Istat: nel 2025 calano disoccupati e inattivi
pubblicato:Nel quarto trimestre 2025, l'input di lavoro, misurato dalle ore lavorate, è stabile rispetto al trimestre precedente ed è aumentato dell'1,6% nei confronti del quarto trimestre 2024. Nello stesso periodo, il Pil è aumentato dello 0,3% in termini congiunturali e dello 0,8% in termini tendenziali.
Il numero di occupati, che si attesta a 24 milioni 121 mila, aumenta su base congiunturale (+37 mila, +0,2% sul terzo trimestre 2025), a seguito di una crescita dei dipendenti a tempo indeterminato (+76 mila, +0,5%) e degli indipendenti (+21 mila, +0,4%) più marcata rispetto al calo dei dipendenti a tempo determinato (-60 mila, -2,4%); si riduce il numero di disoccupati (-84 mila, -5,5% in tre mesi) e aumenta quello degli inattivi di 15-64 anni (+61 mila, +0,5%). Al netto degli effetti stagionali, il tasso di occupazione è stabile al 62,5%, quello di disoccupazione cala al 5,6% (-0,3 punti) e il tasso di inattività sale al 33,7% (+0,2 punti). Nei dati provvisori di gennaio 2026, rispetto al mese precedente, l'aumento del numero di occupati (+0,3%) e del relativo tasso (+0,2 punti) si associa alla diminuzione del tasso di disoccupazione (-0,4 punti) e alla crescita di quello di inattività 15-64 anni (+0,1 punti).
Nel confronto tendenziale, dopo un trimestre di stabilità, torna a crescere il numero di occupati (+89 mila, +0,4%); l'aumento dei dipendenti a tempo indeterminato (+1,0%) e degli indipendenti (+3,0%) più che compensa il calo dei dipendenti a termine (-8,6%). Nel quarto trimestre 2025, dopo il lieve aumento del trimestre precedente, il numero di disoccupati si riduce (-138 mila, -8,9% in un anno) e, dopo tre trimestri di calo, cresce quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+49 mila, +0,4%). I tassi seguono la stessa dinamica: quello di occupazione sale al 62,4% (+0,1 punti), quello di disoccupazione scende al 5,5% (-0,5 punti) e il tasso di inattività raggiunge il 33,9% (+0,2 punti).
Dal lato delle imprese, nel quarto trimestre 2025 si osserva la crescita congiunturale delle posizioni lavorative dipendenti (+0,3%), lievemente superiore per la componente a tempo parziale (+0,5%) rispetto a quella a tempo pieno (+0,3%), portando la quota delle posizioni a tempo parziale sul totale delle posizioni a 28,9% (+0,1 punti). La dinamica in crescita si registra anche in termini tendenziali (+1,6%), simile per entrambe le componenti, con un lieve calo (-0,1 unti) della quota del part-time. Aumentano in termini congiunturali sia le posizioni in somministrazione (+1%), seppure la loro dinamica si mantenga stazionaria su base annua, sia la domanda di lavoro intermittente (+1,5%), che mostra una crescita tendenziale più sostenuta (+5,7%). Le ore lavorate per dipendente diminuiscono in termini congiunturali (-0,5%) e aumentano in termini tendenziali (+0,5%); rispetto al quarto trimestre 2024, il ricorso alla cassa integrazione diminuisce (-1,7 ore), scendendo a 7,8 ore ogni mille ore lavorate. Il tasso dei posti vacanti è pari all'1,9%, in aumento rispetto al trimestre precedente (+0,1%) e in diminuzione nel confronto tendenziale (-0,1%).
Il costo del lavoro per Unità di lavoro equivalente a tempo pieno (Ula) registra un aumento rispetto al trimestre precedente (+0,3%), di pari entità nelle retribuzioni e nei contributi sociali. Su base annua, la crescita del costo del lavoro (+2,9%) è più intensa per i contributi sociali (+4,2%) rispetto alle retribuzioni (+2,5%).
Nella media 2025, l'aumento degli occupati, pari a 185 mila unità (+0,8% in un anno), si associa alla riduzione sia dei disoccupati (-88 mila, -5,3%) sia degli inattivi di 15-64 anni (-58 mila, -0,5%). Il tasso di occupazione 15-64 anni sale al 62,5% (+0,3 punti in un anno) e scendono i tassi di disoccupazione (6,1%, -0,4 punti) e di inattività 15-64 anni (33,3%, -0,1 punti). Seppure rallentata rispetto al 2024, prosegue anche nel 2025 la crescita dell'input di lavoro nelle imprese: le posizioni dipendenti aumentano dell'1,7% e il monte ore lavorate del 2,1% (al netto degli effetti di calendario); diminuisce il ricorso alla Cig (-1,0 ore ogni mille lavorate) e aumenta quello al lavoro straordinario (+0,1%). Il tasso di posti vacanti diminuisce di 0,3 punti percentuali, attestandosi all'1,8%. Il costo del lavoro cresce in misura sostenuta (+3,6%), sia per gli aumenti previsti dai rinnovi contrattuali sia per la riduzione degli incentivi contributivi.