Technoprobe e STM in forte calo: pesa l’ipotesi di una nuova tassa europea sulle grandi imprese
pubblicato:Secondo il Financial Times, la Commissione starebbe considerando modifiche alla proposta denominata Corporate Resource for Europe

ll mercato teme minori investimenti tecnologici e possibili ritorsioni commerciali statunitensi
Seduta pesante per il comparto tecnologico a Piazza Affari. Technoprobe cede il 4,56% e STMicroelectronics arretra del 3,46%, penalizzate dalle indiscrezioni secondo cui l’Unione Europea starebbe valutando una nuova forma di imposizione sulle grandi imprese, costruita per aumentare soprattutto il contributo delle multinazionali tecnologiche statunitensi.
La notizia arriva dopo il forte recupero registrato recentemente da entrambi i titoli e favorisce anche prese di beneficio.
Nel caso di Technoprobe, il ribasso segue una salita da meno di 30 euro fino a quasi 38 euro in poche sedute; STM aveva invece recuperato dai minimi di settembre in area 41-42 euro fino a sfiorare 52 euro.
Che cosa starebbe valutando Bruxelles
Secondo il Financial Times, la Commissione starebbe considerando modifiche alla proposta denominata Corporate Resource for Europe, o CORE, una nuova risorsa destinata a finanziare direttamente il bilancio dell’Unione.
Nella formulazione attuale, il progetto riguarderebbe le società che operano nell’UE con un fatturato annuo superiore a 100 milioni di euro e prevederebbe un contributo forfettario compreso tra 100.000 e 750.000 euro.
Proprio perché l’importo rappresenterebbe una quota modesta degli utili delle multinazionali, Bruxelles starebbe studiando una versione capace di produrre un gettito maggiore.
L’obiettivo politico sarebbe colpire soprattutto i grandi gruppi tecnologici statunitensi senza introdurre formalmente una tassa discriminatoria riservata alle società digitali.
Applicare il prelievo a tutte le aziende oltre una determinata soglia dimensionale potrebbe infatti ridurre il rischio di contestazioni legali e di immediate contromisure da parte dell’amministrazione Trump.
È però importante sottolineare che si tratta ancora di ipotesi in fase di valutazione. Non sono stati definiti l’imponibile, le aliquote definitive, le eventuali deduzioni né il trattamento dei gruppi industriali europei.
La proposta CORE non coincide con la web tax al 5%
Nel dibattito si stanno sovrapponendo due progetti differenti.
Il primo è la revisione della proposta CORE, cioè un contributo applicato in modo generalizzato alle grandi società operanti nell’Unione.
Il secondo è l’ipotesi di una vera digital services levy, sostenuta da una parte del Parlamento europeo e applicata ai ricavi generati da servizi digitali quali pubblicità online, cloud, streaming, intermediazione e gestione dei dati.
Una digital tax estesa, con aliquota del 5%, potrebbe produrre secondo alcune stime fino a circa 25 miliardi di euro all’anno. Non si tratta tuttavia del gettito atteso dalla proposta CORE attualmente allo studio, ma di uno scenario più ampio elaborato nell’ambito del confronto sulle nuove risorse proprie dell’UE.
Questa distinzione è importante perché evita di attribuire automaticamente alla misura discussa oggi aliquote e gettiti relativi a un progetto differente.
Perché scendono Technoprobe e STM
Technoprobe e STMicroelectronics non appartengono allo stesso segmento di Alphabet, Meta, Amazon o Microsoft.
Producono tecnologie e componenti per l’industria dei semiconduttori e non sarebbero necessariamente i principali destinatari di un’imposta concepita per colpire le piattaforme digitali statunitensi.
L’effetto negativo può però manifestarsi indirettamente attraverso diversi canali:
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una tassazione più elevata potrebbe ridurre la capacità o la convenienza delle Big Tech a investire in Europa;
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eventuali ritorsioni degli Stati Uniti potrebbero coinvolgere anche semiconduttori e apparecchiature tecnologiche europee;
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una tassa generalizzata sulle grandi imprese potrebbe ricomprendere anche gruppi industriali europei oltre una determinata soglia;
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il mercato potrebbe applicare un premio per il rischio più elevato all’intera filiera tecnologica;
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dopo i recenti rialzi, l’indiscrezione offre un’occasione per realizzare profitti.
