Pamela Genini, l'avvocato di Francesco Dolci sul coltello trovato in casa: "La proprietà è senza protezioni"
pubblicato:Secondo l'avvocata di Francesco Dolci qualcuno potrebbe essersi introdotto nella sua proprietà e avrebbe deposto la spada poi rinvenuta dagli inquirenti. "L'abitazione non è protetta", dice Eleonora Prandi

Eleonora Prandi è l'avvocata di Francesco Dolci, l'impresario 41enne indagato per vilipendio di cadavere nell'inchiesta sulla profanazione della tomba di Pamela Genini aperta dalla Procura di Bergamo. La legale interviene a Dentro La Notizia per confermare che quel coltello (o spada, a seconda della narrazione) rinvenuto dai carabinieri nel garage del suo assistito potrebbe non essere il suo, in quanto la proprietà non è delimitata da efficaci sistemi di sicurezza.
La difesa di Francesco Dolci chiede il dissequestro di alcuni beni
Come anticipato, mercoledì 27 maggio in collegamento con lo studio di Dentro La Notizia l'avvocata Eleonora Prandi, che difende Francesco Dolci, ha rotto il silenzio sugli ultimi sviluppi delle indagini. Nelle ultime ore si è tenuta un'udienza tecnica sui materiali sequestrati nelle proprietà dell'indagato, e proprio su questo la difesa del 41enne avrebbe ottenuto "un primo match", queste le parole usate dall'avvocata, a favore dell'impresario.
Prandi e la sua collega Colombo, infatti, hanno chiesto e ottenuto il dissequestro di alcuni beni prelevati dagli inquirenti, tra questi un hard disk contenenti foto e video. L'avvocata spiega che l'istanza è stata motivata da una presunta "violazione" in quanto "la difesa ad oggi non era ancora in possesso di tutta la documentazione". Tra i beni di cui è stato richiesto il dissequestro ci sarebbe anche la spada, o meglio un kukri tibetano che ora è oggetto di analisi da parte dei Ris, che sulla lama lunga 40 cm avrebbero rinvenuto una macchia sospetta.
Il coltello potrebbe non essere di proprietà dell'indagato, secondo l'avvocata
La spada rinvenuta nella proprietà di Francesco Dolci era conservata nel terzo cassetto del garage dell'abitazione. L'indagato ha sostenuto sin da subito che quell'oggetto non è mai stato nelle sue disponibilità e che, quindi, qualcuno potrebbe averlo introdotto per incastrarlo.
Eleonora Prandi non esclude questa ipotesi: "La proprietà del signor Dolci non è ben protetta" e "non ha sistemi di sicurezza". Inoltre "il garage è all'aperto", quindi "per chiunque è molto facile entrare in quella zona".