Pamela Genini, sul pugnale sequestrato a Francesco Dolci ci sarebbe una macchia: l'indiscrezione

di Luca Mastinu pubblicato:
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Perché in casa di Francesco Dolci era presente una lama tibetana? "Mai vista, qualcuno l'ha portata qui per incastrarmi"

Pamela Genini, sul pugnale sequestrato a Francesco Dolci ci sarebbe una macchia: l'indiscrezione

Sul pugnale sequestrato dai carabinieri in una delle proprietà di Francesco Dolci sarebbe stata trovata una macchia. L'impresario di Sant'Omobono Terme nega che quell'oggetto fosse di sua proprietà e ipotizza che qualcuno lo abbia introdotto nella sua abitazione per incastrarlo. Dal mese di ottobre, infatti, il 41enne ha presentato diverse denunce per violazione di domicilio. Dolci è indagato per il vilipendio del cadavere di Pamela Genini.

Una macchia nel pugnale

L'indiscrezione è arrivata durante il pomeriggio di martedì 12 maggio duranta la puntata di Dentro la notizia. Nella stessa data è stata diffusa la notizia del sequestro di un kukri tibetano dalla lama di 40 centimetri dall'abitazione di Sant'Omobono Terme (Bergamo) in cui vive Francesco Dolci.

L'arma sarebbe stata rinvenuta in una credenza. Sulla lama, quindi, sarebbe stata trovata una macchia di non meglio specificate dimensioni né materiale, che gli investigatori stanno analizzando. L'ipotesi, dato che Dolci è indagato per vilipendio di cadavere, è che il 41enne l'abbia usata o per tagliare la capsula di zinco della bara di Pamela Genini o per tagliare e staccare la testa della salma per poi portarla via.

L'arma trovata in casa di Francesco Dolci

La notizia è stara resa nota sempre il 12 maggio. Corriere della Sera ha fatto sapere che la settimana scorsa i carabinieri, presso l'abitazione dell'impresario, hanno sequestrato un kukri tibetano, comunemente noto per essere l'arma utilizzata da Sandokan nella fortunata saga interpretata da Kabir Bedi.

Sull'oggetto sono in corso le analisi per isolare eventuali tracce che pottebbero collegarla alla profanazione della tomba di Pamela Genini. Secondo gli inquirenti, infatti, Dolci potrebbe averla usata per aprire la capsula di zinco o, peggio ancora, per tagliare e portare via la testa della salma. L'indagato nega tale ipotesi. A Dentro La Notizia ha detto: "Io non l’ho mai vista. Mi sarei ricordato, perché non è un coltello, è proprio una spada di derivazione macedone. Lo so perché sono appassionato di storia. E poi ha una forma particolare".

L'arma usata per la profanazione della tomba di Pamela Genini?

Come anticipato, Dolci nega la proprietà di quella lama. Al contrario, è convinto che qualcuno l'abbia introdotta nella sua abitazione per incastrarlo. Non è la prima volta in cui l'indagato esprime la sua paura di ritrovarsi coinvolto nella vicenda: pochi mesi fa, infatti, ha più volte espresso il timore che la testa del cadavere venga lasciata nel suo giardino.

All'inviata Ilaria Dalle Palle Dolci ricorda che più volte, specialmente dal mese di ottobre 2025, ha denunciato ai carabinieri tentativi di incursione nella sua proprietà, dove ha dovuto recintare una parte con il filo spinato.

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Luca Mastinu
Luca Mastinu

Respira, vive e muore di cronaca nera. Nel 2016 scopre il fact-checking e si innamora dell'informazione. Nel 2018 si tuffa nel giornalismo musicale con Optimagazine, dal 2021 si occupa di cronaca su Virgilio Notizie. Dal 2026 collabora con FTA con i quotidiani approfondimenti sulla nera. Podcaster, racconta il true crime con Stoner. Divora libri di inchiesta. Classe 1983, caffeinomane sardo con disturbi d'ansia.