Inflazione ed energia mettono in allerta le banche centrali: tassi più alti più a lungo
pubblicato:La minaccia di una rapida ripresa dell'inflazione ha già messo in allerta i policy maker, come dimostra l'orientamento prudente mantenuto sia dalla BCE sia dalla Federal Reserve nelle riunioni di marzo.Le priorità delle due banche centrali restano tuttavia differenti. La BCE continuerà probabilmente a mantenere un approccio attendista, favorita finora da una dinamica inflattiva relativamente sotto controllo.
Tuttavia, l'aumento dei prezzi dell'energia rappresenta un rischio particolarmente rilevante per l'Eurozona, molto più esposta rispetto agli Stati Uniti per la forte dipendenza dalle importazioni energetiche.
I tassi d'interesse nell'area euro sono rimasti invariati dal giugno 2025, con il tasso sui depositi al 2%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,15% e il rifinanziamento marginale al 2,4%.
Prima dello scoppio del conflitto in Iran, il consenso di mercato era orientato verso un possibile taglio nel corso dell'anno, ma il nuovo scenario energetico ha modificato sensibilmente le aspettative.
La presidente Christine Lagarde ha ribadito che la BCE è pronta ad adattare la politica monetaria allo shock energetico, sottolineando la maggiore flessibilità derivante da un approccio data dependent, cioè basato sull'evoluzione dei dati macroeconomici piuttosto che su un percorso prestabilito dei tassi.
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