Wall Street sui nuovi record: S&P 500 rompe il triangolo, Nasdaq 100 supera i massimi storici

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
6 min

L’S&P 500 chiude a 7.818,93 punti e punta verso l’obiettivo tecnico in area 7.980-8.000

Wall Street sui nuovi record: S&P 500 rompe il triangolo, Nasdaq 100 supera i massimi storici

Wall Street torna sui massimi storici, sostenuta dall’ennesima accelerazione dei titoli legati all’intelligenza artificiale e dalla temporanea attenuazione delle tensioni sul mercato obbligazionario.

L’S&P 500 guadagna lo 0,58% e termina la seduta a 7.818,93 punti, realizzando la prima chiusura record da agosto. Nel corso della giornata l’indice ha raggiunto anche un massimo intraday a 7.844,52 punti.

Positivo anche il Nasdaq Composite, in rialzo dello 0,45% a 27.599,79 punti e alla seconda chiusura record consecutiva. Il Dow Jones Industrial Average avanza invece di 253,38 punti, pari allo 0,49%, portandosi a 51.521,28 punti.

S&P 500: completata la rottura del triangolo

Dal punto di vista grafico, l’S&P 500 ha superato la parte superiore della figura triangolare costruita a partire dai massimi di giugno.

La rottura, avvenuta sopra la fascia compresa tra 7.790 e 7.810 punti, rappresenta un segnale favorevole e permette di proiettare un primo obiettivo in area 7.980-8.000 punti.

Wall Street sui nuovi record: S&P 500 rompe il triangolo, Nasdaq 100 supera i massimi storici

Per rendere più affidabile il breakout serviranno tuttavia una conferma nelle prossime sedute e la capacità di conservare quota 7.800.

Un temporaneo ritorno verso la linea superiore del triangolo non comprometterebbe necessariamente lo scenario: potrebbe configurarsi come un semplice pullback prima di una nuova accelerazione.

I livelli tecnici principali sono:

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    7.800-7.780 punti, primo supporto e area del breakout;

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    7.700-7.720 punti, sostegno intermedio;

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    7.540-7.550 punti, transito della media mobile esponenziale a 100 giorni e supporto decisivo;

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    7.980-8.000 punti, obiettivo teorico della figura.

Una ricaduta stabile sotto 7.780 punti indebolirebbe il segnale, mentre la violazione di 7.700 aumenterebbe il rischio che la rottura si trasformi in una falsa partenza.

Soltanto la perdita della media a 100 giorni, attualmente in area 7.545, produrrebbe però un deterioramento tecnico più serio.

Nasdaq 100: superati i precedenti massimi storici

Il segnale più evidente arriva dal Nasdaq 100, che ha superato la barriera rappresentata dai precedenti massimi storici in area 30.750-30.850 punti, raggiungendo sul CFD quota 31.275 circa.

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Il breakout completa una fase di consolidamento durata diversi mesi e conferma la leadership della tecnologia statunitense.

Le medie mobili esponenziali a 50 e 100 giorni sono entrambe crescenti e passano rispettivamente intorno a 29.800 e 29.200 punti, molto al di sotto delle quotazioni attuali.

Finché l’indice resterà sopra 30.750-30.850 punti, la rottura conserverà efficacia e potrà favorire un’estensione verso:

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    31.500 punti;

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    32.000 punti;

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    32.500 punti, obiettivo successivo in caso di ulteriore accelerazione.

Il principale pericolo sarebbe rappresentato da un rapido ritorno sotto i vecchi massimi.

Una chiusura sotto 30.700 punti trasformerebbe il breakout in un possibile falso segnale, mentre la perdita di 30.300-30.400 renderebbe probabile una correzione verso la media a 50 giorni.

Treasury in pausa dopo il rialzo quasi ininterrotto

La seduta azionaria è stata favorita dalla discesa del rendimento del Treasury decennale al 5,27%, dopo il massimo raggiunto lunedì sui livelli più elevati dall’aprile 2002.

La flessione è ancora troppo contenuta per decretare la fine della fase di rialzo dei rendimenti, ma ha concesso ossigeno soprattutto ai titoli tecnologici, le cui valutazioni sono particolarmente sensibili al costo del capitale.

Nelle ultime settimane azioni e rendimenti obbligazionari sono saliti contemporaneamente. La combinazione può continuare finché l’aumento dei tassi viene interpretato come conseguenza di una crescita economica robusta e di utili societari in espansione.

Diventerebbe invece pericolosa se i rendimenti continuassero a salire a causa dell’inflazione, dell’aumento dell’offerta di debito o della perdita di fiducia nella politica fiscale.

