Garbarino, Lemanik: la guerra in Iran soffia sull'inflazione

di FTA Online News pubblicato:
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"Il timore principale degli investitori è che lo shock energetico causato dalla guerra in Iran possa alimentare una nuova spirale inflattiva, rendendo l'inflazione più persistente del previsto. Tale scenario minaccia di deragliare i piani della Federal Reserve, che fino a poco fa puntava a proseguire il ciclo di tagli dei tassi d'interesse nel corso del 2026. Di fronte alla prospettiva di tassi alti per un periodo più lungo, i mercati hanno reagito con le vendite: i listini azionari europei e americani hanno subito ribassi significativi, mentre le obbligazioni hanno visto scendere i propri prezzi a causa dell'aumento dei rendimenti richiesti dal mercato", spiega Filippo Garbarino, gestore azionario internazionale Lemanik.

L'intervento militare in Iran condotto dagli Stati Uniti e da Israele ha innescato una violenta ondata di volatilità sui mercati globali nei primi giorni di Marzo 2026. L'effetto immediato di questa escalation geopolitica è stato un forte aumento delle tensioni nel comparto delle materie prime, che ha visto i prezzi del petrolio Brent sfiorare la soglia critica dei 100 dollari al barile e le quotazioni del gas naturale segnare rialzi, con picchi vicini al +40% a causa delle incertezze sulle forniture attraverso lo Stretto di Hormuz.

In uno scenario di perdurante conflitto con l'Iran, i settori legati alle commodity e alla difesa potrebbero beneficiare in modo marcato, poiché le strozzature nello Stretto di Hormuz spingerebbero i prezzi del greggio verso l'alto e i governi accelererebbero gli ordinativi militari. Anche cybersecurity e oro potrebbero vedere una crescita della domanda. Al contrario, i settori aereo e dei trasporti potrebbero subire perdite pesanti a causa dell'impennata dei costi del carburante e della chiusura delle rotte, mentre il comparto automotive e i beni di consumo voluttuari potrebbero essere penalizzati dalla contrazione del potere d'acquisto dei consumatori. Anche i titoli tecnologici growth potrebbero soffrire se l'inflazione dovesse costringere le banche centrali a mantenere tassi d'interesse elevati, comprimendo così le valutazioni di mercato.

Prima dell'attacco all'Iran, era attesa un'accelerazione dell'economia Usa, grazie all'attenuarsi dell'effetto dei dazi e all'impatto della riforma fiscale. Infatti, nonostante i dati recenti indichino un rallentamento del mercato del lavoro negli Stati Uniti, con poche assunzioni e pochi licenziamenti, la spesa al consumo che rimane solida, come evidenziato dai dati delle carte di credito, e gli utili aziendali si sono dimostrati resilienti.

I venti di guerra, inoltre, rischiano di appensantire ulteriormente i mercati azionari Usa, che avevano già messo in discussione i rendimenti futuri degli ingenti investimenti dei principali fornitori di Servizi Cloud, mentre il mercato aveva già messo sotto scrutinio il potenziale effetto dirompente che l'intelligenza artificiale potrebbe portare in alcuni settori, in particolare sul software applicativo. Queste dinamiche hanno portato a significativa volatilità che la situazione del Medio Oriente tende ad acuire.

Lemanik è un gruppo finanziario nato in Svizzera nel 1971, con sedi a Milano e Lugano. Il Gruppo distribuisce in Italia i fondi Lemanik Sicav, attraverso la società di intermediazione mobiliare Lemanik Sim Spa.

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