Hera reduce da una brutta seduta, l'analisi tecnica del titolo
pubblicato:Pesano il rialzo dei rendimenti e del gas naturale. Supporti chiave tra 3,74 e 3,78 euro per evitare un ritorno a 3,60

Hera ha chiuso la seduta di ieri in forte calo facendo registrare una perdita del 3,32%, appesantita, come tutto il comparto delle Utilities, dal rialzo dei rendimenti (le società di questo comparto sono notoriamente molto esposte finanziariamente per sostenere il proprio business).
Pesa la nuova accelerazione del prezzo del gas: il Dutch TTF Natural Gas Future settembre si è attestato a quota 68,45, +4,3% rispetto alla chiusura precedente (65,626) e in netto recupero dal minimo dal 18 agosto a 62,080 euro/MWh toccato ieri mattina.
Il derivato si sta riavvicinando al massimo da marzo toccato martedì a 69,380 euro/MWh, rinfocolando i timori sull'inflazione e spingendo verso l'alto i rendimenti a lungo termine: quello del BTP decennale sale a 4,07%, a ridosso del massimo da marzo a 4,1150% toccato una settimana fa.
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Hera, compromessa una parte del recupero dai minimi di fine luglio
Graficamente il ribasso di ieri ha compromesso in buona parte il recupero visto dai minimi di fine luglio, ponendo un serio interrogativo sulle capacità di apprezzamento del titolo nel breve periodo ed in particolare sulle capacità di estendere il recupero avviato dai bottom di luglio in area 3,60.
In tale ottica la tenuta dei prossimi supporti presenti tra 3,74 e 3,78 euro appare strategica e potrà fornire importanti indicazioni sulle intenzioni del titolo. Reazioni dai livelli attuali sarebbero ancora compatibili con lo scenario rialzista e la possibilità di un nuovo attacco agli ostacoli in area 3,95-3,96, oltre i quali ci sarebbe spazio per salire fin sopra 4,20. Sotto 3,74 invece rischio concreto di un nuovo test a 3,60 euro, riferimento critico nello scenario di medio lungo periodo del titolo.