Euro Stoxx 50 al bivio: doppio minimo possibile a 6.420, ma serve il breakout di 6.517
pubblicato:La tenuta di 6.420-6.425 mantiene viva l’ipotesi rialzista, ma solo sopra 6.517 scatterebbe il segnale verso 6.626 e 6.726; sotto 6.420 attenzione a EMA50 e SuperTrend in area 6.365-6.375

Euro Stoxx 50 future in calo: il petrolio torna sopra 90 dollari, ma a 6.420 può nascere un doppio minimo
Il future sull’Euro Stoxx 50 apre la nuova settimana in territorio negativo e cede circa lo 0,4% a 6.477 punti, dopo essersi già mosso tra 6.475 e 6.497.
La debolezza delle Borse europee arriva dopo una nuova escalation del conflitto tra Stati Uniti e Iran, che riporta immediatamente in primo piano il rischio energetico proprio mentre i mercati devono fare i conti con un atteggiamento più restrittivo della Federal Reserve.
Sul piano tecnico, tuttavia, la situazione rimane ancora interlocutoria. Venerdì il future ha sviluppato un’inside day, muovendosi interamente all’interno del range della seduta precedente, compreso tra 6.425 e 6.517 punti.
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Ancora più interessante è il minimo di giovedì a 6.425, praticamente coincidente con quello del 20 agosto a 6.420.
Le oscillazioni sviluppate nelle ultime sedute potrebbero quindi iniziare a costruire un potenziale doppio minimo rialzista. Si tratta però, almeno per ora, soltanto di un’ipotesi: il pattern verrebbe completato solamente con il superamento di 6.517 punti, massimo della seduta di giovedì e neckline naturale della configurazione.
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Il petrolio torna sopra 90 dollari e mette sotto pressione l’Europa
Il principale elemento di preoccupazione questa mattina arriva nuovamente dal Medio Oriente. Le forze americane hanno colpito domenica due lanciatori iraniani sull’isola di Larak, nello Stretto di Hormuz, nel primo attacco statunitense noto contro obiettivi iraniani dalla fine di luglio.
Secondo Washington, le forze dei Guardiani della Rivoluzione stavano preparando un’operazione con razzi e mine navali nello Stretto.
Teheran ha risposto lanciando missili balistici contro due basi utilizzate dalle forze americane in Giordania. La Giordania ha riferito di aver intercettato otto missili entrati nel proprio spazio aereo, mentre le prime indicazioni americane non segnalavano conseguenze significative.
La reazione più immediata dei mercati si è vista sul petrolio. Il Brent è tornato intorno ai 90 dollari al barile, mentre il WTI si è riportato verso 85 dollari.
Il problema non è soltanto la ripresa degli attacchi, ma ciò che sta accadendo nello Stretto di Hormuz.
Il numero visibile di navi che trasportano commodity transitate nel fine settimana è sceso a circa cinque al giorno, anche se il dato effettivo potrebbe essere superiore perché alcune imbarcazioni disattivano i sistemi di identificazione.
Prima della guerra, attraverso Hormuz transitava circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio.
A questo si aggiunge la notizia di una petroliera colpita mentre entrava nello Stretto, ulteriore elemento capace di aumentare il premio per il rischio incorporato nelle quotazioni energetiche.
Kharg: attenzione alla notizia non confermata
Merita invece prudenza l'affermazione di Donald Trump secondo cui il principale hub petrolifero iraniano dell'isola di Kharg sarebbe stato distrutto.
Al momento non esistono conferme indipendenti dell'attacco. Il video pubblicato da Trump risulta probabilmente generato artificialmente e l'Iran ha smentito che Kharg sia stato colpito, sostenendo che le operazioni petrolifere continuino regolarmente.
La distinzione è fondamentale per il mercato: un attacco reale a Kharg rappresenterebbe un'escalation enormemente più importante, perché l'isola gestiva circa il 90% delle esportazioni petrolifere iraniane prima dell'inizio della guerra.
Sul fronte economico, inoltre, Washington sembra intenzionata ad aumentare progressivamente la pressione.
Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha dichiarato che gli Stati Uniti potrebbero introdurre nuove sanzioni secondarie contro l'Iran con frequenza settimanale, iniziando dagli istituti bancari coinvolti nei rapporti finanziari con Teheran.
Il problema per l’Europa è ancora una volta l’inflazione
Per l'Euro Stoxx 50 la risalita del petrolio arriva nel momento meno opportuno.
Il messaggio di Kevin Warsh a Jackson Hole ha già spinto il mercato a rivedere al rialzo la probabilità di un aumento dei Fed Funds a settembre.
