ETF monetari: rendimenti in calo, ma è solo illusione ottica?
pubblicato:ETF monetari: i rendimenti sembrano scendere, ma è davvero il momento di guardare altrove?

Il grafico può trarre in inganno
A prima vista sembrerebbe che gli ETF monetari stiano diventando meno interessanti. Il rendimento annualizzato calcolato sulle ultime 252 sedute mostra infatti una progressiva discesa, passando da valori superiori al 3,5% fino a circa il 2%.
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In realtà il grafico racconta soprattutto il passato.
L'indicatore utilizza una finestra mobile di un anno e incorpora ancora molti mesi nei quali i tassi BCE erano decisamente più bassi rispetto ai livelli attuali.
Per questo motivo il rendimento storico continua a diminuire anche se oggi la remunerazione corrente è superiore rispetto a quella osservata dodici mesi fa.
La BCE ha appena invertito la rotta
Lo scenario macroeconomico è profondamente diverso rispetto a quello vissuto fino a pochi mesi fa.
L'impennata dei prezzi energetici provocata dal conflitto in Medio Oriente ha spinto la BCE ad aumentare i tassi per la prima volta in quasi tre anni, portando il tasso sui depositi al 2,25%.
Inoltre, Francoforte continua a mantenere un orientamento restrittivo e diversi membri del Consiglio direttivo ritengono possibili ulteriori rialzi nei prossimi mesi qualora l'inflazione dovesse rimanere elevata.
Anche se gli ultimi dati sull'inflazione di Germania, Francia e Italia sono risultati inferiori alle attese, la BCE continua infatti a ritenere necessario mantenere alta l'attenzione sul rischio di effetti di secondo impatto.
Gli ETF monetari continueranno ad adeguarsi
L'ETF monetario non aggiorna il rendimento istantaneamente.
Ogni giorno incassa gli interessi ai nuovi tassi di mercato e li incorpora gradualmente nel valore della quota.
Di conseguenza, se i tassi ufficiali dovessero rimanere elevati o aumentare ancora, anche il rendimento corrente degli ETF monetari tenderà progressivamente a salire, mentre il rendimento storico a 12 mesi recupererà solo con il passare del tempo.
In altre parole, il calo mostrato dal grafico non rappresenta necessariamente il rendimento che un investitore può attendersi nei prossimi mesi.
Quali alternative agli ETF monetari?
Gli ETF monetari restano probabilmente la soluzione migliore per chi vuole mantenere la liquidità disponibile con un rischio molto contenuto.
Tuttavia, in un contesto di tassi BCE elevati e destinati probabilmente a salire ancora, vale la pena valutare anche altre opzioni in funzione dell'orizzonte temporale.
Per chi ha un orizzonte di 6-12 mesi, i BOT o gli ETF governativi con scadenze comprese tra 0 e 1 anno possono offrire rendimenti leggermente superiori rispetto agli ETF monetari, a fronte di una volatilità ancora molto contenuta.
Per chi può investire da uno a tre anni, diventano interessanti gli ETF obbligazionari governativi a breve durata (1-3 anni) oppure gli ETF corporate investment grade a breve scadenza.
Se la BCE dovesse interrompere il ciclo restrittivo nei prossimi trimestri, questi strumenti potrebbero beneficiare sia della cedola sia di un apprezzamento del prezzo delle obbligazioni.
Per chi guarda oltre i tre anni, il ragionamento cambia completamente. In questo caso mantenere tutta la liquidità su strumenti monetari rischia di tradursi in un costo opportunità.
Una graduale esposizione verso ETF azionari globali, magari attraverso un PAC, oppure verso portafogli bilanciati con una componente obbligazionaria di qualità, offre storicamente prospettive di rendimento decisamente superiori.
Attenzione alla duration
L'errore più frequente è allungare troppo la durata delle obbligazioni solo per inseguire qualche decimo di rendimento in più.
Se la BCE dovesse davvero procedere con ulteriori rialzi dei tassi, come suggeriscono diversi membri del Consiglio direttivo, sarebbero proprio le obbligazioni a lunga scadenza a soffrire maggiormente.
In questa fase appare quindi più prudente privilegiare strumenti con duration breve o media, rinviando un eventuale incremento dell'esposizione ai titoli a lunga scadenza a quando il ciclo dei rialzi sarà realmente concluso.
La scelta dipende dall'obiettivo
Non esiste quindi un'alternativa valida per tutti.
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Liquidità di emergenza: ETF monetari.
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Capitale da utilizzare entro 12 mesi: BOT ed ETF governativi ultra short.
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Orizzonte 1-3 anni: ETF governativi 1-3 anni e corporate investment grade a breve durata.
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Orizzonte superiore ai 3-5 anni: maggiore spazio ad azioni globali ed ETF bilanciati, utilizzando gli ETF monetari solo come componente tattica di liquidità.
La scelta, quindi, non dovrebbe essere guidata esclusivamente dal rendimento corrente, ma soprattutto dall'orizzonte temporale e dal rischio che ciascun investitore è disposto ad assumere.
Conclusioni
Il messaggio è quindi diverso da quello che suggerisce una lettura superficiale del grafico.
Il rendimento storico sta scendendo perché riflette il passato, non perché gli ETF monetari stiano diventando meno redditizi oggi.
Se la BCE dovesse procedere con nuovi rialzi dei tassi, come continua a lasciare intendere, anche la remunerazione corrente di questi strumenti continuerà gradualmente ad aumentare.
Gli ETF monetari, quindi, restano uno degli strumenti più interessanti per parcheggiare la liquidità, in attesa di capire se il ciclo restrittivo della banca centrale europea sia davvero terminato oppure abbia ancora qualche tappa davanti a sé.
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