Guerra all'Iran rimane ancora centrale nei verbali della Bce
pubblicato:Nei verbali del meeting della Banca centrale europea (Bce) di 29-30 aprile rimane ancora centrale la guerra all'Iran, con i mercati che in un contesto di elevata volatilità continuano ad aspettarsi che l'impennata dei prezzi del petrolio si prolunghi nel tempo. Sebbene i rischi al rialzo si siano attenuati, le quotazioni del greggio restano significativamente più alte rispetto a prima dell'inizio dello scoppio del conflitto in Medio Oriente. Di conseguenza i mercati continuano a scontare un impatto inflazionistico notevole e prolungato, spiega la Bce. Le previsioni sull'inflazione sono ulteriormente salite sia per il 2026 che per il 2027, il che suggerisce che gli investitori prevedono che alcuni effetti indiretti o di secondo ordine vadano oltre il primo anno del conflitto, prima che l'inflazione torni all'obiettivo del 2% nel 2028. Nel meeting, come previsto, la Bce aveva lasciato ancora invariati i tassi d'interesse in Eurozona, dopo averli tagliati di 25 punti base nel 2024 in giugno (prima riduzione del costo del denaro dal settembre 2019), settembre, ottobre e dicembre e nel 2025 in gennaio, marzo, aprile e giugno. I tassi sui depositi erano stati dunque confermati sul 2,00% e i tassi d'interesse sulle principali operazioni di rifinanziamento sul 2,15% (fermi sul 2,40% quelli sulle operazioni di rifinanziamento marginale).
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