Ftse Mib, da oggi si fa sul serio
pubblicato:La seduta milanese si è chiusa conun clima di attesa e cautela: il Ftse Mib future ha terminato il pomeriggio conun modestissimo calo, salvo poi recuperare parte del terreno dopo l'annuncioserale della Federal Reserve, che ha tagliato i tassi di 25 punti base comeampiamente previsto dai mercati. Il derivato italiano ha così riconquistatoquota, archiviando una variazione finale positiva dello +0,24% a 43.705 punti.
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Il contesto era giàimpostato sulla prudenza: gli operatori attribuivano una probabilità attorno al90% a un nuovo taglio dei tassi da parte della Fed, e l'attenzione eraconcentrata più sulle parole del presidente Powell che sulla decisione in sé.Il mercato vuole capire se quello annunciato sarà l'ultimo intervento o se labanca centrale americana lascerà aperto uno spiraglio per ulteriori mosse,soprattutto alla luce delle recenti divergenze interne tra "falchi" e"colombe".
Sul fronteinternazionale, le banche centrali restano protagoniste: la Bank of Canada hascelto di mantenere invariati i tassi, confermando un approccio attendista inun contesto economico ancora fragile.
Intanto dalla Cinasono arrivati segnali misti. L'indice dei prezzi alla produzione (PPI) haconfermato la permanenza in territorio deflazionistico, con un calo del 2,2%annuo a novembre, leggermente peggiore delle attese (-2%). Un dato chesuggerisce una domanda industriale ancora debole. Al contrario, l'indice deiprezzi al consumo (CPI) ha registrato un'accelerazione allo 0,7% annuo, illivello più alto degli ultimi 21 mesi, segnalando una timida ma crescentedomanda interna.
Il quadrocomplessivo resta quindi eterogeneo: inflazione in risalita in Cina, Fed cheriduce i tassi ma con un mercato che teme un approccio più prudente per iprossimi mesi, e Piazza Affari che si mantiene in equilibrio in attesa di nuoveconferme dal fronte macro e monetario.
Il Ftse Mib futurecontinua a muoversi in una fase laterale-rialzista, caratterizzata davolatilità molto compressa e da un evidente atteggiamento attendista deglioperatori. La dinamica delle ultime sedute riflette bene l'incertezza pre-Fed,culminata con il taglio dei tassi di 25 punti base che ha inizialmente generatoun movimento impulsivo, poi però parzialmente riassorbito.
La configurazionetecnica resta costruttiva, ma il mercato cerca direzione
Dopo il violentosell-off del 12 novembre, l'indice ha recuperato rapidamente fino al 61,8% diritracciamento del ribasso precedente, area che più volte si è dimostrata unaresistenza strutturale. Quel livello è stato toccato e immediatamente respinto,producendo una serie di candele laterali che evidenziano indecisione.
Negli ultimi giorniil future si sta muovendo tra 43300 e 43800 punti, senza la forza necessaria néper rompere al rialzo, né per tornare a testare i supporti inferiori.
Il quadro tecnico migliora sul fronte dei supporti: la mediamobile esponenziale a 100 giorni continua a fungere da solido pavimento, anchela media a 50 giorni (linea blu) si sta appiattendo e ora passa poco sotto43000 punti,
l'area compresa tra 43000 e 42900 rappresenta quindi la zonadi difesa principale del trend.
Un ritorno sotto questo cluster di supporti aprirebbe spazioverso 42500, livello che riallineerebbe il mercato con la forza ribassistavista a metà novembre.
Sul fronte opposto, la struttura rimane bloccata sottoalcune resistenze tecniche importanti: 43700/43800: prima resistenza statica ezona dei massimi recenti, 44350 punti, transito del Supertrend, che rimaneorientato al ribasso e pesa sulla price action, 44750 punti, massimo relativodel 12 novembre e target naturale in caso di breakout.
Una chiusura netta e confermata sopra 43800 rappresenterebbeil primo vero segnale di forza, con obiettivo minimo a 44350.
La price action suggerisce che il mercato si trovi in unequilibrio instabile: non c'è pressione di vendita significativa, ma neanchemomentum sufficiente per un'accelerazione rialzista. È la classicaconfigurazione di "compressione pre-movimento", spesso tipica delle fasi cheprecedono eventi macro di rilievo o cambi di tono delle banche centrali. Orache la Fed ha parlato la fase di compressione potrebbe terminare con effettiduraturi sul trend.
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