Per il mercato azionario la soglia da osservare resta quindi quella dei recenti massimi del Treasury decennale. Un ritorno deciso sopra 5,30-5,35% potrebbe mettere nuovamente sotto pressione i multipli azionari; una discesa sotto il 5,20% rafforzerebbe invece il breakout degli indici.

Petrolio ancora sopra 100 dollari

Il Brent si mantiene poco sopra i 100 dollari al barile, mentre gli operatori valutano l’aumento dei transiti attraverso lo Stretto di Hormuz e i tentativi iraniani di limitare i flussi mediante attacchi alle petroliere.

Il mancato arretramento del greggio rappresenta un elemento di cautela. Quotazioni stabilmente sopra 100 dollari rischiano infatti di mantenere elevate le pressioni inflazionistiche e di rendere più difficile un allentamento della politica monetaria statunitense.

L’attuale equilibrio favorevole alle Borse dipende quindi dalla possibilità che i rendimenti si stabilizzino nonostante il costo elevato dell’energia. Una nuova accelerazione contemporanea di petrolio e Treasury costituirebbe il principale rischio per il rally.

WTI sulla base del canale rialzista: possibile flag ribassista, ma manca la conferma

Il canale crescente disegnato dal WTI cfd a partire dal minimo di giugno in area 67-68 dollari potrebbe assumere i connotati di una flag ribassista di ampie dimensioni. La figura si è infatti sviluppata dopo la forte discesa dai massimi di maggio, superiori a 105 dollari, e il recupero successivo si è mantenuto all’interno di due linee parallele ascendenti.

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La definizione di flag resta tuttavia soltanto un’ipotesi. La correzione rialzista è stata molto profonda, essendosi spinta fino a circa 101 dollari, e la durata del canale è superiore a quella tipica di una bandiera di breve periodo. La figura potrebbe quindi rappresentare anche un normale canale rialzista di medio termine.

La discriminante è ora la sua base, transitante in area 88-89 dollari, praticamente coincidente con le quotazioni attuali.

Una chiusura confermata sotto 88 dollari completerebbe la figura ribassista e aprirebbe spazi verso:

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    85-84 dollari, primo sostegno;

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    82-80 dollari, area di supporto intermedia;

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    75-77 dollari, obiettivo successivo;

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    67-68 dollari, ritorno sui minimi di giugno.

Applicando integralmente l’ampiezza del precedente impulso ribassista si otterrebbe un obiettivo teorico molto più profondo, vicino a 50-52 dollari, ma una proiezione del genere appare prematura e dovrebbe essere considerata soltanto dopo la violazione dei minimi di giugno.

Se invece la base del canale dovesse tenere, il WTI potrebbe tentare un rimbalzo verso 92,50-94 dollari e successivamente 96-97,50 dollari. Solo il superamento dei massimi di settembre in area 100-101 dollari invaliderebbe in modo convincente l’ipotesi della flag e rilancerebbe il trend rialzista.

In sintesi, la struttura può essere letta come una potenziale flag ribassista, ma il segnale operativo scatterebbe soltanto sotto 88 dollari. Finché la base del canale resiste, rimane possibile un nuovo rimbalzo al suo interno.

Breakout positivo, ma serve conferma

Il quadro tecnico è chiaramente migliorato: l’S&P 500 ha rotto il triangolo e il Nasdaq 100 ha superato i precedenti massimi storici. I segnali favoriscono una prosecuzione del rialzo, con un possibile avvicinamento dell’S&P 500 alla soglia psicologica degli 8.000 punti.

La conferma dovrà però arrivare dalla tenuta dei livelli appena superati.

Se S&P 500 e Nasdaq 100 riusciranno a consolidare rispettivamente sopra 7.780-7.800 e 30.750-30.850 punti, il mercato potrà continuare a ignorare almeno temporaneamente la pressione esercitata dai rendimenti elevati.

Un rapido rientro sotto queste soglie rappresenterebbe invece un segnale d’allarme: mostrerebbe che i nuovi record sono stati prodotti soprattutto dall’entusiasmo sull’intelligenza artificiale e non da una forza sufficientemente ampia e stabile dell’intero mercato.

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Informazioni sull'autore:

Alessandro Magagnoli
Alessandro Magagnoli

Nato nel 1966, mi sono laureato a Londra in economia applicata presso la University of East London nel luglio 1991, per poi conseguire un Master of Science nella stessa disciplina al Queen Mary and Westfield College nell'agosto 1992. La mia passione per l'analisi tecnica è nata nel 1992, e nel maggio 1993 ho ottenuto il diploma in Technical Analysis rilasciato dalla Society of Technical Analysis (STA). Ho insegnato nei dipartimenti di econometria all'Università Bicocca e all'Università Cattolica.