Eni in flessione col Brent: pesa l'incognita Kazakistan, ma l'Egitto rilancia la crescita

di FTA Online News pubblicato:
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Report societario e grafico: Descalzi incontra al-Sisi mentre gli analisti confermano la fiducia con stime record

Eni in flessione col Brent: pesa l'incognita Kazakistan, ma l'Egitto rilancia la crescita

Eni in calo di poco più di 1 punto percentuale nella seduta di ieri con la flessione del prezzo del petrolio. Il future sul Brent scende sui minimi da inizio settimana scorsa toccando quota 85,8.

Da segnalare anche che il Kazakistan si attende di perdere 3,5 milioni di tonnellate di petrolio nel 2026 rispetto ai 98 milioni previsti in precedenza a causa dei danni agli impianti del Caspian Pipeline Consortium causati dai droni ucraini. Eni è attiva in Kazakistan nei grandi giacimenti di gas e petrolio di Karachaganak e Kashagan.

Intanto l'a.d. di Eni, Claudio Descalzi, ha incontrato il presidente dell'Egitto, Abdel Fattah al-Sisi, per discutere della solida partnership tra Eni ed Egitto e delle prossime nuove iniziative della società. Eni è il principale produttore di petrolio e gas in Egitto che crea valore per il settore energetico e favorisce l'incremento della produzione di gas.

Lo scorso aprile ha scoperto un importante giacimento di gas (Denise West nella concessione di Temsah), con circa 56,6 miliardi di metri cubi di gas e 130 milioni di barili di condensati in posto.

Per quanto concerne le raccomandazioni degli analisti da segnalare che di recente Berenberg ha confermato la raccomandazione hold sul titolo incrementando il prezzo obiettivo da 22,00 a 25,50 euro.

Anche Banca Akros ha confermato il giudizio Buy con target price a 26 euro, sottolineando come i risultati del secondo trimestre siano stati forti e superiori sia alle proprie stime sia al consensus (Ricavi in aumento del 30% e Utile netto rettificato in crescita del 106%).

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Eni, i livelli di prezzo da monitorare

Graficamente il titolo sta ripiegando dopo essere salito la scorsa settimana fino a 24,645 euro, circostanza che aveva avvicinato i prezzi ai massimi di aprile in area 25,00, importante scoglio nello scenario di medio lungo periodo del titolo.

Il gap up lasciato aperto a fine luglio a 22,47 euro potrebbe essere coperto prima che i corsi tornino a premere sull'acceleratore, per quanto nel breve il titolo possa trovare supporto sulla media esponenziale a 50 sedute ora a 22,90 circa.

Sotto tale riferimento target in area 22,50, mentre sarebbe la violazione del sostegno successivo a 22,20 euro a rappresentare un segnale di debolezza più forte per Eni. Primo obiettivo in tal caso a 21,70, poi a 20,70 e 19,90 circa.

Il superamento di area 25,00 invece proietterebbe obiettivi sui top del 2008 in area 27,40.