BTP e FTSE MIB tentano di stabilizzarsi, ma il quadro resta delicato

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
8 min

I più aggressivi possono valutare ingressi graduali e contenuti, ma BCE, inflazione americana e successiva riunione della Fed potrebbero riaccendere rapidamente la volatilità

BTP e FTSE MIB tentano di stabilizzarsi, ma il quadro resta delicato
Il partner ideale che ti supporta nell'investimento azionario. Analisi quotidiane e approfondimenti su tutti i titoli della Borsa Italiana, sugli ETF/ETN, sui titoli quotati a Wall Street e nelle principali piazze azionarie europee. I livelli operativi suggeriti dal nostro algoritmo. Non perdere l'occasione, ti aspettiamo su www.megatrader.it

Tentativo di stabilizzazione sia sul mercato obbligazionario italiano sia su quello azionario

La settimana si conclude con un tentativo di stabilizzazione sia sul mercato obbligazionario italiano sia su quello azionario. Dopo il forte rialzo dei rendimenti che ha coinvolto non soltanto i BTP, l’ETF a leva 3 sul decennale italiano ha reagito in corrispondenza di un supporto particolarmente importante.

Nello stesso tempo, l’ETF rappresentativo del FTSE MIB ha sostanzialmente rispettato la media mobile esponenziale a 10 settimane.

I due segnali suggeriscono che, almeno nell’immediato, la pressione ribassista si sia attenuata. Non è ancora possibile parlare di una vera inversione, ma il mercato appare in una situazione di equilibrio nella quale i compratori stanno provando a difendere livelli tecnici rilevanti.

La prossima settimana sarà dominata dalla riunione della Banca centrale europea e dai dati americani sui prezzi. La Federal Reserve si riunirà successivamente, il 15 e 16 settembre, e la sua decisione dipenderà in misura significativa proprio dall’evoluzione dell’inflazione.

Il BTP a leva 3 reagisce dai minimi di marzo

Sul grafico settimanale, l’ETF BTP Long 3x ha raggiunto un minimo a 116,05, praticamente coincidente con l’importante base costruita nel marzo scorso.

Da questo livello è partita una reazione che ha riportato i prezzi a 118,29. La candela settimanale resta negativa, ma la presenza di una coda inferiore evidenzia il ritorno degli acquisti dopo il test del supporto.

BTP e FTSE MIB tentano di stabilizzarsi, ma il quadro resta delicato

La zona compresa tra 116 e 118 assume quindi un’importanza decisiva. La sua tenuta permette di interrompere, almeno temporaneamente, la sequenza negativa sviluppatasi dai massimi di giugno e impedisce un ulteriore deterioramento della struttura.

Non si può ancora parlare di inversione rialzista. Per ottenere un segnale più convincente, l’ETF dovrà recuperare innanzitutto area 120 e successivamente superare i massimi delle ultime settimane, collocati indicativamente tra 122,50 e 125.

Un ritorno stabile sopra questa fascia indicherebbe che il mercato sta iniziando a incorporare una discesa dei rendimenti del BTP. Al contrario, una chiusura settimanale sotto 116 annullerebbe la reazione e aprirebbe una nuova fase di debolezza.

Rendimenti in rialzo in tutto il mondo

La discesa dei prezzi obbligazionari non è un fenomeno esclusivamente italiano. Nelle ultime settimane i rendimenti sono aumentati negli Stati Uniti, nell’Eurozona, nel Regno Unito e in Giappone.

Alla base del movimento si trovano diversi fattori:

  • inflazione ancora superiore agli obiettivi;

  • rincaro del petrolio e del gas;

  • aumento dei deficit pubblici;

  • forte crescita delle emissioni governative;

  • riduzione della domanda strutturale per i titoli di Stato;

  • aspettative di politiche monetarie restrittive più a lungo.

Il BTP ha inevitabilmente risentito di questo contesto. La reazione dell’ETF dal supporto non implica quindi che il problema sia risolto: segnala soltanto che, dopo il rapido aumento dei rendimenti, il mercato potrebbe avere bisogno di una fase di consolidamento.

FTSE MIB sostenuto dalla media a 10 settimane

Anche il mercato azionario italiano ha raggiunto un livello tecnico significativo. L’Amundi Italy MIB ESG UCITS ETF ha chiuso la settimana a 53,34 euro, dopo essersi mosso tra 52,82 e 54,21.

BTP e FTSE MIB tentano di stabilizzarsi, ma il quadro resta delicato

La quotazione si trova praticamente sulla media mobile esponenziale a 10 settimane, che negli ultimi mesi ha accompagnato la tendenza rialzista del mercato italiano.

La capacità di difendere questa media è un segnale moderatamente positivo. Nonostante il ribasso della prima settimana di settembre, l’impostazione di medio periodo non è ancora compromessa.

Il mercato ha però perso parte della spinta osservata tra aprile e agosto. Le ultime candele settimanali mostrano una fase di consolidamento dopo il raggiungimento dei massimi in area 55 euro.

Per rafforzare il quadro, l’ETF dovrà recuperare 54-54,20 euro e successivamente superare la barriera compresa tra 54,80 e 55,10 euro. Una rottura confermata dei massimi permetterebbe la ripresa della tendenza rialzista.

Sul lato opposto, la perdita della media a 10 settimane e una chiusura sotto 52,80 euro aumenterebbero il rischio di una correzione verso 51-51,50 euro. La media esponenziale a 50 settimane, ancora crescente in area 48-48,50, rappresenta invece il principale sostegno strutturale di lungo periodo.

Azioni e obbligazioni tornano a muoversi insieme

La contemporanea reazione dell’azionario e del BTP è legata soprattutto al temporaneo allentamento delle pressioni sui rendimenti.

