Pietracatella, il killer di madre e figlia morte avvelenate dalla ricina è passato per le scale esterne?

di Luca Mastinu pubblicato:
2 min

L'assassino potrebbe essersi introdotto dalle scale esterne dell'abitazione per poi contaminare il cibo con la ricina

Pietracatella, il killer di madre e figlia morte avvelenate dalla ricina è passato per le scale esterne?

Il cerchio degli inquirenti che indagano sul giallo di Pietracatella si stringe intorno a ormai pochi sospettati. Uno di questi, secondo gli investigatori della Questura di Campobasso, starebbe mentendo o nascondendo fatti. Una delle ipotesi sulla morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, madre e figlia avvelenate con la ricina, riguarda la scala esterna dell'abitazione di via Risorgimento, nella quale abitavano due famiglie.

Il dettaglio della scala esterna

Questo dettaglio è stato riportato durante la puntata de La Vita in Diretta andata in onda mercoledì 22 luglio. Nell'abitazione di via Risorgimento, a Pietracatella, dove le vittime - Antonella Di Ielsi (50 anni) e la figlia Sara Di Vita (15) - vivevano con la famiglia, composta dalla figlia maggiore Alice Di Vita e da Gianni Di Vita, marito e padre delle vittime.

Nella palazzina vivevano due famiglie, e all'esterno dell'edificio è presente una scala esterna. Non è da escludere, secondo le indiscrezioni, che la ricina sia stata introdotta dall'assassino che potrebbe aver sfruttato quel disimpegno per introdursi nell'abitazione e contaminare il cibo con la ricina.

Madre e figlia avvelenate, il punto delle indagini

Nei primi giorni di agosto in via Risorgimento entreranno gli esperti del Robert Koch Institut di Berlino, che con i loro strumenti esamineranno tutti gli ambienti alla ricerca di possibili ulteriori tracce di ricina all'interno dell'abitazione. In questi giorni sono in corso i colloqui per definire le modalità, i tempi e le strategie del sopralluogo.

Nel frattempo, come anticipato, continuano le audizioni presso la Questura di Campobasso. Il cerchio è ristretto intorno a poche persone, ma negli ultimi giorni è emerso che gli inquirenti potrebbero avere sul tavolo il nome del potenziale assassino di Antonella e della figlia Sara.

L'ipotesi dell'avvelenamento in due tempi

C'è, inoltre, la possibilità che l'assassino abbia somministrato la ricina ad Antonella e Sara in due tempi. Ricordiamo, anche a proposito del racconto fornito da Alice Di Vita agli inquirenti, che entrambe le vittime avevano fatto ritorno a casa con un quadro clinico leggermente migliore, prima di accusare nuovi sintomi e fare ritorno al Cardarelli di Campobasso.

L'ipotesi, come spiegano anche Il Tempo e Quotidiano Nazionale, è che chi ha somministrato la ricina negli alimenti di Antonella e Sara fosse a conoscenza del loro rientro a casa, quindi potrebbe aver somministrato la tossina una seconda volta, favorito dai ricoveri in pronto soccorso per le gastroenteriti accusate da molti pazienti.

Le informazioni contenute in questo sito non costituiscono consigli né offerte di servizi di investimento. Leggi il Disclaimer.

Informazioni sull'autore:

Luca Mastinu
Luca Mastinu

Respira, vive e muore di cronaca nera. Nel 2016 scopre il fact-checking e si innamora dell'informazione. Nel 2018 si tuffa nel giornalismo musicale con Optimagazine, dal 2021 si occupa di cronaca su Virgilio Notizie. Dal 2026 collabora con FTA con i quotidiani approfondimenti sulla nera. Podcaster, racconta il true crime con Stoner. Divora libri di inchiesta. Classe 1983, caffeinomane sardo con disturbi d'ansia.