Il Ftse Mib future ha messo a segno un deciso recupero
pubblicato:Il Ftse Mib future ha messo a segno un deciso recupero,chiudendo la seduta in rialzo dell'1,13% a 45.145 punti, dopo un'oscillazioneampia tra 44.915 e 45.335. Il movimento si inserisce in una giornata di forterimbalzo per le Borse europee, sostenute da un miglioramento sensibile delsentiment globale.
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Il catalizzatore principale è stato il ridimensionamentodelle tensioni commerciali tra Stati Uniti ed Europa, dopo che il presidenteDonald Trump ha fatto un passo indietro rispetto alle minacce di nuovi dazilegate alla questione Groenlandia. Il venir meno dello scenario piùpenalizzante – quello di una possibile escalation tariffaria transatlantica –ha favorito una riattivazione dell'appetito per il rischio, con flussi tornatia privilegiare i settori ciclici e più esposti alla crescita economica.
Il clima costruttivo non si è limitato al VecchioContinente. Anche Wall Street ha proseguito il recupero avviato nella sedutaprecedente, con rialzi diffusi su tutti i principali indici. In particolare, ilRussell 2000, indicatore chiave delle small e mid cap statunitensi, haaggiornato un nuovo record di chiusura, segnalando come il miglioramento delsentiment stia coinvolgendo anche le società più domestiche e sensibili alciclo. Nasdaq, S&P 500 e Dow Jones hanno chiuso in progresso, sostenuti daacquisti trasversali che hanno interessato sia i grandi nomi tecnologici sia ilcomparto manifatturiero di media dimensione.
Il cambio di tono di Trump su Groenlandia e dazi ha avutoriflessi immediati anche sugli asset rifugio: l'oro ha ripiegato dai massimi,perdendo parte della sua attrattiva difensiva, mentre i mercati hannoletteralmente "tirato un sospiro di sollievo". L'assenza, almeno per ora, diuno scontro frontale tra Stati Uniti ed Europa è vista come un elementochiaramente positivo per la stabilità dell'economia globale, anche se icontorni dell'accordo restano ancora poco definiti.
Il contesto di fondo continua a favorire i rimbalzi doposhock geopolitici. Secondo diversi gestori, i mercati sono oggi menovulnerabili a questo tipo di notizie grazie alla liquidità ancora abbondantenel sistema e al fatto che siamo nel più ampio ciclo di allentamento monetarioglobale dagli anni Novanta. Questo innalza la soglia necessaria affinché eventigeopolitici, se non estremi, riescano a innescare correzioni profonde edurature.
Detto questo, i rischi non sono scomparsi. Le dichiarazionidella premier danese, che ha ribadito l'impossibilità di negoziare sullasovranità, e il vertice straordinario dei leader UE a Bruxelles ricordano chela questione Groenlandia resta politicamente sensibile. La distensione attualeappare quindi più come una tregua tattica che come una soluzione strutturale.
Sul piano settoriale, il rally statunitense continua aessere trainato dai titoli legati all'intelligenza artificiale, ma il ritornodi flussi anche sulle small cap amplia la partecipazione al rialzo e rafforza,almeno nel breve, la tenuta del trend.
Dal punto di vista macro, i dati USA restano coerenti conuno scenario di crescita ancora solida: il PIL del terzo trimestre è statorivisto al rialzo al +4,4% annualizzato, l'inflazione PCE di novembre mostra unaumento moderato e il mercato del lavoro continua a dare segnali di resilienza.I rendimenti dei Treasury a breve termine sono risaliti leggermente,riflettendo aspettative ridotte di tagli aggressivi dei tassi nel 2025, mentreil decennale resta sotto controllo in area 4,24%.
Ora l'attenzione degli investitori si sposta sulla stagionedelle trimestrali, che entra nel vivo. I risultati dei cosiddetti "MagnificiSette", attesi nei prossimi giorni, avranno un peso determinante sulladirezione degli indici e sulla sostenibilità delle valutazioni elevate chehanno sostenuto il rally.
In sintesi, la seduta conferma quanto i mercati restinofortemente sensibili alla narrativa geopolitica, ma anche come la combinazionedi liquidità abbondante e crescita ancora robusta renda, per ora, le correzionipiù episodiche che strutturali. La tregua sui dazi ha riacceso il rischio-on,ma il vero banco di prova arriverà con utili, Fed e sviluppi politici delleprossime settimane.
Il quadro che emerge dal Ftse Mib future sul grafico orarioè quello di un mercato ancora sospeso in una fase di equilibrio fragile, piùche di una vera ripartenza. Il rimbalzo messo a segno dopo i minimi di area44.200 è stato tecnicamente ordinato, ma si è fermato esattamente su un livellochiave: il 50% di ritracciamento del ribasso partito dal top di gennaio, area45.320/45.330. Non è un caso, perché questa zona rappresenta spesso unospartiacque tra un semplice rimbalzo correttivo e l'inizio di una veraricopertura delle posizioni ribassiste.
Dal punto di vista tecnico, il mercato ha reagito bene daiminimi, mostrando una discreta capacità di recupero, ma senza ancora produrreun segnale di forza risolutivo. Finché area 45.320/30 non viene superata condecisione, il movimento in atto resta vulnerabile: un rimbalzo "da manuale" chepotrebbe esaurirsi proprio in prossimità del 50% di Fibonacci, come spessoaccade nelle fasi correttive all'interno di un trend più incerto.
Solo una rottura confermata sopra 45.320/30 aumenterebbesensibilmente le probabilità di un'estensione del recupero, aprendo la stradaalla ricopertura del gap del 19 gennaio, con obiettivo in area 45.800 circa. Inquel caso il rimbalzo assumerebbe una struttura più credibile e meno difensiva,segnalando che il mercato sta provando a ricostruire fiducia nel brevissimoperiodo.
Al contrario, se i prezzi dovessero continuare a respingerequesta resistenza e tornare sotto pressione, il rischio è quello di assistere aun nuovo movimento di ritorno verso il basso. In questo scenario, un mancatosuperamento del 50% di ritracciamento renderebbe probabile un nuovo test deiminimi in area 44.200, livello che rimane il vero supporto spartiacque di breveperiodo.
In sintesi, il Ftse Mib future si trova in una zona di snodotecnico cruciale: il rimbalzo c'è stato ed è stato anche ordinato, ma non haancora cambiato la narrativa. Fino a quando 45.320/30 non verrà lasciata allespalle, il mercato resta esposto al rischio di un'ulteriore gamba correttiva,coerente con il clima di incertezza macro e geopolitica che continua a dominareil sentiment.
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