La reazione odierna appare quindi legata soprattutto all’incertezza normativa e commerciale, più che a un impatto economico già quantificabile sui conti delle due società.
Il rischio di uno scontro con gli Stati Uniti
La scelta di una tassa formalmente generalizzata avrebbe lo scopo di evitare l’accusa di discriminare le aziende americane. La sostanza economica della misura potrebbe tuttavia restare evidente, soprattutto se il prelievo venisse calibrato per incidere maggiormente sulle multinazionali digitali.
L’amministrazione Trump potrebbe rispondere con tariffe o altre misure contro le imprese europee. Proprio questo rischio spiega la cautela della Commissione e la ricerca di una struttura fiscale applicabile anche alle grandi società dell’UE.
Per Technoprobe e STM, una guerra commerciale rappresenterebbe un rischio più rilevante della tassa stessa. Entrambe operano in catene produttive globali, dipendono dagli investimenti internazionali nel settore dei chip e risentono della libertà di circolazione di componenti, tecnologie e capitali.
Technoprobe: brusca correzione dopo il rally
Technoprobe scende in area 35,10 euro, dopo avere toccato durante la seduta un minimo a 34,88 euro. La candela ribassista interrompe la rapida accelerazione che aveva condotto il titolo fino a un massimo vicino a 38 euro.
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Il segnale invita alla prudenza, ma non compromette ancora la tendenza rialzista di breve periodo. Il primo supporto è collocato tra 34,80 e 35 euro.
Sotto questa fascia aumenterebbe la probabilità di una discesa verso la media mobile esponenziale a 10 giorni, passante intorno a 33,70 euro.
La successiva area decisiva si trova tra 32,40 e 32,60 euro, corrispondente ai precedenti massimi superati alla fine di settembre. Un ritorno sotto tale livello trasformerebbe il recente breakout in un possibile falso segnale e aprirebbe spazi verso 31 e 29,50 euro.
Al rialzo, le prime resistenze sono individuabili a:
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36-36,60 euro;
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37-38 euro, area dei massimi recenti;
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40 euro, obiettivo psicologico in caso di ripresa del rialzo.
La correzione resta quindi compatibile con una pausa dopo una salita molto rapida, purché tengano prima 34,80 e soprattutto la fascia 33,70-32,50 euro.
STM respinta dal 38,2% di ritracciamento
STMicroelectronics arretra verso 50,25 euro, dopo avere raggiunto un massimo intraday a 51,86 euro.
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Il titolo è stato respinto dalla resistenza collocata a 52,55 euro, coincidente con il 38,2% di ritracciamento del ribasso dai massimi di giugno. Il mancato superamento di questo livello non cancella il recupero sviluppato dai minimi di settembre, ma conferma che la fascia 52,50-53 euro rappresenta un ostacolo rilevante.
Il primo supporto è collocato a 49,80-50 euro. La sua violazione potrebbe determinare una discesa verso 48,20 euro, corrispondente al 23,6% di ritracciamento e alla precedente area di breakout.
Sotto 48,20 i prezzi rischierebbero di tornare verso:
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46-46,50 euro;
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44,50-45 euro;
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43,10 euro, transito della media mobile esponenziale a 200 giorni.
Per riattivare il rialzo STM dovrà invece superare 52,55 euro. In quel caso i successivi obiettivi sarebbero situati a 54,50-55 e a 56 euro, livello corrispondente al 50% di ritracciamento.
Una reazione da non confondere ancora con un cambiamento fondamentale
Il calo di Technoprobe e STM mostra la sensibilità del mercato a qualsiasi iniziativa capace di modificare la redditività e gli investimenti della filiera tecnologica.
Al momento, però, non esistono ancora elementi sufficienti per calcolare un impatto diretto sui risultati delle due società.
La proposta resta in fase preliminare, richiederà un complesso confronto tra Commissione, Parlamento e governi nazionali e potrebbe essere profondamente modificata prima dell’eventuale approvazione.
Nel breve periodo, quindi, il tema fiscale può continuare ad alimentare volatilità.
Per valutare se la discesa odierna sia soltanto una presa di beneficio o l’inizio di una correzione più ampia, sarà soprattutto necessario osservare la tenuta di 34,80-33,70 euro per Technoprobe e di 50-48,20 euro per STM.
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