Un calo dei tassi di mercato favorisce i prezzi delle obbligazioni e, nello stesso tempo, sostiene le valutazioni azionarie. Il rapporto non è però sempre lineare.

Se i rendimenti scendessero perché il mercato teme una recessione, le obbligazioni potrebbero continuare a recuperare mentre le azioni tornerebbero sotto pressione.

Nella fase attuale prevale invece una lettura intermedia: l’economia mostra ancora una discreta tenuta, mentre gli investitori sperano che le banche centrali non siano costrette a una stretta molto più aggressiva.

È proprio questo equilibrio a rendere possibili acquisti selettivi, ma anche a mantenere elevato il rischio di improvvisi cambiamenti di scenario.

BCE verso un rialzo dei tassi

La Banca centrale europea dovrebbe aumentare i tassi di 25 punti base nella riunione del 10 settembre. Si tratterebbe della seconda stretta dell’attuale ciclo.

Il mercato ritiene che questo possa essere anche l’ultimo intervento, ma il rialzo del petrolio e del gas rende la previsione meno sicura.

Se l’aumento dei costi energetici dovesse trasmettersi ai prezzi dei beni e dei servizi, Francoforte potrebbe essere costretta a mantenere aperta la possibilità di un’ulteriore stretta a dicembre.

Per il BTP sarà importante non soltanto la decisione, già ampiamente attesa, ma soprattutto il linguaggio utilizzato dalla presidente della BCE. Una comunicazione più restrittiva del previsto potrebbe determinare un nuovo aumento dei rendimenti e mettere alla prova il supporto dell’ETF a leva 3.

Una BCE meno aggressiva, accompagnata dalla conferma che la stretta di settembre conclude il ciclo, favorirebbe invece un’estensione del rimbalzo obbligazionario.

Inflazione USA decisiva per la Fed

La Federal Reserve si trova davanti a una scelta più incerta. I 162.000 nuovi occupati creati ad agosto, nettamente superiori alle attese, hanno mostrato che il mercato del lavoro conserva una notevole capacità di tenuta.

Il dato offre alla banca centrale lo spazio necessario per aumentare ancora i tassi qualora l’inflazione non mostrasse segnali convincenti di rallentamento.

Per questo motivo, i numeri sui prezzi attesi venerdì prossimo assumono un’importanza centrale. Un dato moderato rafforzerebbe la posizione di Christopher Waller, favorevole a concedere ancora tempo alla disinflazione, e potrebbe convincere la Fed a lasciare invariato il costo del denaro.

Una lettura superiore alle attese, soprattutto nelle componenti core e dei servizi, riporterebbe invece in primo piano un rialzo di 25 punti base. In questo scenario, i rendimenti potrebbero tornare a salire, penalizzando sia i BTP sia i mercati azionari.

Possibile un ingresso per gli investitori più aggressivi

La tenuta simultanea dei due supporti offre agli operatori con maggiore propensione al rischio la possibilità di valutare un ingresso graduale e di dimensioni contenute sia sull’azionario italiano sia sul BTP.

L’ipotesi non deve essere interpretata come un segnale di via libera generalizzato. Si tratta di un’operazione tattica basata sulla difesa di livelli tecnici importanti, in un contesto nel quale le prossime decisioni delle banche centrali possono modificare rapidamente lo scenario.

Un approccio prudente potrebbe prevedere:

  • una prima esposizione limitata;

  • ulteriori acquisti soltgraded in presenza di conferme;

  • livelli di uscita stabiliti prima dell’ingresso;

  • nessun incremento della posizione in caso di rottura dei supporti;

  • particolare cautela sugli strumenti a leva.

Per l’ETF sul FTSE MIB, la permanenza sopra la media esponenziale a 10 settimane sostiene il tentativo rialzista. Per l’ETF sul BTP a leva 3, la condizione essenziale rimane la tenuta di area 116.

Il quadro rimane delicato

Azioni e BTP hanno raggiunto livelli dai quali è possibile una reazione più ampia, ma le conferme sono ancora insufficienti.

La BCE si prepara ad aumentare i tassi, la Fed deve decidere se seguire la stessa strada e l’aumento dell’energia rende più difficile un calo spontaneo dell’inflazione.

A tutto questo si aggiungono deficit pubblici elevati e una crescente pressione sull’offerta di titoli governativi.

Il mercato si trova quindi in equilibrio tra due forze contrapposte. Da una parte, valutazioni più convenienti e supporti tecnici favoriscono il ritorno degli acquisti; dall’altra, inflazione e politica monetaria impediscono di considerare conclusa la fase di rischio.

I più aggressivi possono provare ad anticipare una stabilizzazione, ma con posizioni ridotte e una disciplina rigorosa. Per tutti gli altri appare ragionevole attendere la risposta della BCE, i dati americani sui prezzi e le successive indicazioni della Federal Reserve.

Disclaimer

I livelli tecnici e gli scenari descritti hanno esclusivamente finalità informative e didattiche e non costituiscono una raccomandazione o una consulenza finanziaria personalizzata. Gli ETF a leva comportano rischi elevati: la leva amplifica guadagni e perdite e, su periodi superiori alla singola seduta, il risultato può differire sensibilmente dal semplice multiplo della performance del sottostante a causa della capitalizzazione giornaliera e della volatilità.

In condizioni di forte instabilità, supporti e resistenze possono essere temporaneamente superati, generando falsi breakout e falsi segnali operativi. Ogni decisione deve essere valutata autonomamente in funzione degli obiettivi, dell’esperienza e della propensione al rischio.

Sul canale Telegram Econotrade Insights troverai gli aggiornamenti sull'andamento dei mercati, segnali operativi e commenti esclusivi per gestire i prossimi movimenti, richiedi la tua prova gratuita scrivendo a info@ftaonline.com