Ftse Mib future in calo, ecco il contesto e le prospettive
pubblicato:Piazza Affari ha chiuso la seduta in territorio negativo,con il Ftse Mib future in calo dello 0,5% a 45560 (oscillazione giornaliera tra45495 e 45905), in un contesto di cautela diffusa alimentato sia dai segnalimacroeconomici sia dalle tensioni che arrivano dagli Stati Uniti. In Europa, leparole di Martin Kocher, membro del Consiglio direttivo della BCE, hannoribadito l'approccio prudente e flessibile della banca centrale: nessunpercorso dei tassi predefinito, decisioni da prendere riunione per riunione euno scenario di inflazione attesa vicino al target del 2% fino al 2027. Unquadro rassicurante sul fronte dei prezzi, ma ancora circondato da un'elevataincertezza legata ai conflitti commerciali globali e alle tensionigeopolitiche, fattori che continuano a frenare l'assunzione di rischio suimercati europei.
Dagli Stati Uniti sono arrivati segnali contrastanti. I datisull'inflazione di dicembre hanno mostrato un aumento mensile dello 0,3%dell'indice generale, in linea con le attese, mentre la componente core èsalita solo dello 0,2%, al di sotto delle previsioni. Numeri che, nelcomplesso, non modificano in modo sostanziale lo scenario di politicamonetaria, ma che non sono bastati a sostenere Wall Street, dove gli indicihanno chiuso in ribasso.
A pesare in modo particolare è stato il settore finanziario,finito sotto pressione dopo la pubblicazione dei conti di JPMorgan e per itimori legati alle proposte dell'amministrazione Trump. La banca ha riportatoun utile per azione rettificato superiore alle attese, grazie soprattutto allaforte performance del trading, che ha beneficiato della volatilità dei mercati.Tuttavia, le commissioni di investment banking sono scese del 5% rispetto altrimestre precedente, deludendo le stime di Wall Street e risultando inferiorianche alle previsioni di crescita indicate dalla stessa banca. Un mix dirisultati che non ha convinto gli investitori, soprattutto dopo il forte rallydegli ultimi due anni, che aveva alzato notevolmente le aspettative.
Il sentiment sul comparto finanziario è stato ulteriormenteindebolito dalla proposta del presidente Trump di introdurre un tetto massimodel 10% ai tassi di interesse sulle carte di credito. Anche in assenza didettagli operativi, l'ipotesi ha innescato vendite diffuse sui titoli piùesposti: JPMorgan ha chiuso in calo di oltre il 4%, mentre Visa e Mastercardhanno registrato perdite simili, segnando il secondo giorno consecutivo diforti ribassi. Gli investitori temono un impatto diretto sugli utili dellesocietà finanziarie, ma anche effetti indiretti sull'economia.
Gli stessi vertici di JPMorgan, con l'amministratoredelegato Jamie Dimon in prima linea, hanno messo in guardia sui possibilieffetti collaterali della misura, sostenendo che un tetto ai tassi potrebbetradursi in una riduzione dell'offerta di credito, soprattutto verso i clienticon profili di rischio più elevati. Uno scenario che rischierebbe dipenalizzare proprio i consumatori più fragili, con conseguenze potenzialmenterilevanti sulla domanda e sull'economia reale.
A rendere il quadro ancora più complesso è la possibilitàche la proposta di Trump trovi consensi trasversali, anche tra esponentidemocratici come la senatrice Elizabeth Warren, storicamente critica versol'industria finanziaria. Il sostegno del presidente alla riduzione dellecommissioni sulle carte di credito, ribadito sui social, rafforza l'idea che iltema possa diventare un fronte politico rilevante nei prossimi mesi.
In sintesi, la seduta ha evidenziato un mercato diviso trasegnali macro relativamente stabili e nuove fonti di incertezza sul pianoregolamentare e politico. In questo contesto, gli investitori sembranopreferire un atteggiamento prudente, riducendo l'esposizione ai settori piùsensibili alle decisioni politiche, in attesa di maggiore chiarezza sul futurodelle regole e della politica monetaria.
Il future sul FTSE MIB sta vivendo una fase di fisiologicoassestamento dopo il forte allungo delle settimane precedenti. La secondaseduta consecutiva di test della media mobile esponenziale a 10 giorni,coincidente con i minimi di lunedì e martedì, è un segnale tecnico rilevante,ma non negativo di per sé: al contrario, rientra pienamente nella dinamicatipica di un trend rialzista maturo ma ancora in salute.
Dopo la rottura del canale correttivo di tipo flag el'accelerazione che ha spinto i prezzi verso i massimi recenti in area 46.000punti, il mercato sta "scaricando" parte dell'eccesso di breve senza intaccarel'impostazione di fondo. La media a 10 giorni sta funzionando come primosupporto dinamico e, finché le chiusure restano sopra questo livello, ilmovimento può essere letto come una semplice pausa di consolidamento e non comeun segnale di inversione.
Dal punto di vista della struttura, il quadro rimanecostruttivo: la media esponenziale a 50 giorni continua a salire ed è bendistante dai prezzi, segno che il trend di breve–medio periodo resta impostatoal rialzo; la media a 100 giorni, ancora più sotto, conferma la solidità deltrend di fondo; il massimo relativo in area 44.735 punti, superato nelle scorsesedute, rappresenta ora un supporto statico importante, coerente con la logicadi ex-resistenza trasformata in supporto.
Il fatto che il mercato stia lavorando per più seduteconsecutive attorno alla media a 10 giorni suggerisce equilibrio tra prese dibeneficio e nuovi acquisti, più che pressione in vendita. In genere, incontesti simili, o il mercato riparte dopo aver consolidato, oppure allargatemporaneamente la correzione verso supporti più profondi, come la media a 50giorni. Al momento, però, non ci sono segnali tecnici che indichino undeterioramento della struttura.
In sintesi, il doppio test della media mobile esponenziale a10 giorni va interpretato come una fase di riaccumulo di breve all'interno diun trend rialzista ancora intatto. Solo una rottura decisa di questo supporto,accompagnata da volumi e da un ritorno sotto i livelli chiave di metà dicembre,cambierebbe il quadro. Fino ad allora, la lettura resta quella di un mercatoforte che si concede una pausa prima di valutare un nuovo tentativo diestensione verso l'area obiettivo superiore.
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