Giallo della ricina a Pietracatella, parla la zia di Antonella Di Ielsi: "Qualcuno sa ma non parla"

di Luca Mastinu pubblicato:
3 min

La zia di Antonella: "È qualcosa di programmato", la sua ipotesi sulla tragedia di Pietracatella

Giallo della ricina a Pietracatella, parla la zia di Antonella Di Ielsi: "Qualcuno sa ma non parla"

Le telecamere di Dentro la notizia hanno nuovamente raggiunto Pietracatella, dove ancora gli inquirenti indagano per risalire ai responsabili della morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, morte avvelenate con la ricina. Le più recenti dichiarazioni arrivano da una zia di Antonella, convinta che qualcuno sappia ma che non abbia il coraggio di parlare.

Parla una zia di Antonella Di Ielsi

Venerdì 15 maggio un inviato di Dentro la notizia ha raggiunto Pietracatella e ha parlato con una zia di Antonella Di Ielsi, la 50enne morta all'ospedale Cardarelli di Campobasso il 28 dicembre, un giorno dopo la figlia Sara Di Vita (15 anni), per un avvelenamento da ricina.

"Un'intossicazione? Ma non si muove per quello, no!", ha detto la zia di Antonella. Il giornalista l'ha incalzata: "È stato un omicidio?", e la donna annuisce. La ricina "non l'ho mai sentita nominare" e conviene che il mistero è tutto nel modo in cui quel veleno sia arrivato sulla tavola dell'abitazione della famiglia a Pietracatella.

"Qualcuno sa ma non parla"

L'intera vicenda è "qualcosa di elaborato, studiato, programmato", dice la zia di Antonella Di Ielsi, lasciando intendere che l'avvelenamento di madre e figlia potrebbe essere il risultato di un disegno ben preciso.

E questa ipotesi è la più battuta dagli inquirenti, che dopo aver ascoltato decine di persone hanno stretto il cerchio intorno a cinque persone legate alle vittime da una parentela, ma i riflettori sono puntati soprattutto su due persone.

"Il parroco sa qualcosa"

Antonella Di Ielsi e sua figlia Sara Di Vita "frequentavano la parrocchia": la zia della 50enne sostiene che sua nipote "magari si è confidata con il parroco" e che proprio il parroco potrebbe essere a conoscenza della verità.

Il giornalista, infine, le chiede: "Ma perché dei parenti di Gianni nessuno parla?". La donna risponde: "Eh, c'è qualche movito. Qualcosa c'è, insomma, che li trattiene". In poche parole, qualcuno della famiglia sa ma non parla.

Il forum dei misteri

Inoltre, sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti ci sono due forum in cui lo stesso utente ha aperto thread per chiedere insistentemente consigli su come un privato possa procurarsi semi di ricino.

Alcuni esempi: "L’acquisto di grandi quantità di semi di ricino online è tracciato?", e ancora: "Può essere segnalato alle autorità doganali se è un privato ad ordinarli?". Segnalato dai membri, l'utente è stato espulso dal primo forum ed è approdato in una seconda piattaforma, dove ha ripreso con le richieste: "Esiste qualcosa che agisca sul sistema nervoso centrale in modo da impedire anche un solo grido?".

L'utente spiega che quelle risposte gli servirebbero per un romanzo in scrittura, ma gli inquirenti cercano di risalire alla sua identità. Quei post sono comparsi durante l'estate 2025, alcuni mesi prima della tragedia di Pietracatella.