Adesso il ritorno del Brent sopra 90 dollari riporta contemporaneamente pressione sulle aspettative inflazionistiche europee.
Ed è proprio l'inflazione a dominare il calendario delle prossime 48 ore.
Oggi alle 14:00 arriverà la lettura preliminare dell'inflazione tedesca di agosto. Domani alle 11:00 sarà invece pubblicato il dato preliminare dell'Eurozona, headline e core.
Una sorpresa al rialzo avrebbe quindi una lettura particolarmente delicata: petrolio nuovamente in aumento + inflazione europea resistente potrebbe rafforzare ulteriormente le aspettative di una BCE restrittiva.
La combinazione sarebbe poco favorevole per l'equity europeo perché significherebbe contemporaneamente maggiori costi energetici, rendimenti obbligazionari più elevati e minori margini di manovra per la BCE.
A 6.420-6.425 passa il primo test decisivo
Ed è proprio in questo contesto che il grafico acquista particolare importanza.
L'area 6.420-6.425 è stata testata due volte nell'arco di pochi giorni e ha sempre provocato una reazione.
Finché questa fascia tiene, rimane quindi possibile la costruzione del doppio minimo.
La prima barriera è rappresentata dalla EMA a 10 giorni, oggi intorno a 6.479 punti. Il future sta oscillando praticamente su questa media e deve quindi dimostrare di riuscire a recuperarla stabilmente.
Subito sopra troviamo 6.500-6.517.
È quest'ultima la vera fascia spartiacque.
Una rottura di 6.517 completerebbe il potenziale doppio minimo 6.420-6.425 e fornirebbe un primo segnale concreto che la correzione partita dai massimi di agosto potrebbe essere terminata.
L'ampiezza teorica della figura è di circa 95 punti. Proiettandola sopra la neckline si ottiene un obiettivo nell'area 6.610-6.615, praticamente a ridosso dei recenti massimi.
Il segnale sarebbe quindi tecnicamente interessante.
Sopra 6.517 tornano nel mirino 6.626 e 6.726
Una volta superata 6.517, il future avrebbe spazio inizialmente verso 6.560-6.600, dove si concentrano i massimi di agosto.
Il grafico individua poi 6.626 punti come successivo target tecnico.
Il superamento anche di questa barriera riaprirebbe la strada verso il secondo obiettivo indicato in area 6.726 punti.
La struttura primaria rimane infatti positiva: la EMA50 è crescente e transita intorno a 6.375, il SuperTrend si trova poco più in basso a 6.367, mentre EMA100 ed EMA200 continuano a salire rispettivamente verso 6.230 e 6.032.
Abbiamo quindi ancora un ordinamento delle medie tipicamente rialzista.
Sotto 6.420, invece, il quadro cambia rapidamente
La lettura diventerebbe decisamente diversa se il future violasse 6.420 punti.
In quel caso il doppio minimo verrebbe negato prima ancora di essere completato e aumenterebbe il rischio di una correzione verso 6.365-6.380.
È una zona particolarmente importante perché vi convergono:
EMA50 a circa 6.375 punti e SuperTrend intorno a 6.367.
Si tratta quindi del vero supporto dinamico di medio periodo.
Una discesa sotto 6.360-6.370 rappresenterebbe un deterioramento molto più significativo e potrebbe riportare l'indice verso la EMA100, oggi intorno a 6.230 punti.
La settimana può risolvere la congestione
Il quadro tecnico dell'Euro Stoxx 50 può quindi essere sintetizzato in una fascia relativamente stretta:
6.420 supporto – 6.517 resistenza.
Finché il future rimane al suo interno, il movimento delle ultime sedute può essere considerato una fase di consolidamento dopo la correzione dai massimi.
Sopra 6.517, invece, il potenziale doppio minimo verrebbe completato, con spazio inizialmente verso 6.600-6.626 e successivamente verso 6.726.
Sotto 6.420, il pattern rialzista verrebbe negato e il mercato potrebbe rapidamente dirigersi verso il supporto strategico rappresentato da EMA50 e SuperTrend a 6.365-6.375.
La differenza rispetto alla scorsa settimana è che adesso il catalizzatore per rompere questa fascia esiste. Oggi l'inflazione tedesca, domani quella dell'Eurozona e, sullo sfondo, la nuova escalation nello Stretto di Hormuz possono rapidamente spostare l'equilibrio.
Per il momento, quindi, il doppio minimo è una possibilità, non ancora un segnale operativo: 6.517 è il livello che deve trasformare l'ipotesi in conferma.