto una policy che prevede la distribuzione ai soci di circa il 70% dell’utile netto ordinario del gruppo (payout).

Ad alimentare questi obiettivi di redditività contribuisce l’ambizione a una forte generazione di cassa: Enel si aspetta nel triennio un EBITDA cumulato a 74 miliardi di euro per oltre il 90% derivante da attività contrattualizzate e regolate, quindi prevedibili nonostante l’incertezza di questi tempi. Questo dovrebbe garantire flussi di cassa operativi cumulati tra 47 e 49 miliardi di euro (al netto dell’impatto del Decreto Energia in Italia nella parte alta del range). 

Enel, importanti conferme anche sul fronte degli investimenti

In un contesto per molti versi sempre più incerto, tra dazi, politiche energetiche, tensioni commerciali e geopolitiche, Enel sembra intenta invece a fabbricare certezze, anche sul fronte degli investimenti.

Se il Decreto Energia in Italia ha messo in forse i piani di investimento di molti player nazionali, nel triennio 2026-2028 la società guidata dall’ad Flavio Cattaneo intende mettere in campo risorse per 53 miliardi di euro: ben 10 miliardi in più del piano precedente spazzano via buona parte dei dubbi sull’impatto del nuovo decreto e dell’innalzamento dell’Irap dal 3,9 al 5,9% per le società dell’energia.

Gli investimenti saranno divisi equamente tra Business integrato e Reti. Molte delle sfide elencante dall’Enel si ritrovano su diverse geografie e settori e richiamano i temi caldi dell’oggi per l’energia e non solo. Ci sono ben 20 miliardi di euro destinati alle rinnovabili con 15 GW di nuova capacità rinnovabile sia su aree nuove che riconvertite (greenfield e brownfield) e oltre 14 miliardi di euro destinati alle reti in Italia.

Enel intende cogliere le opportunità del presente, dalla crescita della domanda di energia per data center e intelligenza artificiale, alla robotica, all’automazione, all’elettrificazione dei trasporti.

Oggi la società rivendica un “significativo vantaggio competitivo” sui mercati più strategici per questi trend grazie alla dotazione di un portafoglio integrato storico e prospettivo proprio in quelle aree. È il caso dell’Europa (principalmente Italia e penisola iberica) dove Enel intende investire circa la metà dei capex destinati alle rinnovabili.

È il caso degli Stati Uniti, dove il gruppo punta su contratti di lungo periodo, i famosi PPA (Power Purchase Agreements). Sono le aree del business integrato in cui Enel intende balzare in 3 anni da 68 a 80 GW di capacità installata, un aspetto importante è che Enel intende dedicare la nuova capacità per il 75% a eolico e tecnologie programmabili (come i BESS). Altra novità in linea con l’evoluzione del mercato sarà l’accelerazione sulle offerte ‘bundled’ ai clienti, sia retail che business, ossia con l’offerta di servizi aggiuntivi a elettricità e gas come le telecomunicazioni o altro.

Azioni importanti sono previste anche nel settore Reti, che assorbirà metà degli investimenti totali, e farà leva su una crescita dei ricavi regolati: la RAB (Regulated Asset Base) dovrebbe passare da 47 a 58 miliardi di euro in un triennio.

Enel, la finanza

Difendere la competitività con gli investimenti salvaguardando la redditività non sarà semplice neanche per Enel. Il gruppo conferma però l’attenzione per la disciplina fiscale e la volontà di difendere un profilo rischio/rendimento bilanciato.

A fine 2025 Enel mostrava un debito finanziario netto da 57,2 miliardi di euro e un ebitda ordinario da 22,9 miliardo, con una leva finanziaria (PFN/Ebitda ordinario) di 2,5x circa quindi. A fine 2028 la società prevede di accrescere il leverage a 3x (con dei margini di flessibilità), ma questo dovrebbe comunque porre i ratio al di sotto della media della concorrenza valutata a 3,5x.

Faranno parte della strategia le opportunità del brownfield o l’ulteriore taglio dei costi da 700 milioni di euro entro il 2028 dopo le efficienze da 1 miliardo di euro raggiunte tra il 2022 e il 2025.

Molto verrà anche dall’AI che, anche grazie alle applicazione al 100% in cloud, alla digitalizzazione dei processi e del marketing, dovrebbe garantire nuovi importanti risparmi.

Comments

Loading comments...