Il future sul FTSE MIB sta attraversando una fase di volatilità estremamente compressa
pubblicato:I mercati azionari europei chiudono la seduta in territorioprevalentemente positivo, anche se lontani dai massimi intraday, in unagiornata segnata più da rotazioni settoriali che da un vero e proprio impulsodirezionale. Il future Ftse Mib è salito dello 0,16% a 45775 punti, i prezzihanno oscillato tra 45755 e 45985. Il quadro resta costruttivo, ma selettivo:gli investitori continuano a premiare i temi strutturali – tecnologia egestione del risparmio in primis – mentre riducono l'esposizione ai compartipiù ciclici e legati alle materie prime.
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Il miglioramento del sentiment è stato favorito da unaattenuazione delle tensioni geopolitiche, in particolare dopo le dichiarazionidel presidente Trump che lasciano intendere un rinvio di eventuali azionimilitari contro l'Iran. Questo ha contribuito al calo del petrolio sotto quota60 dollari, alleviando le pressioni inflazionistiche ma penalizzando il settoreenergetico. In parallelo, una serie di dati macro migliori delle attese,soprattutto dagli Stati Uniti, ha rafforzato la percezione di un'economiaancora solida, seppur in fase di normalizzazione.
Il comparto tecnologico è stato il principale motore deilistini europei, sostenuto dalle indicazioni arrivate da TSMC, che hacomunicato utili record, una crescita attesa dei ricavi superiore alle stime eun piano di investimenti per il 2026 particolarmente ambizioso. Un messaggiochiaro: la domanda legata all'intelligenza artificiale e ai semiconduttoriavanzati resta forte e continua a rappresentare uno dei pilastri della crescitaglobale. Bene anche gli asset manager e il settore immobiliare, che beneficianodi un contesto di tassi percepito come più stabile. Più deboli, invece, auto,retail ed energia, appesantiti dal calo delle quotazioni delle materie prime eda prese di beneficio dopo le buone performance precedenti.
A Piazza Affari, il FTSE MIB chiude in rialzo dello 0,44%,confermando una seduta positiva ma priva di eccessi. Il focus resta sulcomparto bancario e sui titoli industriali esposti ai grandi trend globali.UniCredit si muove in territorio positivo dopo aver smentito ufficialmente leindiscrezioni su un presunto interesse per la quota di Monte dei Paschidetenuta da Delfin, ribadendo una linea di disciplina strategica e di rigorosaattenzione al ritorno sul capitale. MPS, al contrario, arretra, risentendo diprese di profitto dopo il recente rally.
Il quadro macroeconomico contribuisce a rafforzare lafiducia. Negli Stati Uniti, le richieste settimanali di sussidi didisoccupazione scendono a 198 mila unità, sotto le attese, mentre calano anchele richieste continuative. Gli indici manifatturieri regionali sorprendono inpositivo: l'Empire State di New York sale a 7,7 punti e il Philly Fed a 12,6punti, entrambi ben oltre il consenso, segnalando una ripresa di nuovi ordini espedizioni. Sul fronte dei prezzi, i prezzi all'importazione aumentano dello 0,4%a novembre, un dato che non cambia sostanzialmente il quadro di inflazionesotto controllo.
Anche in Europa arrivano segnali incoraggianti: in Germaniail PIL 2025 cresce dello 0,2% su base annua (0,3% al netto degli effetti dicalendario), mentre nel Regno Unito la produzione industriale registra unaumento dell'1,1% mensile a novembre, confermando un recupero dell'attivitàproduttiva.
Nel complesso, la seduta restituisce l'immagine di mercatiche non corrono, ma che restano ben impostati, sostenuti da fondamentali macrosolidi e da alcuni temi strutturali – tecnologia in primis – che continuano adattrarre capitali. La prudenza resta elevata, ma il contesto di fondo apparepiù favorevole rispetto alle settimane precedenti.
Il future sul FTSE MIB sta attraversando una fase divolatilità estremamente compressa, una condizione che spesso precede movimentidirezionali più ampi. Nelle ultime quattro sedute i prezzi si sono mossi inmodo molto contenuto, oscillando poco sopra la media mobile esponenziale a 10giorni, che transita in area 45.600 punti. Questo comportamento segnalaindecisione, ma anche un equilibrio temporaneo tra compratori e venditori dopoil forte rialzo dei mesi precedenti.
Dal punto di vista tecnico, la tenuta della media a 10giorni è il primo elemento da monitorare. Finché i prezzi restano sopraquest'area, la struttura di breve rimane impostata in modo costruttivo e lafase laterale può essere interpretata come una semplice pausa diconsolidamento. Tuttavia, una violazione decisa di area 45.600 in chiusura diseduta potrebbe rappresentare il primo segnale che questa calma apparente stalasciando spazio a una correzione più ordinata.
In tale scenario, il mercato troverebbe un primo supportorilevante a 44.735 punti, livello corrispondente al massimo segnato il 12novembre e oggi potenziale area di appoggio tecnico. Al di sotto di questolivello, l'attenzione si sposterebbe verso 44.200 punti, dove passa la mediamobile esponenziale a 50 giorni, vero riferimento per il trend di breve-medioperiodo. Un ritorno su quest'area sarebbe coerente con una correzionefisiologica, senza intaccare l'impostazione rialzista di fondo.
Sul fronte opposto, un segnale di forza arriverebbe solo conuna chiusura sopra 46.000 punti. In questo caso la fase di compressione dellavolatilità si risolverebbe al rialzo, aprendo la strada al test del massimo del6 gennaio in area 46.425 punti. Il superamento di quest'ultimo livellorilancerebbe le ambizioni del mercato, confermando che la pausa attuale è statasoltanto una fase di accumulazione.
In sintesi, il future FTSE MIB si trova in un punto diequilibrio delicato: la bassa volatilità e la lateralità sopra la media a 10giorni suggeriscono attesa e prudenza. La direzione del prossimo movimentodipenderà dalla capacità dei prezzi di restare sopra i supporti dinamici o, alcontrario, di rompere al rialzo le resistenze chiave. In questi contesti,spesso è proprio la rottura della quiete a fornire il segnale più chiaro.
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