Nasdaq sotto pressione: inflazione, petrolio e Fed riportano il mercato con i piedi per terra
pubblicato:I Fed Funds Futures non prezzano ancora rialzi aggressivi della Fed, ma il mercato teme uno scenario "higher for longer".
Il Nasdaq Composite perde l'1,76% a 25.812 punti, mentre lo S&P 500 cede lo 0,90%. A guidare le vendite sono proprio quei titoli che avevano trascinato il mercato nelle ultime settimane: semiconduttori, AI e mega cap tecnologiche.
Intel, Qualcomm e Micron arrivano a perdere oltre il 10%, segnale evidente di un mercato che sta improvvisamente riducendo l'esposizione sugli asset più aggressivi dopo una salita quasi parabolica.
E il motivo è abbastanza chiaro: il mix tra inflazione, petrolio e geopolitica torna improvvisamente molto pericoloso.
Il mercato non teme tanto una Fed più dura, quanto una Fed bloccata.
In altre parole:
inflazione energetica persistente,
petrolio elevato,
e crescita economica più fragile
potrebbero impedire alla banca centrale americana di tagliare i tassi nel breve periodo.
Ed è uno scenario molto meno favorevole per Wall Street rispetto a quello che aveva alimentato il rally delle ultime settimane.
Fino a poco tempo fa il mercato scommetteva su:
soft landing,
inflazione in calo,
e Fed pronta ad allentare la politica monetaria.
Ora invece prende quota uno scenario diverso:
crescita meno brillante,
energia cara,
tassi alti più a lungo,
e multipli tecnologici sotto pressione.
Il grafico del Nasdaq evidenzia una situazione estremamente tirata, leggi l'analisi approfondita qui https://www.ftaonline.com/nasdaq-inflazione-tassi.html