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Istat: cresce la raccolta differenziata, ma aumenta la produzione di rifiuti

di FTA Online News pubblicato:
5 min
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Raccolta differenziata dei rifiuti: comportamenti civici e politiche per la sostenibilità urbana - Anni 2024-2025.

Cresce la raccolta differenziata, ma aumenta la produzione di rifiuti

Nel 2024 aumenta la produzione di rifiuti urbani (507,7 kg/ab, +11,5 kg a testa rispetto al 2023) e continua la crescita della raccolta differenziata che copre il 67,7% del totale.

Nel 2025, il 93,0% delle famiglie dichiara di effettuare sempre la raccolta differenziata della carta, il 92,7% quella della plastica e il 92,2% quella del vetro.

In crescita la differenziazione dell’umido/organico (89,8% dall’86,7% del 2021) e dell’alluminio (83,9% dall’81,3%).

Aumentano i rifiuti urbani, ma continuano i progressi nella differenziata

Nel 2024, i rifiuti urbani prodotti in Italia ammontano a 29,9 milioni di tonnellate, in crescita del 2,3% rispetto all’anno precedente, e sono pari in media a 507,7 kg/ab. (+11,5 kg pro capite rispetto al 2023). L’aumento si verifica in tutte le ripartizioni geografiche, ma in modo più consistente nel Nord-est (+4,2% rispetto al 2023), in media 577,1 kg/ab. di rifiuti urbani prodotti. Seguono Nord-ovest (+3,2%), con 502,7 kg/ab., Centro (+1,2%, 538,2 kg/ab.), Sud e Isole (+1% con, rispettivamente, 451,7 e 455,5 kg/ab. prodotti). Nella dinamica di lungo periodo il livello è più basso rispetto al 2010 di 34,6 kg/ab. a livello nazionale.

La raccolta differenziata continua a crescere e copre nel 2024 il 67,7% dei rifiuti urbani prodotti (un punto percentuale in più rispetto al 2023), valore superiore al target del 65% previsto dalla normativa nazionale, già superato dal 2022. Le quote più elevate si hanno nel Nord-est (77,8%) e nel Nord-ovest (71,3%). Al Centro e nelle Isole si supera il 60%, mentre il Sud lo sfiora. Rispetto al 2010, la quota di raccolta differenziata in Italia risulta quasi raddoppiata (+32,4 p.p.). La popolazione residente in comuni che hanno raggiunto il valore target copre il 64,7% del totale, in crescita di 54,3 punti percentuali rispetto al 2010, con valori minimi nel Sud (47,7%) e massimi nel Nord-est (89,3%).

Le famiglie molto o abbastanza soddisfatte del servizio di raccolta porta a porta sono il 72,6 del totale. Maggiore soddisfazione, da questo punto di vista, viene espressa dalle famiglie residenti nel Nord-est (74,3%), davanti a quelle delle Isole (73,6%) e del Sud (73,3%), minima tra quelle del Centro (68,4%).

In costante miglioramento il comportamento delle famiglie

Dal 1998, ossia da quando i comportamenti e le opinioni delle famiglie sono monitorati, la percentuale di famiglie che dichiarano di effettuare “sempre” la differenziazione di ogni tipologia di rifiuto ha registrato un aumento costante, per effetto sia dei provvedimenti normativi sia della crescente sensibilità ambientale. La percentuale di famiglie che dichiarano di effettuare sempre la raccolta differenziata per carta, vetro, alluminio e plastica (set minimo di tipi di rifiuto per cui la normativa europea prevede l’obbligo della differenziazione) è salita dal 24,1%, nel 1998 all’87,4% nel 2025.

Esaminando le singole tipologie di rifiuto in dettaglio, nel 2025 il 92,7% delle famiglie dichiara di differenziare sempre i contenitori in plastica (era l’87,1% nel 2018 e il 90,8% nel 2021); quelle che differenziano sempre i contenitori in vetro sono il 92,2% (85,9% nel 2018 e 91,1% nel 2021). Per la carta l’andamento è simile: 86,6% nel 2018, 91,8% nel 2021 e 93,0% nel 2025. Nell’ultimo quinquennio si registra, invece, un lieve passo indietro nella raccolta di batterie esauste: dopo essere passati dal 45,6% al 52,8% delle famiglie, tra il 2018 e il 2021, la quota scende infatti al 51,3% nel 2025. Stesso andamento per la raccolta dei farmaci scaduti, che coinvolge il 54,0% delle famiglie nel 2025, dopo una transizione dal 48,2% nel 2018 al 54,6% nel 2021. Molto significativa, al contrario, la crescita registrata per la raccolta dei contenitori in alluminio che, dal 71,3% nel 2018 e l’81,3% nel 2021, nel 2025 viene svolta dall’83,9% delle famiglie.

Raccolta differenziata più elevata nelle regioni che producono più rifiuti urbani

A livello regionale, nel 2024, l’incremento dei rifiuti urbani si verifica quasi ovunque, tranne in Basilicata, Marche e Puglia, dove la produzione rimane stabile rispetto all’anno precedente. L’aumento più consistente si ha in Veneto (+5,5%), in Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste (+4,5%) e in Emilia-Romagna (+3,9%). In queste ultime due regioni si produce in assoluto la maggiore quantità di rifiuti urbanipro capite (rispettivamente 649,8 e 664,0 Kg/ab).

Nel 2024, sono 11 le regioni con una produzione pro capite di rifiuti superiore alla media nazionale; nove tra queste superano il target del 65% di raccolta differenziata. La quota più alta (82,5%) si rileva per la Provincia autonoma di Trento, seguita da Emilia-Romagna e Veneto, con oltre il 78%. Le regioni con minore produzione di rifiuti urbani sono la Basilicata (355,1 kg/ab), che supera per la prima volta il target fissato (66,3%, +1,4 p.p. sul 2023), il Molise (386,6 kg/ab) e la Calabria (403,8 kg/ab), che invece non lo raggiungono.

Nel 2024 la quota di raccolta differenziata aumenta in tutte le regioni, fatta eccezione per la Provincia autonoma di Bolzano/Bozen (-0,6 punti percentuali rispetto al 2023) e le Marche (-0,3 punti percentuali), che tuttavia hanno superato da diversi anni il target previsto, raggiungendo rispettivamente il 68,7% e il 71,8%. Nel 2024, le regioni con le quote più basse sono la Liguria (59,6%), la Campania (58,1%), la Calabria (57,5%), il Lazio (56,2%) e la Sicilia (55,5%), con quest’ultima che tuttavia registra l’incremento della differenziata più elevato degli ultimi cinque anni (+13,2 punti percentuali).

Si deve infine notare che, sebbene un aumento della produzione globale dei rifiuti, sia legato alla crescita dei consumi da parte di cittadini e imprese, in alcune realtà territoriali l’associazione tra una maggiore raccolta differenziata e un incremento della produzione complessiva può derivare da una più accurata contabilizzazione dei rifiuti, resa possibile da sistemi di raccolta più efficienti, in grado di intercettare flussi che in precedenza sfuggivano alla misurazione.

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